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Parla il professore Bruno: «Pazienti Covid-19 anche nelle cliniche private»

Cosenza Channel intervista il professore Raffaele Bruno: «Bene le misure della Santelli, ma è fondamentale restare a casa».

Abbiamo superato la boa del mese in emergenza Covid-19. La Calabria si tiene indietro, i morti ancora si conoscono per nome e cognome, l’esplosione non c’è stata, ma lo stato di sospensione fa galleggiare tutti in una bolla sottile, fragilissima, che potrebbe esplodere al minimo contatto.

La Regione Calabria ha chiuso i confini, si preannunciano misure ancora più restrittive da parte del governo, e ogni giorno alle ore 18 il bollettino della Protezione civile raduna le famiglie come la radio in tempi di guerra. Sul fronte c’è anche il professore Raffaele Bruno, cosentino, primario di Malattie Infettive all’ospedale di Pavia. Da una settimana è nella task force voluta dalla Governatrice Jole Santelli per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in Calabria. E con lui facciamo il punto della situazione.

Professore, anche se sta seguendo da lontano la vicenda calabrese, secondo lei la Regione sta procedendo nella direzione giusta?

«Il decreto emanato della Governatrice Santelli secondo me è efficace, è stato forse tra i primi a emanare delle restrizioni così forti, speriamo che possa dare frutti, ma credo che li stia dando». 

Ci sono dei centri Covid, allestiti in più parti della Calabria, che sono sprovvisti di camere a pressione negativa, secondo lei questo potrebbe avere ripercussioni su personale e malati?

«Per questo virus le camere a pressione negativa non servono, neanche noi le abbiamo qui, stiamo parlando di un virus di classe 2».

Ci sono diverse ricerche che parlano della sopravvivenza di questo virus su materiali come cartone e plastica, molte persone addirittura disinfettano le buste della spesa o le confezioni di pasta, secondo lei ha senso?

«No, non ha nessun senso, bisogna solo lavarsi spesso le mani o disinfettarle col gel alcolico, fermo restando che bisogna indossare le mascherine e tenere le distanze di sicurezza».

I posti letto iniziano a scarseggiare anche a Cosenza. Secondo lei requisire le cliniche private potrebbe aiutare in questo momento di emergenza?

«Sicuramente sì, in Lombardia è stato fatto, qui tutte le attività private sono state trasformate in centri Covid e le cliniche convenzionate usate per i malati».

Dottore quanto dovrà passare prima di poter uscire di casa se i contagi dovessero fermarsi?

«Bisogna aspettare e poi si deciderà come e quando tornare alla normalità. Ma sono quesiti pericolosi da affrontare adesso, per il momento dobbiamo solo restare a casa e aspettare».

Da due giorni tiene banco il dibattito sull’Avigan, questo ormai famoso farmaco prodotto in Giappone, che dicono potrebbe essere efficace contro il Coronavirus.

«È un farmaco famoso solo su Facebook e su Whatsapp, prima vanno fatti gli studi e poi se ne potrà parlare».

E invece il tocilizumab, che risultati sta dando?

«Si usa quando c’è una iperinfiammazione. In alcuni casi funziona, in altri no. Anche qui abbiamo avuto mitizzazioni perché, purtroppo, questa è stata la prima epidemia in epoca di social e chiunque si sente in obbligo di dire la sua e creare falsi allarmi che servono a ben poco».

Speriamo che sia anche l’ultima epidemia.

«Questo non lo possiamo decidere noi, ci affidiamo a San Francesco di Paola affinché protegga la Calabria e l’Italia tutta».

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Alessia Principe

Alessia Principe è una giornalista professionista. Nata a Cosenza, si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Messina. Durante gli studi, ha iniziato a lavorare come cronista per il quotidiano Edizione della Sera, occupandosi di cronaca. Subito dopo la laurea è diventata parte della redazione del quotidiano regionale Calabria Ora occupandosi delle pagine di spettacoli e cultura. Con la nomina di Piero Sansonetti come direttore de L’Ora della Calabria, ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore Spettacoli e Cultura dell'inserto “Macondo”. Nel 2014, è stata responsabile per la Calabria delle pagine di Cultura del quotidiano Il Garantista. Nel 2016 la sua mostra video-fotografica “Stati Uniti della Sila”, è stata esposta a Palazzo Arnone, prima personale realizzata interamente con smartphone a essere ospitata da una galleria nazionale in Italia. Nel 2018 ha pubblicato “Tre volte”, il suo primo romanzo per i tipi di Bookabook. Scrive di cinema per il blog dell’Huffington Post e racconti per riviste letterarie. Ha partecipato alla stesura della sceneggiatura del documentario “Il sogno di Jacob” ispirato alla vita di Nik Spatari e alla nascita del Musaba.

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