mercoledì,Giugno 29 2022

«Democrazia sospesa in Calabria, intervenga Roma»

Sono oltre trenta donne tra dirigenti, elettrici e parlamentari del Pd, tutte indignate da quella che ritengono una vera e propria sospensione della democrazia. Così hanno scritto al Presidente della Repubblica, al ministro per gli Affari regionali, a quello dell’Interno e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Nella missiva le democrat chiedono loro di

«Democrazia sospesa in Calabria, intervenga Roma»

Sono oltre trenta donne tra dirigenti, elettrici e parlamentari del Pd, tutte indignate da quella che ritengono una vera e propria sospensione della democrazia. Così hanno scritto al Presidente della Repubblica, al ministro per gli Affari regionali, a quello dell’Interno e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Nella missiva le democrat chiedono loro di intervenire affinché sia convocato al più presto il Consiglio regionale, convinte che sia fondamentale per affrontare l’attuale emergenza.

Le ragioni dietro una richiesta simile, spiegano le componenti della Conferenza regionale del Pd, sono molteplici. Innanzitutto le norme previste dalla stessa Regione Calabria: il primo Consiglio, da regolamento, si dovrebbe tenere entro tre settimane dalla proclamazione degli eletti. Di giorni però, scrivono le democratiche calabresi, ne sono passati già 51. E nel frattempo la seduta d’insediamento dell’assemblea è stata già annullata due volte. In un contesto simile – si legge nella lettera – diventa impossibile l’esercizio «della potestà legislativa, in una Regione priva ancora oggi del bilancio». Ma anche quello «dei poteri di controllo per la tutela della vita, della salute, delle condizioni di sopravvivenza dei calabresi».

Con la pandemia in corso e lo stato pietoso della Sanità locale, le democrat speravano almeno che Jole Santelli varasse la Giunta entro sette giorni dal proprio insediamento, «come da regolamento». Ma anche per l’esecutivo regionale l’attesa si è protratta fino a stamattina. Da qui l’appello alle autorità nazionali affinché promuovano «ogni atto di propria competenza al fine di far cessare tale grave sospensione dell’organo democratico». Con la speranza che, grazie all’intervento dall’alto, ritorni la democrazia e «si possano scongiurare i gravi rischi che la Calabria corre in siffatta situazione».

Articoli correlati