mercoledì,Maggio 25 2022

Bisignano: «Politica pavida, basta inquinamento»

Sette ore di consiglio comunale a Bisignano non hanno spento le polemiche sul depuratore industriale Consuleco. Il sequestro dell’impianto, nell‘operazione Arsenico era l’unico punto all’ordine del giorno dell’assise di qualche giorno fa. Ma nonostante le richieste dell’opposizione e dei cittadini intervenuti in rappresentanza dei tanti presenti, non è arrivata la revoca delle autorizzazioni allo scarico.

Bisignano: «Politica pavida, basta inquinamento»

Sette ore di consiglio comunale a Bisignano non hanno spento le polemiche sul depuratore industriale Consuleco. Il sequestro dell’impianto, nell‘operazione Arsenico era l’unico punto all’ordine del giorno dell’assise di qualche giorno fa. Ma nonostante le richieste dell’opposizione e dei cittadini intervenuti in rappresentanza dei tanti presenti, non è arrivata la revoca delle autorizzazioni allo scarico. Né si sono visti atti che preannuncino la bonifica dei luoghi. Il sindaco di Bisignano, Francesco Lo Giudice, e la sua maggioranza hanno optato per una formula insoddisfacente per movimenti civici e associazioni ambientaliste. La proposta approvata, definita pilatesca dagli scontenti, è la seguente: «Il presidente del Consiglio, a nome del Consiglio comunale, al fine di tutelare l’ordine pubblico nonché l’incolumità pubblica ed ambientale, dà indirizzo politico al fine di verificare la sussistenza delle eventuali condizioni tecnico-giuridiche e dei presupposti di legge per richiedere agli enti competenti la revoca definitiva dell’autorizzazione integrata ambientale».

Le aspettative deluse e la situazione attuale

Niente pressioni sulla Regione per il ritiro dell’Aia all’azienda, dunque. E niente ritiro di tutte le convenzioni e le autorizzazioni in essere tra il comune di Bisignano e la Consuleco, come invocavano i cittadini. Che si lamentano: «Il Comune si è limitato a comunicare via Pec alla Regione il 25 febbraio l’avvenuto sequestro, invitando l’ente a rivalutare l’iter dell’autorizzazione. Attualmente è funzionante solo il depuratore comunale, sotto la supervisione di un curatore nominato dalla magistratura». Nel mirino finisce Lo Giudice, «che deve tutelare e garantire la salute pubblica e si trincera dietro una delega poco coraggiosa alla Regione Calabria».

Prosegue la protesta civile a Bisignano

La popolazione chiedeva a sindaco e maggioranza «un’azione forte e immediata perché si tratta di un inquinamento ambientale che va avanti da anni, in barba a norme di legge e controlli, come già dimostrato le indagini della Questura di Cosenza nel 2008 e nel 2016». I comitati, comunali ed extracomunali, hanno un solo obiettivo: lo smantellamento definitivo dell’impianto. E partecipare in massa al consiglio è solo il primo passo per provare a raggiungerlo. Altre forme di protesta civile sono in arrivo, a partire da una conferenza prevista per sabato pomeriggio alle 16 nella sala Curia della biblioteca comunale. Si parlerà «dei rischi per la salute, per l’agricoltura e per l’economia che l’inquinamento provocato dall’impianto sta producendo a Bisignano e in tutti i comuni limitrofi attraversati dal Crati».

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