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«Torno in Calabria», i viaggi della speranza partono dal Nord. Le testimonianze

. Le testimonianze di alcuni calabresi.

Oltre 6500 prenotazioni in un solo giorno. La pagina preposta dalla Regione Calabria rcovid19.it sembra essere già andata in tilt. Chiunque voglia rientrare in Calabria deve accedervi e compilare l’apposito modulo con generalità, paese di provenienza e città di destinazione, mezzi utilizzati per il rientro, stato di salute, data. Tra le motivazioni ora anche l’opzione della sola residenza. In più del 3 maggio è stata aggiunta la possibilità di effettuare i tamponi all’aeroporto di Lamezia, presso laboratori mobili di alcune stazioni ferroviarie da Scalea a Reggio Calabria e presso alcune stazioni di servizio lungo l’autostrada A2 (la stazione di servizio di Frascineto ovest), l’s.s. 106 (svincolo di Rocca Imperiale) e s.s.18 (stazione di servizio di Tortora) per chi risiede a Cosenza e provincia. Tutto abbastanza semplice. Apparentemente. Già, perché è solo l’inizio della trafila per i tanti calabresi sparsi in giro per il mondo. 

Con quali mezzi, infatti, ci si mette in viaggio? Non solo con quali mezzi di trasporto, ma anche e soprattutto con quali mezzi economici, visto che sul sito di Alitalia, compagnia preposta a far rientrare i propri concittadini dall’estero, l’offerta dei voli, cosiddetti di rimpatrio (fino a Roma, perché fino a Lamezia, sempre con scalo nella capitale, sono attivi dal 17 maggio in poi) è tutt’altro che vantaggiosa: il costo è salito a livelli spropositati che vanno – per tutto il mese di maggio – dai 224 ai 567 euro. Partendo dal Nord Italia fino alla Svizzera, alla Germania, alla Francia, e ancora fino alla Svezia, il Belgio o il Regno Unito, questi i prezzi dei biglietti dei voli per chi di fatto avrebbe già pronta la valigia per imbarcarsi. Con in tasca anche tutti i documenti del caso. 

L’Odissea di chi deve arrivare in aeroporto

In altri Stati, invece, i voli nel mese di maggio non sono disponibili. Voli fantasmaDa Cracovia, da Dublino, da Tunisi, da Madrid, da Varsavia la prima data utile è il 1 giugno; da Barcellona, al momento, e fino a fine maggio, viaggi consentiti solo via mare, due navi fino a Civitavecchia. Dalla Francia a bordo di Alitalia si può partire solo da Parigidalla Svizzera è servito il solo aeroporto di Zurigo e un solo giorno (al mese?) quello di Ginevra; Londra l’aeroporto per il Regno Unito e Francoforte e Monaco per la Germania. Solo per citare qualche esempio. Così in una intera nazione uno o due gli unici aeroporti che consentono i voli per l’Italia. Che sarebbero di rimpatrio, quindi in teoria in grado di assicurare a tutti il rientro e il rientro più agevole. Peccato che raggiungere gli aeroporti sia spesso un’odissea, perché molti mezzi di trasporto in alcune nazioni sono limitati a causa dell’emergenza Covid-19; i flixbus, esempio, che collegano alcune città agli aeroporti hanno mantenuto un solo orario, scomodissimo, all’alba, e ricorrere ad un taxi (o anche ai treni) significa spendere davvero cifre esorbitanti. Perché si parla di tratte anche superiori ai 70 km. Molti, quindi, sono costretti ad aspettare i voli delle compagnie low cost.

«Il viaggio mi costerebbe più dell’affitto di casa»

«Mi trovo a Marsiglia per un dottorato di ricerca – dice Luca originario di Fuscaldo – le lezioni sono state sospese, non ho accesso alla biblioteca né al mio ufficio: l’Università è chiusa. Da giorni lavoro da casa nel mio buco di 18 mq, ho evitato di scendere nel mese di marzo per tutelare gli altri il più possibile, i miei prima di tutto, e ora mi ritrovo a dover “circumnavigare” la Francia per arrivare fino a Parigi, unico aeroporto servito per i voli di rimpatrio. L’aereo in genere è il mezzo più rapido, ma non se per arrivare in aeroporto devi prendere due treni e due autobus. Per un totale di oltre 600 euro». E come lui anche Carmen che da San Marco Argentano si è trasferita a Barcellona per un master e che ora per rientrare a casa vive la difficoltà di dover aspettare ancora un altro mese. «L’affitto della camera che pago qui è meno del viaggio che pagherei. In più, dal momento che spendo dei soldi, vorrei trovare un viaggio più comodo e più sicuro e non dover cambiare almeno tre mezzi. E dover poi noleggiare un’automobile a Fiumicino per raggiungere il mio paese, visto che il volo fino a Lamezia non è assicurato se non intorno alla fine di maggio». 

