Cosenza Calcio

Tutino, occhi a cuoricino per Cosenza: «Che coppia io e Okereke»

Tutino racconta in lunga intervista le sue emozioni. «A Cosenza la mia esplosione, Braglia significa tanto per me. E' stato come un padre».

Gennaro Tutino non dimenticherà mai Cosenza e i suoi tifosi. Ogni volta che può, ne parla con gli occhi colmi di nostalgia. Ha spiccato il volo verso palcoscenici più importanti, ma di certo non smette di ringraziare chi gli ha dato tanto. Sia in termini di affetto che sportivi. Ha rilasciato un’intervista al giornalista Nicolò Schira su Instagram e, come nel caso di Lazaar, si è parlato anche dei rossoblù.

Maledetto Coronavirus

Tutino sceglie di partire dal Coronavirus, la terribile pandemia che ha fermato la rincorsa dell’Empoli alla Serie A. «Sono in casa con la mia famiglia, la mia compagna Arianna e mia figlia Benedetta. Al mattino il club ci ha organizzato sedute di allenamento via Skype. Lavoriamo in gruppi di 4-5 elementi per ruolo, al pomeriggio faccio cyclette, mentre la sera un po’ di Netflix e TV. Nella negatività di questo periodo faccio il papà a tempo pieno e mi godo la bimba. Quando fa gli occhi dolci e sorride mi sciolgo. Sta iniziando a parlare: che emozione sentirla dire pa-pà».

A Cosenza che liti per il Fantacalcio!

Come tutti i giovani di oggi, anche Gennaro Tutino ama il Fantacalcio. «Ci giocavo sempre. Quest’anno non l’ho fatto perché a Verona non ho trovato abbastanza compagni di squadra con cui farlo. Il bello sono i commenti e gli sfottò giornalieri. A Cosenza ci scannavamo, pensa che sono arrivato ultimo l’anno scorso nonostante avessi preso Ronaldo. Avevo puntato forte su Babacar che mi piace tanto ma ha tradito le aspettative. Avversari più forti? Legittimo è un cervellone, studia e sa tutto. Anche Palmiero è bravo, io invece sono tutto istinto: faccio la formazione 40 minuti prima della partita…».

«Devo tanto a Braglia, per come un padre»

L’esplosione di Tutino e le notti magiche del Marulla diventano argomento caldo. «Ho le mie responsabilità. La colpa è solo mia. Posso e devo fare di più. Da Cosenza in poi sono maturato molto nella gestione quotidiana e dell’alimentazione. Al Marulla c’è stata svolta della mia carriera. Devo tanto a Braglia che dopo aver tenuto fuori le prime 8 partite della sua gestione mi ha dato fiducia alternando bastone e carota. È stato come un papà: i suoi consigli mi hanno aiutato tanto a crescere. Io sono testardo, ma ho avuto fiducia e ho messo in pratica i suoi insegnamenti. Insieme abbiamo vissuto due stagioni fantastiche. Momenti che rimarranno per sempre nel cuore di tutti i tifosi rossoblù. Il più matto nello spogliatoio? Baclet”.

Tutino e Okereke, che coppia da favola

C’è spazio anche per quel Siena-Cosenza 1-3 e per il sogno Serie B diventato realtà. «C’erano 15mila tifosi cosentini – ricorda. Tutino -. Qualcosa di pazzesco e incredibile. C’era tutta la mia famiglia allo stadio, ricordo ancora tutto come se fosse oggi. Il fiume di auto rossoblù per le autostrade. Il gol più bello col Cosenza? Scelgo la rovesciata contro il Venezia. Il più importante contro il Siena in finale playoff». Poi un pizzico di nostalgia per il suo compagno di viaggio preferito. «Con Okereke eravamo una gran bella coppia a Cosenza. Lui è esploso alla grande, gioca in Champions contro il PSG e il Real. Ha messo a posto i piedi (ride, ndr), sono contento per lui».

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Francesco Pellicori

Nato a Cosenza il 14 maggio 1990 ma domiciliato a Roma per portare a casa la pagnotta. Appassionato di calcio in tutte le sue forme per tradizione familiare, collaboro con Cosenza Channel dal 2014 seguendo con interesse il mercato e la Primavera. Oltre al calcio, musica e cinema danno il ritmo alla mia vita

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