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Avvocati in crisi, la Camera penale insorge

Con le attività giudiziarie sospese, il mondo dei legali è in difficoltà. Gli avvocati cosentini invocano il sostegno della Cassa forense

Come tanti altri lavoratori, anche gli avvocati si ritrovano a fronteggiare la crisi economica che la pandemia ha portato con sé. La sospensione delle attività giudiziarie ha colpito il settore e gli interventi previsti finora dalla Cassa forense a tutela degli iscritti hanno aumentato i malumori dei legali. Tanto che la Camera penale di Cosenza, con una lettera del segretario Guido Siciliano e del presidente Pietro Perugini, ha lanciato un appello all’ente previdenziale e al Consiglio nazionale forense invocando maggiore supporto per la categoria. Per la sopravvivenza degli avvocati, scrivono i due, c’è «assoluta e inderogabile necessità di interventi seri e immediati».

Siciliano e Perugini hanno idee ben chiare sul da farsi. La Cassa forense, a loro avviso, non si deve limitare alla sospensione dei contributi fino a settembre del 2020, come stabilito finora. Deve, invece, disporre l’annullamento dei pagamenti relativi all’anno in corso e al 2021. Inoltre, aggiungono, deve subito emanare provvedimenti a sostegno di tutti gli iscritti, erogando un’indennità che permetta di superare le ristrettezze del momento in maniera dignitosa. Per calcolarla, suggerisce la Camera penale bruzia, ci si potrebbe basare sull’ultima dichiarazione dei redditi dei singoli avvocati. Il sostegno economico, concludono Siciliano e Perugini, dovrebbe arrivare ogni mese. E non concludersi con la fine della pandemia, ma proseguire «per un periodo non inferiore a sei mesi dalla cessazione dello stato emergenziale».

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