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Consiglio, salta la nomina dei revisori dei conti

Niente accordi in sala Catera. Bocciato il nome indicato da Occhiuto ai suoi, ma anche quello sorteggiato dal prefetto: si rivoterà martedì

Iniziato con la consueta ora di ritardo rispetto alla convocazione, il consiglio comunale di stamattina – partito con la richiesta di Giuseppe d’Ippolito di parlare di Covid-19, punto posticipato dal presidente Caputo alla fine della seduta – ha visto diversi protagonisti, vecchi e nuovi. Partiamo dai secondi: si è fatto sentire molto il cane di qualche consigliere collegato in streaming. Ha abbaiato per tutto il tempo dell’intervento della subentrante Maria Luisa Arsì. Quest’ultima, nel presentarsi all’aula con un lungo discorso udibile a tratti, ha elogiato Luca Morrone (che le ha lasciato il posto in aula) e suo padre Ennio, «vero capo politico» della lista in cui era candidata nel 2016. Occhiuto l’ha ringraziata – chiamandola Maria Teresa – poi si è passati alla seconda surroga. In consiglio al posto di Alessandra De Rosa, promossa in Giunta, entra Massimiliano Battaglia. Più sintetico della neo collega, da medico dell’ospedale ha auspicato di poter «fare da trait d’union» tra l’amministrazione comunale e il nosocomio cosentino. Parole al miele anche per lui da parte di Occhiuto, poi c’è stato «il minuto di raccolta (sic)» chiesto da Damiano Covelli per le vittime del Covid-19. Lo hanno rispettato tutti, tranne il solito cane in streaming.

L’esordio in consiglio comunale di Marisa Arsì

La parola è tornata per qualche minuto al sindaco, che ha comunicato la nuova composizione della Giunta e le modifiche ad alcune deleghe agli assessori. Liquidato in pochi istanti il quarto punto all’ordine del giorno (l’approvazione dei verbali dell’ultima seduta del consiglio), l’aula ha cominciato ad animarsi. Non tanto per l’approvazione di alcune modifiche al regolamento della sala Catera e delle commissioni consiliari, passate con voto unanime. Le prime discussioni sono sorte quando si è parlato di due variazioni di bilancio e della comunicazione di un prelievo di 25mila euro dal fondo di riserva effettuato dalla Giunta per attivare lo smart working.

Variazioni di bilancio, le pratiche passano ma non mancano le polemiche

Il segretario generale ha chiarito che le uniche questioni da votare erano le variazioni di bilancio. Poi ha preso il microfono l’assessore Francesco Caruso per illustrare le tre pratiche. Le variazioni – ha spiegato – riguardavano due delibere. La prima serviva a stanziare fondi per lo svolgimento del referendum e finanziare importanti progetti legati al Welfare a rischio d’interruzione in assenza di risorse. La seconda, invece, i 472mila euro che la Protezione civile nazionale ha dato a Palazzo dei Bruzi per contrastare l’emergenza alimentare. Quanto al prelievo di 25mila euro dal fondo di riserva, Caruso ha dichiarato che, oltre che per lo smart working, il Comune ha impiegato il denaro per contrastare gli attacchi di hacker contro la pubblica amministrazione, aumentati nell’ultimo periodo.

La parola è passata quindi ai consiglieri per le dichiarazioni di voto. Enrico Morcavallo si è detto da subito favorevole solo alla variazione legata all’emergenza alimentare. Sulla seconda ha espresso invece voto contrario, perché non aveva ricevuto la documentazione relativa alla pratica fino ad oggi. L’intervento successivo è stato di Marco Ambrogio. Favorevole a entrambe le variazioni, il consigliere ha comunque criticato l’amministrazione per la gestione della questione dei buoni spesa. «Avremmo dovuto stamparli noi – ha esordito – senza rivolgerci ad altre società. Pretendevamo il coinvolgimento del consiglio comunale nelle scelte, col collega Lo Gullo abbiamo chiesto anche la convocazione permanente della commisione Welfare. Invece arriva in aula una pratica già confezionata», ha concluso.

