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Milioni di euro per la Sanità fermi da anni, che farà la Santelli?

I consiglieri regionali del Pd chiedono alla governatrice un cambio di passo nell'impiego dei finanziamenti già accordati per la realizzazione di tre nuovi ospedali e sei Case della Salute

Mentre si discute di caffè nei bar e ricerca di funghi centinaia di milioni di euro per la Sanità pubblica calabrese rimangono inutilizzati. Sono i soldi dei finanziamenti per la realizzazione dei tre nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia, della Piana di Gioia Tauro, e delle Case della Salute. E i consiglieri regionali del Pd ora chiedono a Jole Santelli di non perdere altro tempo e sbloccare quelle opere, che servirebbero ad affrontare la crisi da Covid-19 sia dal punto di vista sanitario che da quello economico. Guccione, Irto, Bevacqua, Tassone e Notarangelo hanno inviato un’interrogazione a risposta scritta alla governatrice, convinti che sia il momento di «adottare subito strumenti eccezionali» perché limitarsi a quelli ordinari in una situazione come quella attuale «è una partita già persa in partenza».

Quasi 450 milioni per tre nuovi ospedali

I soldi, d’altra parte, non mancano. In Calabria per investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie ci sarebbero già pronti «poco meno di due miliardi di euro». Ecco perché i democrat chiedono alla governatrice «quali iniziative urgenti intende assumere» a riguardo. I consiglieri snocciolano cifre importanti. Il nuovo ospedale della Sibaritide prevede 376 posti letto, con un impegno di spesa che sfiora i 145 milioni di euro. Stessa somma per quello di Vibo, che di posti letto ne avrebbe 339. Il nuovo ospedale della Piana avrebbe 352 posti letto e l’impegno in quel caso supera di poco i 150 milioni. «Sono trascorsi tredici anni – afferma Guccione – dalla stipula dell’Accordo di programma tra Regione e Ministero e ancora non si è riusciti a realizzarli. Eppure, circa mezzo miliardo di euro è disponibile per la costruzione delle strutture». Spenderli, oltre a tutelare la salute dei cittadini, rappresenterebbe «una opportunità per l’economia e l’occupazione».

Le Case della Salute e gli altri soldi non usati

Poi ci sono i quattrini già stanziati per le Case della salute di San Marco Argentano, Cariati, Mesoraca, Chiaravalle, Scilla e Siderno. Le risorse disponibili – si legge nell’interrogazione – ammontano a oltre 49 milioni di euro. A questi si possono aggiungere i 788 milioni, tra primo e secondo stralcio, impegnati a settembre 2019 con l’Accordo di programma integrativo per il settore degli investimenti sanitari. Inoltre, aggiungono i democrat, sono in corso i lavori di progettazione del nuovo ospedale (completamento Morelli) di Reggio Calabria con intervento Inail pari a 180 milioni. Senza contare che «con dca n.183 del 19 dicembre 2019 è stato trasmesso al Ministero della salute il programma di ammodernamento tecnologico pari a euro 86.488.000«. E che «con dpcm del 24 dicembre 2018 sono state assegnate alla Calabria 300 milioni di euro per investimenti Inail in materia di edilizia sanitaria e sociale».

Procedure snelle come per il ponte di Genova

«Dopo aver riportato gli atti e fatto il punto di tutte le risorse economiche disponibili e non utilizzate è arrivato il momento di discutere – dichiara Guccione – di questioni concrete, mettendo da parte le diatribe su ordinanze che alimentano lo scontro politico a discapito della salute dei calabresi». «È necessario – la conclusione dell’interrogazione – recuperare i ritardi registrati in questi anni attraverso la nascita di un istituto in grado di semplificare e sburocratizzare l’iter». Ciò che serve, questa l’idea dei democrat, è una «accelerazione delle attività utili ad avviare i cantieri». Quello, cioè, che è accaduto «per la ricostruzione del Ponte di Genova».

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