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Arnoni (Idm): «Revisori? Basta con gli amici degli amici»

L'esponente di Idm chiede ai consiglieri di maggioranza di non cedere alle pressioni del sindaco, che vorrebbe un uomo di fiducia nell'organo di revisione

«Un sussulto di dignità»: è quello che chiede Michele Arnoni (Idm Cosenza) ai consiglieri comunali di maggioranza che domani dovrebbero eleggere i tre nuovi revisori dei conti di Palazzo dei Bruzi. Il membro della segreteria provinciale del movimento fondato da Orlandino Greco sposa la linea dei tredici consiglieri che hanno già detto no all’ipotesi di affidare la presidenza della triade a un professionista diverso da quello sorteggiato dalla prefettura. E chiede agli altri componenti della coalizione vincitrice delle ultime Amministrative di seguire l’esempio dei loro colleghi.

Arnoni si appella alla dignità dei consiglieri

Arnoni invita i sodali di Occhiuto «a non cedere alle pressioni del sindaco, il quale avrebbe proposto “l’amico Daffinà”»per quel ruolo. Il professionista in questione era uno dei principali sostenitori della candidatura dell’architetto cosentino alla presidenza della Regione. Arnoni avanza dubbi sul profilo del “papabile” presidente del collegio dei revisori: «Sembra non essere propriamente in regola, o meglio sembra essere proprio in “linea” con alcune gestioni fallimentari di aziende pubbliche e/o private», scrive. E fa appello alla dignità dei consiglieri chiedendo loro di scegliere i tre revisori sorteggiati dal prefetto, senza ricorrere a nomine fiduciarie. Tutto «nell’interesse della propria città e dei propri cittadini, in modo da garantire terzietà ed autonomia».

Cosenza, prosegue, vive una fase in cui non c’è alcun bisogno «di amici o di amici degli amici». Quello che serve, invece, è «rigore, dopo che la città ha avuto modo di conoscere in questi anni una gestione “allegra” delle finanze comunali». A dimostrarlo, sottolinea Arnoni, ci sarebbero due prove. In primis la recente dichiarazione di dissesto, che l’esponente di Idm rivendica di aver «ampiamente previsto, denunciato ed anticipato da diversi anni». Ma anche «la notizia di una ulteriore condanna per danno erariale» inflitta a Occhiuto, alcuni assessori vecchi e nuovi e tre ex dirigenti. Un “revisore di fiducia”, conclude Arnoni, il Comune «non può più permetterselo».

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