Poi è arrivato il turno di Covelli. Che per diversi minuti ha sostenuto che, fino alle delucidazioni di Caruso, avrebbe votato contro il prelievo dal fondo. Ma che alla fine aveva trovato convincente la spiegazione dell’assessore. Evidentemente non quella del segretario, che aveva chiarito che su quel prelievo non si doveva votare, trattandosi solo di una comunicazione. Il consigliere del Pd ha proseguito poi sul tema dei buoni spesa. Prima ha ringraziato i dipendenti comunali impegnati nella raccolta delle domande e nella distribuzione dei ticket. Poi si è scagliato contro quegli amministratori che hanno fatto passare l’idea che sia stato il Comune ad aver stanziato gli aiuti e non il Governo. «Ignobile prendersi meriti», la sua dichiarazione. Seguita dall’invito a trovare ulteriori fondi per il sostegno ai bisognosi «perché le richieste arrivate al Comune sono state 2500 e in città ci sono anche tanti invisibili a cui non si possono voltare le spalle. Anche lui, comunque, non si è opposto all’approvazione di entrambe le variazioni.

Anche d’Ippolito ha votato sì alle due pratiche, ma non ha risparmiato frecciate sul prelievo dal fondo di riserva. «Si poteva attivare lo smart working con molti meno soldi, come hanno fatto altre amministrazioni». D’accordo alla doppia approvazione anche Andrea Falbo e Massimo Lo Gullo. Lui ha invocato, però, un nuovo bando sui buoni spesa che tenga in maggior conto chi percepisce il reddito di cittadinanza.
Alla fine, sono passate entrambe le variazioni di bilancio; quella sull’emergenza alimentare all’unanimità, l’altra con 24 voti a favore e quello contrario di Morcavallo.

Un nuovo consiglio martedì prossimo per parlare di Covid-19, poste chiuse e cimitero

L’ultimo punto all’ordine del giorno da affrontare era quello sulla nomina dei tre nuovi revisori dei conti. Prima, però, si è votato sulla proposta iniziale di d’Ippolito di discutere dell’emergenza Covid-19 in città.
Covelli ha proposto di far slittare il dibattito a lunedì prossimo, la data prevista per la seconda convocazione del consiglio in corso. Annalisa Apicella si è opposta, spiegando che, in teoria, dai primi di maggio si entrerà nell’ormai famosa Fase 2. Ergo, sarebbe stato necessario non attendere oltre. Gisberto Spadafora ha fatto notare che lunedì prossimo ci sarà anche il consiglio regionale, quindi sarebbero mancati Carlo Guccione e Pierluigi Caputo. Quest’ultimo, a sua volta, ha proposto di convocare una conferenza dei capigruppo nel giro di due giorni per trovare una nuova data utile. Alla fine l’aula ha optato per una nuova seduta martedì 28 alle 10. Oltre che di Covid-19 si parlerà della chiusura dell’ufficio postale di Portapiana, su proposta di Ambrogio. E delle 80 bare in attesa di sepoltura nel cimitero cosentino. A chiederlo, in questo caso, Gisberto Spadafora.

Revisori: mozioni, contromozioni, voto da casa. E in consiglio scoppia il caos

Arrivati alla questione dei revisori è scoppiato il caos. Caputo ha chiesto ai consiglieri di approvare che chi stava partecipando alla seduta via Skype potesse votare (a scrutinio segreto) con una modalità tutta particolare. Gli scrutatori e il segretario, scortati dagli agenti della municipale Fuoco e Giordano, avrebbero raggiunto casa per casa i colleghi per raccogliere le loro preferenze. E la proposta è passata.
Poi però d’Ippolito ha presentato una mozione. La legge prevede che il Comune debba accettare solo due professionisti sorteggiati dalla prefettura e possa scegliersene un terzo di suo gradimento con nomina fiduciaria. L’esponente di FdI ha chiesto che il Consiglio si impegnasse a votare il terzo nome estratto dal prefetto per garantire l’assoluta imparzialità del collegio. In più, ha invitato i colleghi a ridurre i compensi della triade almeno del 20%. Ai consiglieri era stato, invece, inizialmente proposto di accettare che i revisori percepissero il massimo consentito dalla legge.

