CronacaIn evidenza home

«Tamponi per Covid19 anche ai volontari 118 convenzionati con l’Asp»

L'intervento di una volontaria di Avam, associazione 118 convenzionata con l'Asp di Cosenza. «Combattiamo il Covid, ma non siamo tutelati».

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Francesca Camposano dell’associazione di volontariato Avam.

Mi chiamo Francesca Camposano e rappresento l’associazione di volontariato AVAM, convenzionata con l’ASP di Cosenza per il supporto al suem 118. In merito a quanto pubblicato stamattina vorrei fare alcune precisazioni (LEGGI QUI). La nostra associazione detiene la postazione 118 denominata Volanza di Belvedere Marittimo. Prima che il Commissario Zuccatelli ordinasse di non inviare le volanze (postazioni con personale volontario) suo sospetti casi Covid, com’è facilmente intuibile, gli stessi volontati si sono trovati in diverse occasioni ad effettuare soccorsi di pazienti con sintomatolgie riconducibili al COVID19. La mia associazione, nello specifico, ha effettuato trasferimenti di pazienti addirittura positivi già conclamati, inoltre a tutt’oggi ci troviamo ad effettuare soccorsi che, seppure non COVID si trovano in zona rossa. Non è raro infatti che ci chiamino per interventi nella zona di San Lucido.

Un’altra importante criticità risiede nelle cosiddette SOSTIRUZIONI PET, vado a spiegarmi: si verifica, a volte, che i mezzi dell’Asp si trovino in stato di avaria, per problematiche meccaniche o funzionali e che necessitano di interventi di manutenzione. In questi casi, l’ultimo risale a venerdì mattina, la nostra ambulanza viene inviata dalla centrale operativa a sostituire quel mezzo.

Quindi, medico ed infermiere con l’ausilio dei nostri autisti e del nostro mezzo diventano in questo caso postazione medicalizzata. Si capisce che, in questa circostanza, un eventuale soccorso presumibilmente COVID verrebbe effettuato anche dal personale dell’associazione. Ed infatti è capitato… A questo punto la mia domanda è: come mai nella prima tornata di tamponi al personale 118, i volontari non sono stati inclusi? Come mai quando si parla di operatori 118 i volontari che detengono le postazioni e lavorano per l’Asp non vengono sopposti ai dovuti controlli?

Nonostante i nostri volontari abbiano trasportato pazienti positivi, si ritiene che possano aspettare per fare il tampone. Intanto però i ragazzi continuano a prestare servizio, con il rischio, che se uno di loro fosse positivo e asintomatico potrebbe contagiare gli altri operatori e i pazienti stessi. Personalmente ho chiesto delucidazioni alla Centrale operativa in merito alla procedura da fare per eseguire i tamponi, mi è stato risposto che avremmo dovuto provvedere noi facendone richiesta privatamente all’ufficio igiene e sanità.

Nonostante io lo abbia ritenuto incomprensibile, in quanto ritengo che, essendo noi parte integrante del sistema 118 avrebbero dovuto includerci nella prima tornata, ho fatto comunque richiesta all’ufficio indicatomi dalla Dottoressa della Centrale Operativa, in data 1 aprile 2020. Ad oggi non ho avuto ancora nessuna risposta. Premetto che quanto dichiarato è ampiamente documentato da ordini di servizio, e che gli interventi delle volanze sono registrati con apposito codice di intervento.

Detto ciò, un’ultima precisazione sui dispositivi di protezione individuale; anche in questo caso sono state numerose le nostre richieste di fornitura alla Centrale Operativa, tramite pec e tramite telefono. Ci viene sempre risposto che non ci sono abbastanza dispositivi e che non possono fornircene. Essendo perfettamente a conoscenza della carezza di questi dispositivi, mi sono messa in contatto con la sala operativa della Protezione Civile Calabria, e gli operatori mi hanno risposto che, essendo noi convenzionati con l’Asp di Cosenza, avrebbero dovuto fornirci loro, anche in ragione del fatto che la Protezione Civile giornalmente invia materiale all’Asp.

Dall’inizio dell’emergenza l’associazione AVAM ha avuto dalla Centrale Operativa 10 tute, 3 occhiali protettivi, 3 cuffie di carta, 69 mascherine chirurgiche. Un equipaggio è formato da 3 operatori, le mascherine devono essere indossate anche dai pazienti. Facendo due conti è facilmente intuibile che tali dispositivi sono terminati in breve tempo.

In conclusione vorrei che qualcuno ci spiegasse come mai per gli operatori delle associazioni di volontariato, pur svolgendo esattamente lo stesso lavoro degli operatori 118 e correndo gli stessi rischi, si ritiene che i tamponi possano essere effettuati in un secondo momento, secondo quale criterio di importanza si stabilisce che, un dipendente Asp abbia più diritto di essere sottoposto a controllo rispetto ad un volontario. Inoltre, e concludo, chiedo espressamente ai Direttori dei vari dipartimenti: centrale 118, igiene e sanità, servizi sociali ( per il quale effettuiamo il delicato trasporto dei pazienti dializzati) di chiarire immediatamente la questione delle forniture dei DPI, e di stabilire di chi sia la competenza per la distribuzione alle associazioni di volontariato, che, come già noto da molto tempo, soffrono terribilmente la carenza di questi importanti presidi di protezione, e nonostante gli stessi operino in contesti molto delicati, nessuno si è preoccupato di farceli avere.

È solo grazie alle donazioni di persone di buon cuore, che siamo riusciti a proteggerci in qualche modo. La mia risposta non vuole essere fonte di polemica, ma semplicemente uno spunto di confronto, in un momento in cui bisognerebbe supportarsi e proteggersi a vicenda; in un momento in cui l’operato dei volontari sta dando un contributo enorme alla lotta contro il Coronavirus, e soprattutto in un momento in cui non bisogna fare distinzione di classe o di categoria, perché il nemico è comune e non fa sconti a nessuno. Nell’augurare a tutti un buon lavoro, resto in attesa di risposta.

Mostra altro

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina