sabato,Maggio 25 2024

Lavanderie, meccanici, videomaker e fotografi esclusi dal “Riapri Calabria”

Uno spiraglio di luce per molti, ma non per tutti. Il bando “Riapri Calabria” è diventato una porta sbarrata per molte aziende il cui codice Ateco non rientra tra quelli previsti per accedere ai famosi 2mila euro. Un cavillo burocratico? Una svista? Una scelta? Intanto il count-down per il giorno X è ormai agli sgoccioli

Lavanderie, meccanici, videomaker e fotografi esclusi dal “Riapri Calabria”

Uno spiraglio di luce per molti, ma non per tutti. Il bando “Riapri Calabria” è diventato una porta sbarrata per molte aziende il cui codice Ateco non rientra tra quelli previsti per accedere ai famosi 2mila euro. Un cavillo burocratico? Una svista? Una scelta? Intanto il count-down per il giorno X è ormai agli sgoccioli e in queste ore si sta cercando di fare il possibile per arrivare a una soluzione condivisa.

«La pubblicazione del bando Riapri Calabria e quindi l’erogazione di un contributo una tantum di duemila euro per le piccole imprese è un primo segnale di vicinanza alle imprese messe in ginocchio dall’emergenza economica successiva al lockdown. Certamente non sufficiente a colmare le troppe deficienze finanziarie che rischiano di cancellare centinaia di piccole attività, soprattutto nella nostra regione, ma almeno possiamo dire “si intravede qualcosa all’orizzonte”».

Le categorie rimaste fuori

La nota è a firma congiunta di Confartigianato, Cna e Casartigiani e riguarda proprio la pubblicazione del bando “Riapri Calabria”. I tre enti ringraziano il vice presidente della Regione Nino Spirlì e l’assessore allo Sviluppo economico Fausto Orsomarso con cui ci si sono confrontati anche in merito all’altro bando annunciato, “Lavora Calabria”, ma sottolineano che ancora ci sono troppi dubbi nell’aria.


«Non possiamo non esprimere perplessità in merito all’esclusione dal bando di tante imprese autorizzate dai decreti del Governo nazionale a rimanere in attività nel corso del lockdown ma che in quella fase di isolamento e contenimento della mobilità e dei rapporti sociali di fatto non hanno né prodotto né lavorato Nello stesso tempo – scrivono Confartigianato, Cna e Casartigiani –. Settori come l’impiantistica, il comparto dell’autoriparazione, gli installatori di luminarie, le lavanderie, ma pensiamo anche ai fotografi che sono stati autorizzati ad aprire ma senza poter di fatto lavorare per via dell’immobilismo del settore degli eventi e dei matrimoni. Tutte categorie che in questi giorni continuano a contattarci per lamentarsi e chiedere sostegno. Quindi, questa esclusione dal bando non fa altro che rappresentare il danno oltre la beffa». Nel gruppo degli esclusi anche società di videoproduzioni e videomaker.

Aiuto dai fondi europei?

«Sulle scelte politiche fatte in merito ai codici Ateco ammessi – scrivono ancora Confartigianato, Cna e Casartigiani – auspichiamo che questa discriminazione possa essere superata da un intervento a supporto, in vista anche dello sblocco delle ingenti risorse provenienti da fondi europei, parliamo di circa 500 milioni di euro. In tal senso, chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con il vice presidente Spirlì e l’assessore Orsomarso per discutere proprio di questa tipologia d’imprese».

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