Più libertà, ma anche più ansia e sacrifici per chi vive fuori dalla Calabria

Preoccupato Mario, originario di San Giovanni in Fiore che solo cinque mesi fa è andato fino a Zurigo per trovare lavoro, «ho aiutato un amico in una gelateria, ma è ritornato solo lui a lavorare, dal momento che ora non può pagarmi. Vorrei rientrare il prima possibile in Calabria, ma non posso permettermelo. Né tantomeno volare con Alitalia. Spesso il pregiudizio vuole che vivere in alcune città significhi guadagnare il triplo che altrove. Ma ci sono casi e casi, in più non è un buon motivo per alzare i prezzi alle stelle. Ho preso un biglietto con una compagnia low cost a 110 euro per il 2 giugno, il prezzo più basso che ho trovato. Nel frattempo stringo i denti». Manuel, invece, cosentino, vive in Germania e dopo giorni e giorni di sacrifici e solitudine pensa con timore a quando rientrerà. «Mi spaventa l’idea di dover essere tacciato di chissà quale colpa o essere additato come l’untore di turno, dopo che ho evitato di partire come un forsennato mesi fa, prendendo magari d’assalto questo o quel mezzo di trasporto. Avrei potuto farlo, avevo persino un biglietto per cui ancora aspetto da Alitalia il rimborso». Poi aggiunge: «È vero che qui a Friburgo si è più liberi di fare molte cose, si può passeggiare, correre, andare in giro con il proprio coinquilino. Ma nello stesso tempo, proprio tale libertà fa crescere l’ansia».

«Abbiamo diritto di tornare in Calabria, non siamo untori»

«Io vivo da solo, sono giorni e giorni che non vedo nessuno, ho rispettato tutte le norme del caso, sono sempre andato in giro con la mascherina, anche quando qui non era obbligatoria. Sarebbe davvero triste per me, come per altri che hanno la residenza in Calabria, vivere col terrore di diventare un capro espiatorio». È preoccupata in tal senso pure Chiara che fa la commessa ancora “in prova2 in un negozio sportivo a Bruxelles, con pochi soldi e pochi amici. E poi gli italiani del Nord tra cui Francesca, insegnante precaria a Schio, in provincia di Vicenza dove convive con paura e restrizioni. «Resto barricata da mesi davanti al mio pc e il mio unico contatto sociale è uno schermo con cui vedo i miei alunni e qualche amico via Skype. Non si può dire che sono rimasta bloccata, perché ho deciso io di aspettare il momento giusto per tornare giù. E, dopo quarantena e tampone che pare ora faranno a chi scenderà, sarà un mio diritto poter finalmente rivedere mia madre, mio fratello e perché no, anche il mio cane. Mi auguro di non trovare gli atteggiamenti che hanno riservato ad alcuni miei amici scesi pochi giorni fa. “Perché non siete rimasti dov’eravate?”- questo il grido unanime dai balconi. Anche dopo che per mesi siamo rimasti lontani da casa, soffrendo problemi economici, la perdita del lavoro, la mancanza della libertà e degli affetti più cari. Da Nord a Sud, in ogni parte del mondo, il momento tragico che tutti stiamo vivendo dovrebbe tradursi nella cura per tutto ciò che ci circonda, dell’ambiente, ma soprattutto delle persone». 

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Eleonora Bifano

Eleonora Bifano, iscritta all'Albo dal 2005, è una giornalista sulla carta e nel cuore. Nata a Cosenza un po' di anni fa, si è laureata in Lettere Classiche all'Università della Calabria. Amante del giornalismo d'inchiesta e della carta stampata, già durante gli studi ha iniziato a lavorare presso la redazione de La Provincia cosentina occupandosi di inchieste, articoli di cronaca, cultura e spettacolo. Ha poi conseguito un master in giornalismo scientifico dell'Università statale di Milano che le ha permesso di frequentare uno stage presso la redazione di Panorama Medicina e salute e iniziare una collaborazione che continua fino ad oggi con Panorama e con Focus.it. Ha conseguito a Roma un master in giornalismo radio-televisivo della Eidos Communication e ha avuto alcune collaborazioni con redazioni radiofoniche a Roma e a Milano. Appassionata di fotografia (un lavoro come fotoreporter non le sarebbe dispiaciuto!) si diverte a raccogliere scatti per suoi eventuali progetti fotografici. Una sua mostra sulla follia e sull'alienazione è stata ospitata dalla Biblioteca di Area tecnico-scientifica dell'Unical. Ha iniziato sin da piccola a suonare il pianoforte e a muovere i primi passi di danza, facendo della musica la sua compagna di vita. Dall'animo ramingo e dalla valigia sempre pronta, ha viaggiato anche da sola in molti posti e vissuto in varie città d'Italia e dell'estero: a Parigi grazie ad un dottorato di ricerca sulla tragedia greca e a Friburgo dove fino al 2021 lavorerà sulla tragedia frammentaria fino alla pubblicazione dell'Antigone di Euripide. Ricordi: l'adrenalina in redazione prima di uno scoop e gli abbracci del mio cane. Propositi: una web radio e un romanzo. Sogni: troppi e troppo in grande.

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