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Parco Robinson, una riapertura nel segno della civiltà

Ordinanza del Comune: lo spazio verde sarà accessibile per qualche ora ogni pomeriggio alle persone affette da autismo e ai loro accompagnatori

Qualche ora all’aperto in un parco può rappresentare tantissimo per le persone con disturbi cognitivo comportamentali. Lo ha spiegato anche l’Iss pochi giorni fa, sottolineando come l’autismo possa ingigantire lo stress che chiunque prova già nel restare chiuso in casa per rispettare le restrizioni anti Covid-19. Per queste ragioni il Comune di Rende ha deciso di riaprire il parco Robinson con un’ordinanza pubblicata questa mattina (LINK PER SCARICARLA IN FONDO ALL’ARTICOLO). Il polmone verde rendese resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18 e nei weekend dalle 16 alle 19 per coloro che soffrono di patologie da deficit neuro e psico debilitativi e per i loro accompagnatori. Questi ultimi saranno tenuti a «produrre, su richiesta delle forze dell’ordine, l’autocertificazione del caso e la documentazione sanitaria che attesti il disturbo o la diversa particolare condizione», si legge nell’ordinanza.

Manna e Artese spiegano le ragioni che hanno portato all’ordinanza

«Un atto dovuto, un segno di rispetto e inclusività, oltre che di sostegno alle famiglie», il commento di Marcello Manna sulla riapertura del parco. «A spingerci – prosegue il sindaco di Rende – è stata la constatazione, contestuale alle segnalazioni arrivate ai servizi sociali comunali, della situazione particolarmente difficile in cui versano le famiglie nelle quali sono presenti persone affette da autismo. Specie in questo momento ricco di tensione, è assolutamente auspicabile consentire loro di poter uscire di casa per calmarne gli eventuali stati d’ansia.

A fornire ulteriori dettagli sulla misura adottata è Annamaria Artese, assessore al Welfare del Comune di Rende. «Il parco è idoneo per le finalità richieste poiché recintato, dotato di spazi ampi e curati oltre che facilmente ispezionabile da parte delle forze dell’ordine. Le associazioni di volontariato che in questo periodo collaborano con noi – prosegue Artese -si sono rese disponibili a garantire l’apertura e la chiusura del parco nelle ore dedicate, impegnandosi anche a richiamare l’attenzione sul rispetto della cosiddetta distanza sociale. Bisogna affrontare queste patologie in un’ottica di collaborazione e supporto della famiglia prevedendo interventi che contrastino e riducano il più possibile gli esiti disabilitanti dell’affezione e la conquista delle autonomie per raggiungere una migliore qualità della vita. Solo attraverso una solida rete tra istituzioni, famiglie, scuole e strutture sanitarie e riabilitative e l’uso di buone prassi – conclude l’assessore -si potrà garantire uniformità d’accesso ed equità».

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