lunedì,Agosto 8 2022

Terremoto in Calabria, il sismologo: «Spero finisca in una bolla di sapone»

Dal coronavirus al terremoto il passo è breve. Nella notte una sequenza sismica di 23 scosse ha creato ansia e preoccupazione nella popolazione calabrese. La zona maggiormente interessata dallo sciame sismico è quella della Costa sud-occidentale, che comprende la province di Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. La scossa più forte si è registrata

Terremoto in Calabria, il sismologo: «Spero finisca in una bolla di sapone»

Dal coronavirus al terremoto il passo è breve. Nella notte una sequenza sismica di 23 scosse ha creato ansia e preoccupazione nella popolazione calabrese. La zona maggiormente interessata dallo sciame sismico è quella della Costa sud-occidentale, che comprende la province di Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. La scossa più forte si è registrata all’1.52 di notte: magnitudo 3.9 con una profondità di 33 chilometri. Poi tante scosse meno forti, anche al di sotto di 2.0.

Il terremoto fa paura quanto il coronavirus. Secondo quanto raccolto da Cosenza Channel, alcuni residenti di Rende e Cosenza hanno dormito in macchina. Altri hanno preferito rimanere svegli fino alle 5 del mattino, mentre a Nocera Terinese, provincia di Catanzaro, la popolazione temeva un maremoto. Tutto ciò ovviamente è alimentato dal momento particolare che l’Italia sta vivendo. Il fatto di non poter uscire di casa crea un disagio psicologico non indifferente nei cittadini. Se ci si mette pure il terremoto, la frittata è servita.

Terremoto in Calabria ai tempi del coronavirus

Per capirne di più, Cosenza Channel ha intervistato il sismologo Salvatore Mazza, funzionario dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma. Mazza abita ad Amatrice, ma è originario del Sud. «Il terremoto avvenuto nella notte ha avuto una profondità molto alta. Di solito in quella zona le scosse avvengono in superficie tra 5-20 chilometri. Quello che mi sento dire, vista l’esperienza, è che possiamo reputarci fortunati a sapere che in questa area sia in corso uno sciame sismico. Ricordo a tutti che ad Amatrice arrivò una botta tremenda all’improvviso senza possibilità di mettersi al riparo». Morirono circa 300 persone in un giorno, lo stesso numero (se non superiore) delle vittime per coronavirus nelle province di Bergamo e Brescia. Ma qui i decessi sono all’ordine del giorno.

Terremoto, impossibile fare calcoli

«Analizzando quanto sta succedendo in Calabria, l’auspicio è che tutto si concluda in una bolla di sapone. La realtà, però, è diversa. Sappiamo tutti che questa regione è sismica per definizione. Il fatto che ci siano altre scosse non cambia le probabilità che ce ne sia una più forte o che magari questa più forte non ci sia affatto. Ci si attende, ovviamente, una scossa forte. Quando e dove ci sarà ad oggi non lo sa nessuno». L’unico modo quindi per evitare disastri è quello di abitare in case sicure. «Senza dubbio. Le faccio un esempio: quando andai ad Amatrice decisi di mettere delle catene ai muri, che erano vecchi. Spesi 4800 euro, la metà rimborsata dallo Stato. La mia casa non crollò nel terremoto ad Amatrice, le altre purtroppo sì».

Come difendersi dal terremoto seguendo due regole

Costruire in sicurezza è fondamentale: «Assolutamente sì, aggiungo che una casa costruita di recente non è certezza di solidità». E spiega per quale motivo: «Il primo dipende da chi ha costruito la casa: parliamo di onestà. Deve aver seguito tutti i criteri, applicando la legge. Nel secondo caso, invece, parlo di serietà. Se vado dal gommista e lui mi dice che per cambiare le pastiglie dei freni ci vogliono 500 euro e io mi accontento di mettere un chewing gum, sta alla professionalità del gommista far capire al signore che è necessario mettere in sicurezza la propria auto». Investire per prevenire. «E’ la formula più corretta per farsi trovare preparati a scosse molto più forti di quelle che ci sono o che a noi sembrano forti, ma così non è».

Terremoto e coronavirus, cosa fare?

Un altro esempio che fa il sismologo Salvatore Mazza è quello del terremoto de L’Aquila, in Abruzzo: «Alcune famiglie dormirono fuori di casa per diverse settimane, alcune rientrarono e persero la vita sotto le macerie. Anche in questo caso parliamo di come vengono costruite le case. Tipo la casa dello Studente che, a prima vista, sembrava conforme alle regole di edilizia, invece così non era». Il sismologo dell’Ingv lancia inoltre un messaggio ben preciso: «Possiamo salvare la nostra vita con poco. Impegniamoci a rispettare le regole, esortando coloro i quali devono farle rispettare a non scendere a compromessi» riferendosi ai sindaci delle nostre città.

In conclusione, i cittadini si domandano cosa fare in caso di una nuova scossa ai tempi del coronavirus: «In una situazione normale, cercherei di capire innanzitutto le condizioni del mio alloggio ed eventualmente spostarmi in un posto più sicuro. Oggi non so rispondere a questa domanda. Bisogna chiederlo al capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Anzi, speriamo che qualcuno glielo chieda in conferenza stampa».

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