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Il diktat di Cotticelli: «Vigilare sui test sierologici dei laboratori privati»

Il commissario Cotticelli invita le Asp calabresi a vigiliare sui test sierologici che sarebbero condotti dai laboratori privati: qui la nota

Un richiamo a tutte le unità, si direbbe in un poliziottesco datato. Il commissario ad acta Saverio Cotticelli, ieri sera ha inviato qualcosa di simile a uno stato d’allerta generale per tutte le Asp della Calabria. Con una nota protocollata il 19 maggio scorso, Cotticelli invita tutte le aziende sanitarie a vigilare sull’attuazione dei test sierologici da parte dei laboratori privati.

In provincia di Cosenza i test sono bloccati già da settimane, dopo la segnalazione del commissario straordinario Zuccatelli che aveva scritto proprio a Cotticelli per chiedere il blocco ufficiale. Motivo? I risultati, incerti, e i costi troppo elevati. Quindi i laboratori di analisi hanno dovuto richiudere le provette in attesa che qualcosa cambiasse. Ma a quanto pare i campioni rimarranno a prendere polvere. Nella nota Cotticelli scrive: «Continuano ad arrivare allo scrivente notizie circa l’effettuazione di test diagnostici di tipo sierologico per la rilevazione di eventuali anticorpi diretti contro Sars-Cov2, da parte di laboratori privati autorizzati e/o accreditati. Ciò posto prego di attivare la prescritta vigilanza sul particolare, delicato argomento anche alla luce della direttiva n. 0016106 del 09.05.2020 del Ministero della Salute».

Segue un report che porta la firma del direttore generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico Achille Iachino e del direttore generale della Prevenzione sanitaria Giovanni Rezza, in cui si pone l’accento sull’efficacia diagnostica dei test, che in tutto il resto d’Italia vengono effettuati a macchia di leopardo perché in realtà non c’è una normativa certa che li vieti. In questo vacatio, esistono solo delle pallide linee guida, più sotto forma di consigli che di direttive vere e proprie. 

La validità dei test sierologici

«Le attuali conoscenze scientifiche relative ai test sierologici per il Covid-19 – si legge – sono però lacunose relativamente alla capacità di fornire le seguenti informazioni»:

  1. Presenza di anticorpi neutralizzanti in grado di proteggere dalla infezione o malattia (in genere, un elevato titolo anticorpale correla con la presenza di anticorpi neutralizzanti rilevati al test di neutralizzazione/riduzione delle placche).
  2. Persistenza degli anticorpi a lungo termine.

Citando il parere del Comitato tecnico scientifico istituito presso il Dipartimento di Protezione civile, nella nota si legge: « I test basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG (…) non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di Rna virale dai tamponi nasofaringei».

Secondo il report, un test anticorpale negativo, può avere vari significati: un test positivo può indicare che una persona è stata infettata ma non se gli anticorpi sono neutralizzanti, se il soggetto è protetto o guarito. Se invece l’esito è negativo anche qui lo spettro di possibilità è ampio: il soggetto non è malato, il soggetto è stato infettato di recente (meno di 8-10 giorni prima), è infettata ma il titolo nel sangue è ancora troppo basso per essere rilevato. 

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Alessia Principe

Alessia Principe è una giornalista professionista. Nata a Cosenza, si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Messina. Durante gli studi, ha iniziato a lavorare come cronista per il quotidiano Edizione della Sera, occupandosi di cronaca. Subito dopo la laurea è diventata parte della redazione del quotidiano regionale Calabria Ora occupandosi delle pagine di spettacoli e cultura. Con la nomina di Piero Sansonetti come direttore de L’Ora della Calabria, ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore Spettacoli e Cultura dell'inserto “Macondo”. Nel 2014, è stata responsabile per la Calabria delle pagine di Cultura del quotidiano Il Garantista. Nel 2016 la sua mostra video-fotografica “Stati Uniti della Sila”, è stata esposta a Palazzo Arnone, prima personale realizzata interamente con smartphone a essere ospitata da una galleria nazionale in Italia. Nel 2018 ha pubblicato “Tre volte”, il suo primo romanzo per i tipi di Bookabook. Scrive di cinema per il blog dell’Huffington Post e racconti per riviste letterarie. Ha partecipato alla stesura della sceneggiatura del documentario “Il sogno di Jacob” ispirato alla vita di Nik Spatari e alla nascita del Musaba.

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