Politica

Iacucci: «D’accordo sulla posizione di Anci e Upi»

«Servono cinque miliardi – è questa la cifra chiesta da Anci e Upi - altrimenti il rischio è che i servizi essenziali non saranno più garantiti»

«Condivido la netta presa di posizione assunta ieri da Anci e Upi, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, che hanno deciso di abbandonare i lavori in videoconferenza chiedendo al Governo risposte più immediate. Risposte che dovranno arrivare già nel decreto di aprile».

È quanto afferma il presidente della Provincia Franco Iacucci, nonché responsabile della Commissione Mezzogiorno nel direttivo dell’Unione delle Province d’Italia.

«Noi sindaci stiamo affrontando un’emergenza mai vista prima, con responsabilità enormi nei confronti dei cittadini e rischiando in prima linea. Abbiamo messo in campo tutte le azioni necessarie per garantire il rispetto delle misure nazionali, addirittura qualcuno è sceso in strada per monitorare personalmente la situazione non avendo, soprattutto nei piccoli comuni, né il personale né le capacità finanziarie per effettuare controlli capillari e costanti. Non possiamo essere lasciati senza gli strumenti concreti per fronteggiare la ricostruzione del tessuto sociale ed economico dei territori.

Abbiamo dato le prime risposte – ha sottolineato Franco Iacucci – alla grave crisi socioeconomica provocata dalla pandemia coronavirus e dalla chiusura di molte attività sul territorio perché per le famiglie in difficoltà il primo riferimento siamo sempre noi.

È chiaro, però, che anche i Comuni e le Province risentono della crisi e della mancata riscossione di tributi e tariffe con gravi ripercussioni sui bilanci e, di conseguenza, sui servizi. Basti pensare all’immane lavoro che stanno svolgendo le polizie locali di tutta Italia ma che, come è ovvio, costituisce un costo».

«Servono cinque miliardi – è questa la cifra chiesta da Anci e Upi – altrimenti il rischio è che i servizi essenziali non saranno più garantiti. Richiesta che gli enti locali hanno avanzato già da tempo. Bene hanno fatto, dunque, il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente dell’Upi, Michele de Pascale, ad abbandonare la Conferenza unificata di fronte ai tentennamenti e ai mancati chiarimenti da parte del Governo.

Insieme ad altri sindaci di tutta Italia – ha annunciato il presidente della Provincia, nonché responsabile della Commissione Mezzogiorno dell’Upi – ho firmato anch’io un documento per ribadire il nostro supporto all’iniziativa di Anci e Upi dove viene ribadito che “i Comuni stanno dando prova di grande efficienza e velocità, come nella distribuzione immediata di 400 milioni di buoni spesa alle famiglie più in difficoltà. Ad appena 10 giorni dal decreto almeno 2 milioni di famiglie hanno già ricevuto il voucher per la spesa. Serve quindi nel decreto di aprile un’azione shock sugli enti locali, con almeno 5 miliardi di euro stanziati e poteri speciali per i sindaci nel 2020 per far ripartire i cantieri e velocizzare gli investimenti”.

Come ha fatto notare il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, abbiamo fin qui fronteggiato il problema senza risorse aggiuntive attraverso gli accordi con Mef, Cdp e Abi sulle rate dei mutui, per garantirci liquidità ma ora occorre stanziare le risorse per poter permettere ai Comuni di sopravvivere.

Servono risposte immediate – ha concluso Franco Iacucci – e il Governo dovrà tener conto delle difficoltà di Comuni e Province. A schierarsi al fianco di Comuni e Province anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti che ha sottolineando la necessità di intervenire essendo diminuite, per non dire annullate, le entrate fiscali e tariffarie». 

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Redazione Cosenza Channel

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