mercoledì,Settembre 28 2022

Emergenza coronavirus: «Calabria in grave ritardo»

«C’è il rischio che la Calabria non sia all’altezza della risposta che altre regioni stanno mettendo in campo per affrontare l’emergenza coronavirus». Non usa giri di parole Carlo Guccione nel descrivere quelli che per lui sono «i grandi ritardi» delle istituzioni in un momento difficile come questo. Per il consigliere regionale del Pd «anche in

Emergenza coronavirus: «Calabria in grave ritardo»

«C’è il rischio che la Calabria non sia all’altezza della risposta che altre regioni stanno mettendo in campo per affrontare l’emergenza coronavirus». Non usa giri di parole Carlo Guccione nel descrivere quelli che per lui sono «i grandi ritardi» delle istituzioni in un momento difficile come questo. Per il consigliere regionale del Pd «anche in questa fase emergenziale la Calabria rischia di essere il luogo dei paradossi». L’esempio che cita è eclatante: «Non è possibile che il commissario dell’Ao di Cosenza sia riuscita a scendere in Calabria pur provenendo da una zona rossa, con il conseguente rischio per la sanità pubblica. Queste cose potrebbero far saltare le regole che il governo nazionale e quello regionale hanno messo in campo per prevenire il diffondersi del Coronavirus».

Dubbi sul piano per affrontare l’emergenza

Guccione ne ha anche per il piano operativo che oggi pomeriggio sarà illustrato alle aziende sanitarie. Meglio adottarlo già qualche settimana fa, secondo lui. «Ora mi auguro – dichiara – che non sia un piano generico sulle cose da fare, ma sia corredato da un crono-programma preciso che in pochi giorni possa aumentare i posti nelle terapie intensive, nei reparti di virologia e potenziare l’intero sistema sanitario calabrese». In una provincia come Cosenza, dove mancano 350 posti letto rispetto a quelli che dovrebbero essere attivati», per Guccione serve «attivare una task force che metta insieme il meglio sul piano medico e tecnico, utilizzando tutte le risorse necessarie». Un esempio a riguardo viene dall’Unità semplice dell’Asp cosentina. «Sottopone 97 pazienti a tracheotomia domiciliare ventilata meccanicamente, è un esperienza che potrebbe essere da impulso ad affrontare con efficacia l’emergenza», scrive il democrat.

Il tempo perso e le possibili soluzioni

Di certo, per il consigliere le parole della Santelli, «secondo cui la Calabria da sola non è un grado di fronteggiare la situazione, destano preoccupazione». Parte il richiamo all’operatività, «dopo che si sono perse almeno due settimane prima di allestire misure adeguate». E con esso un nuovo suggerimento, visto che in Calabria le terapie intensive «sono piene per i pazienti ordinari». «Nell’ospedale di Castrovillari si possono attivare in una settimana 24 posti tra terapia intensiva generale, semiterapia respiratoria e terapia respiratoria, aumentando il personale attraverso assunzioni immediate e acquistando le strumentazioni necessarie attraverso la protezione civile. Infine – conclude Guccione – è necessario che la Regione attivi un tavolo istituzionale per vedere come affrontare la crisi in tutti i settori, a partire da turismo, attività produttive e agricoltura».

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