Covelli ha ripetuto che anche lui e altri sei consiglieri d’opposizione erano d’accordo sull’evitare nomine fiduciarie, come annunciato già ieri con una nota. Carmelo Salerno ha annunciato di volersi astenere dal voto sulla nomina, ma di essere d’accordo sul taglio degli stipendi. Gisberto Spadafora, come Covelli, ha ribadito che anche per lui e altri cinque consiglieri di maggioranza una nomina fiduciaria non sarebbe stata l’opzione migliore. Caputo ha messo ai voti la mozione di d’Ippolito, tagliando però la parte sull’impegno del consiglio, come se non esistesse. Ne è nata una discussione interrotta dal sindaco, che a sua volta ha presentato una contromozione. Occhiuto ha chiesto che sui revisori si votasse subito perché senza revisori molte pratiche di bilancio urgenti rimarrebbero bloccate. Poi ha difeso la scelta di procedere a una nomina fiduciaria: «Nulla contro i professionisti sorteggiati, ma è giusto che i Comuni abbiano qualcuno che li rappresenti nell’organo di revisione. Rivendico questa facoltà, che abbiamo sempre chiesto insieme all’Anci». Quanto ai compensi, per l’architetto sarebbe stato giusto pagare il salario massimo viste le responsabilità della triade, ma «se volete si può ridurre». E il voto finale dell’aula ha riguardato solo il taglio dei salari del 20%, passato all’unanimità.

Ore di attesa, poi l’annuncio: niente accordo sui revisori, il Consiglio dovrà rivotare

Alle 13 il consiglio ha stabilito di dare un’ora e mezza di tempo per sbrigare il voto a scrutinio segreto di chi era a casa. Ma prima che qualcuno facesse il nome degli scrutatori – d’Ippolito e Granata – si erano fatte le 13:30. Caputo ha annunciato la sospensione della seduta per procedere alle votazioni da casa. E i presenti in aula hanno cominciato a gridare che non ci sarebbe stata nessuna sospensione, ma il via al voto in sala Catera. Si è optato per questa seconda opzione e per diversi minuti il mantenimento delle distanza di sicurezza è andato a farsi benedire. Assembramenti vari, battibecchi tra d’Ippolito e Caputo, discussioni di ogni genere. Tutto condito dall’audio in sottofondo degli addetti allo streaming che chiacchieravano amabilmente al telefono con amici e parenti o sgranocchiavano un panino.

Il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale in sala Catera

Alle 15, trascorsa la fatidica ora e mezza destinata al voto, delle schede degli “elettori casalinghi” in sala Catera non c’era ancora l’ombra. Verso le 16.40 l’aula ha iniziato a ripopolarsi, seppur virtualmente, ed è partito lo spoglio delle schede. A votare sono stati in 30, tutti tranne l’assente giustificato Giovanni Cipparrone. Quindici le schede a favore di Vincenzo Pecora, il terzo nome sorteggiato dal prefetto. Due in più, quindi, dei tredici dissidenti ufficiali. Antonio Daffinà, il revisore che avrebbe voluto Occhiuto – era tra l’altro tra i promotori della sua candidatura alla presidenza della Regione – ha ottenuto 13 preferenze. Al conteggio si aggiungono una scheda nulla, un voto a d’Ippolito da parte di qualche buontempone e uno a Filomena Gialdino. Quest’ultima era la seconda sorteggiata dal prefetto, quindi faceva già parte del collegio insieme a Giuseppe Caruso. Per eleggere il terzo, che dovrà presiederlo, servivano però 17 voti. Di conseguenza il consiglio si è concluso senza stabilire chi sarà il terzo revisore, né ratificare la nomina degli altri due. Per chiudere la questione, sempre che si trovi un accordo, bisognerà rivotare nella prossima seduta.

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Camillo Giuliani

Cronista per il quotidiano Calabria Ora dalle elezioni provinciali del 2009, entra stabilmente in redazione nel 2011. Iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2013, ha lavorato in seguito a L'Ora della Calabria e Cronache del Garantista occupandosi di politica e inchieste, con qualche incursione nello sport, la cultura e la cronaca. Ha scritto di calcio e collaborato alla realizzazione di videoreportage per Mmasciata.it, condotto programmi su Radio Ciroma, pubblicato il volume “Corse e ricorsi – Una storia di famiglia e motori” per Pellegrini Editore.

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