sabato,Luglio 2 2022

Reati ai tempi del coronavirus, meno omicidi ma più usura

Durante il periodo di lockdown, in Italia si registra una sensibile diminuzione dei reati. E' quanto emerge da un report del Viminale.

Reati ai tempi del coronavirus, meno omicidi ma più usura

Sensibile diminuzione dei delitti in Italia nel periodo di lockdown, con la graduale limitazione della libertà di circolazione delle persone fisiche. È il report su “Andamento della delittuosità nel mese di marzo 2020” che evidenzia, a seguito dell’adozione di una serie di misure urgenti da parte del governo (decreto Legge 23 febbraio 2020 n. 6, decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 e i decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei ministri), nel periodo di analisi compreso dal 1° al 31 marzo 2020 una netta diminuzione del trend sul territorio nazionale (-66,6%), registrando 203.723 delitti commessi nel 2019 e 68.069 nel 2020.

In particolare, l’analisi dei dati mostra una diminuzione più rilevante per alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-72,9%), le violenze sessuali (-72,5%), i furti (-72,2%), di cui con destrezza (-81,2%) e in abitazione (-76,4%), le rapine in uffici postali (-77,3%) ed una diminuzione meno rilevante per altri reati quali le rapine in genere (-59,9%), i delitti informatici (-49,9%) e quelli inerenti agli stupefacenti (-46,1%).

I furti alle farmacie hanno fatto registrare valori pressoché stabili (82 nel 2020 e 81 nel 2019). Nello stesso periodo in esame, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente, si registra una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati per i maltrattamenti contro familiari o conviventi (-37,4%).

Le regioni in cui si sono commessi meno reati nel mese di marzo 2020

Le regioni che hanno riportato, nel periodo 1° marzo – 31 marzo 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019, una maggiore diminuzione percentuale dei reati commessi sono il Trentino Alto Adige (-73,8%), la Lombardia (-72,8%), il Veneto (-70,8%), l’Emilia Romagna (-70%), la Toscana (-69,6%), le Marche (-68,6%) e il Lazio (-68,1%).

Tra le regioni con il maggiore decremento si registrano Lombardia e Veneto, nelle quali sono state dapprima adottate le misure limitative della libertà di circolazione delle persone fisiche in quanto, in tali territori, si sono manifestati i primi focolai epidemiologici. Online anche il report su “Andamento della delittuosità e azione di contrasto” relativo al primo trimeste 2020.

I reati commessi nelle regioni

Nello specifico, ecco le differenze tra prima e dopo il coronavirus:

  •  i furti da 95.706 episodi a 26.603 (-72,2%): Lombardia con 4.391 a fronte di 19.729 (-77,7%), Lazio con 3.529 rispetto a 12.904 (-72,7%), Campania con 3.316 a fronte di 9.228 (-64,1%), Sicilia con 2.252 rispetto a 6.850 (-67,1%), Puglia con 2.186 rispetto a 5.873 (-62,8%) ed Emilia Romagna con 2.156 rispetto a 8.964 (-75,9%);
  • i danneggiamenti da 25.371 casi a 7.193 (-71,6%): Lombardia con 1.436 episodi a fronte di 6.171 (-76,7%), Piemonte con 988 rispetto a 3.738 (-73,6%), Lazio con 663 a fronte di 2.325 (-71,5%), Emilia Romagna con 603 rispetto a 2.115 (-71,5%), Sicilia con 512 a fronte di 1.291 (-60,3%), Toscana con 508 a fronte di 1.937 (-73,8%) e Veneto con 497 a fronte di 1.625 (-69,4%);
  • le lesioni dolose da 5.283 casi a 1.649 (-68,8%): Lombardia con 227 a fronte di 903 (-74,9%), Campania con 211 rispetto ai 551 (-61,7%), Lazio con 176 a fronte di 525 (-66,5%) e Sicilia con 165 rispetto a 432 (-61,8%);
  • le truffe e frodi informatiche da 17.981 episodi a 6.785 (-62,3%): Campania con 959 a fronte di 1.766 (-45,7%), Lombardia con 941 rispetto a 3.308 (-71,6%), Sicilia con 650 a fronte di 1.235 (-47,4%), Piemonte con 626 rispetto a 1.520 (-58.8%), Veneto con 594 a fronte di 1.519 (-60,9%) e Lazio con 585 rispetto a 1.839 (-68,2%);
  • le rapine da 2.317 a 928 episodi (-59,9%): Campania con 168 a fronte di 447 (-62,4%), Lombardia con 158 rispetto a 467 (-66,2%), Lazio con 112 a fronte di 287 (-61%) e Sicilia con 97 rispetto a 209 (-53,6%);
  • i reati inerenti agli stupefacenti da 3.575 casi a 1.928 (-46,1%): Lombardia con 325 a fronte di 531 (-38,8%), Lazio con 244 rispetto a 544 (-55,1%), Piemonte con 169 a fronte di 283 (-40,3%), Sicilia con 153 rispetto a 296 (-48,3%), Emilia Romagna con 147 a fronte di 275 (-46,5%), Puglia con 144 rispetto a 196 (-26,5%) e Campania con 136 a fronte di 272 (-50%).

Il reato di usura, al contrario, fa registrare un leggero incremento in quanto si annoverano 11 episodi nel 2019 e 12 nel 2020 (+9,1%), dei quali 5 in Campania (a fronte di nessuno nel 2019), 3 nel Lazio (rispetto a 2), 1 in Lombardia e Sicilia (a fronte di 1) e 1 in Veneto e in Liguria (a fronte di nessuno).

I dati nazionali riferiti ai singoli delitti

In Italia, dal 1° gennaio al 31 marzo 2020 – anche in ragione dell’emergenzaepidemiologica in atto – il totale generale dei delitti ha mostrato un trend in flessione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In particolare, nel periodo in esame, sono stati perpetrati n. 410.726 delitti (-29,2% rispetto all’analogo periodo del 2019 nel quale erano stati 579.735).

Tra i delitti in flessione nei periodi a confronto si segnalano: le rapine in abitazione (-20,4%)le rapine in banca (-40,7%)le rapine in uffici postali (-59,4%);le rapine in pubblica via (-23%)le estorsioni (-42,4%)i furti con strappo (-34,7%)i furti con destrezza (-31,9%)i furti in abitazione (-32%)i furti di autovetture (- 29,1%)la ricettazione (-31,1%).

Tra i delitti in aumento nei periodi a confronto, si segnala l’usura (+9,6%). Nei primi 3 mesi del 2020, inoltre, sono stati commessi 54 omicidi volontari rispetto agli 84 dell’analogo periodo del 2019 (con un decremento del-35,7%). Gli omicidi ascrivibili a contesti di criminalità organizzata hanno fatto registrare un decremento, con 3 casi al 31 marzo 2020, rispetto ai 9 dello stesso periodo del 2019.

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