lunedì,Luglio 4 2022

“Genesi”, Tursi Prato sceglie il rito ordinario. Petrini in abbreviato

L'ex consigliere regionale Tursi Prato ha deciso di affrontare il processo, convinto di far valere la sua innocenza. Petrini in abbreviato.

“Genesi”, Tursi Prato sceglie il rito ordinario. Petrini in abbreviato

Ieri la scarcerazione del magistrato Marco Petrini, attore principale dell’inchiesta “Genesi“, coordinata dalla procura antimafia di Salerno, competente per i reati commessi nel distretto giudiziario di Catanzaro, oggi la notizia che l’ex consigliere regionale, Pino Tursi Prato ha scelto di affrontare il processo dinanzi al collegio giudicante del tribunale di Salerno, convinto di dimostrare la sua innocenza. Già le motivazioni del Riesame di Salerno hanno escluso, nelle condotte a lui ascritte, qualsiasi favore alla ‘ndrangheta. (LEGGI QUI LE MOTIVAZIONI COMPLETE).

Le accuse all’ex consigliere regionale Pino Tursi Prato

Il processo contro Pino Tursi Prato inizierà il prossimo 9 giugno, come fissato in precedenza dal gip di Salerno che aveva accolto la richiesta di giudizio immediato della Dda di Salerno. Il caso più complicato è senza dubbio la presunta corruzione in atti giudiziari riguardante il rapporto indiretto con Marco Petrini, ex presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, che avrebbe dovuto pilotare un’ordinanza a favore dell’ex socialista cosentino.

In buona sostanza, giudicando illegittima la condanna per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, visto il precedente di Bruno Contrada, Pino Tursi Prato avrebbe potuto richiedere nuovamente il vitalizio da consigliere regionale della Calabria. Ma Petrini, fattivamente, non poteva “aggiustare” quella decisione perché non era di sua competenza. Nel corso delle indagini emerge più il fatto che il magistrato di Foligno millantasse di poter fare qualcosa che azioni concrete volte a far emettere una decisione favorevole per Tursi Prato. (LEGGI QUI).

Petrini opta per l’abbreviato

Marco Petrini, al pari di Emilio Santoro e Francesco Saraco, ha scelto il rito abbreviato. In questo caso il processo comincerà il prossimo 30 giugno. Ieri, come detto, il Riesame ha concesso i domiciliari al giudice, sospeso dal Csm, ritenendo non adeguata l’aggravamento della misura cautelare, richiesta e ottenuta dalla Dda di Salerno sulla base di ritrattazioni fatte dallo stesso Petrini agli inquirenti antimafia. Tursi Prato è difeso dagli avvocati Michele Filippelli, Cataldo Intrieri e Franzi Caruso.

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