domenica,Agosto 7 2022

Covid-19, l’Iss: «Miglioramento c’è, focolai maggiori nelle Rsa e in famiglia»

Il numero dei casi di Covid-19 «si sta riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura. Questo perché la situazione è diversificata nel Paese». Lo ha affermato il presidente dell‘Istituto superiore di Sanità (ISS), Silvio Brusaferro. «La curva mostra che i sintomatici diminuiscono. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono

Covid-19, l’Iss: «Miglioramento c’è, focolai maggiori nelle Rsa e in famiglia»

Il numero dei casi di Covid-19 «si sta riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura. Questo perché la situazione è diversificata nel Paese». Lo ha affermato il presidente dell‘Istituto superiore di Sanità (ISS), Silvio Brusaferro. «La curva mostra che i sintomatici diminuiscono. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono i pazienti critici». Altro significativo dato lo ha fornito o il ricercatore Merler. «L’indice di contagio in Italia è tra 0,2 e 0,7 ma ci vuole poco a tornare sopra la “soglia”».

Iss: «Concentrazione Covid-19 nelle Rsa e in famiglia»

Brusaferro, nel corso della conferenza stampa del’Istituto superiore di Sanità (ISS) sull’andamento del Covid-19 fotografa la situazione. «La maggiore concentrazione dei casi si ha nelle Rsa, a livello familiare e al lavoro». Ha poi aggiunto che «ad aprile sono aumentati i casi tra le donne». Insomma, la lotta al Coronavirus in Italia procede ma non è vinta. Al Nord e in Lombardia l’epidemia sarebbe inoltre «partita molto prima, di sicuro a gennaio e forse anche prima». Altri indicatori riguardano le aree. «Ce ne sono a bassa, media e alta circolazione del virus e ci sono focolai anche in aree a bassa circolazione».

La fase di lockdown verso l’esaurimento

Ha preso la parola anche Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ISS che segue in prima linea gli sviluppi sul Covid-19. Dal canto suo è stato chiarissimo sull’opportunità di esaurire la fase di lockdown. «E’ chiaro che un Paese non possa reggere così per più di due-tre mesi. Quando la curva scende molto vediamo cosa deciderà la politica, ci sono variabili da tenere in considerazione». Ha perdi pari passo sottolineato come serva la massima cautela nella fase-2. «Bisognerà mantenere molto alta la soglia di attenzione e le misure di distanziamento sociale che non possono essere assolutamente abbandonate. Dovremo essere più rigidi di ora visto gli aspetti posti dalle riapertura»

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