venerdì,Dicembre 2 2022

Villa Torano, dubbi sulle risposte della Regione

Lo scorso 16 aprile, all’indomani dell’esplosione del caso Villa Torano, il consigliere regionale Carlo Guccione aveva presentato un’interrogazione a Jole Santelli. Il democrat chiedeva alla governatrice come mai a consegnare ai proprietari della Rsa i tamponi da effettuare fosse stata la Protezione Civile e non l’Asp. C’è, infatti, un’ordinanza della stessa Santelli secondo cui quel

Villa Torano, dubbi sulle risposte della Regione

Lo scorso 16 aprile, all’indomani dell’esplosione del caso Villa Torano, il consigliere regionale Carlo Guccione aveva presentato un’interrogazione a Jole Santelli. Il democrat chiedeva alla governatrice come mai a consegnare ai proprietari della Rsa i tamponi da effettuare fosse stata la Protezione Civile e non l’Asp. C’è, infatti, un’ordinanza della stessa Santelli secondo cui quel compito tocca proprio alle Aziende sanitarie provinciali. Il sospetto che c’entrasse qualcosa Claudio Parente, ex consigliere regionale forzista vicinissimo alla governatrice, d’altra parte, si faceva sempre più largo nell’opinione pubblica. Villa Torano, infatti, appartiene alla moglie di Parente e al suo storico socio d’affari, Massimo Poggi. A distanza di settimane è arrivata una risposta a quella interrogazione. Ma i dubbi di Guccione sulla gestione del focolaio e sull’esistenza di “corsie preferenziali” nella distribuzione dei kit della discordia restano immutati. Così come quelli sulla scarsa considerazione riservata ai sindaci dei territori potenzialmente a rischio contagio.

Varone dribbla: tamponi a Villa Torano su indicazione del Dipartimento Salute

Le spiegazioni, per conto della Santelli, dei dirigenti Fortunato Varone (Protezione Civile) e Antonio Belcastro (Tutela della Salute e Politiche sanitarie) non convincono il consigliere. Anzi, a suo dire, confermano «le preoccupazioni sulle procedure che le istituzioni competenti hanno adottato». Varone, infatti, si limita a dire che la Prociv ha distribuito i tamponi, come da prassi, seguendo le indicazioni del Dipartimento diretto da Belcastro.
Nessun commento, dunque, sul mancato coinvolgimento dell’Asp di Cosenza. Eppure l’ordinanza della Santelli dispone che «l’attività di screening presso le strutture residenziali dovrà essere eseguita a cura delle direzioni sanitarie di dette strutture, previa acquisizione dei necessari kit dalle Asp».

Belcastro conferma: nessun passaggio dall’Asp come previsto, ma era un’emergenza

Belcastro, dal canto suo, nega di non aver coinvolto l’Azienda sanitaria provinciale. E per farlo elenca una serie di comunicazioni tra quest’ultima e il suo Dipartimento intercorse tra il 13 e il 15 di aprile. Poi, però, ammette che i tamponi non sono passati dall’Asp come previsto, ma direttamente consegnati alla proprietà di Villa Torano. Il motivo? «Nel caso di specie non si trattava di screening, e quindi di un’attività programmata e programmabile, ma di una vera e propria emergenza». E così lo stesso Belcastro, «trattandosi di giorno festivo e al fine di evitare di dover aspettare fino alla mattina successiva», ha autorizzato la proprietà della Rsa a ritirare 200 tamponi direttamente dalla Protezione Civile senza passare dall’Asp. Ergo, ribadisce Guccione, «dalla ricostruzione dei fatti emerge con evidenza che non è stata rispettata la procedura prevista dalla Regione Calabria».

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