Dalla CalabriaIn evidenza home

Rete cinema Calabria: presidente Santelli, non abbandoni i professionisti del territorio

Rcc scrive alla Santelli: navighiamo nell'incertezza e la nostra Film Commission da lunedì sarà sguarnita

Rete Cinema Calabria, l’associazione Culturale che unisce i professionisti del Cinema e dell’Audiovisivo calabresi, si rivolge al presidente della Regione Calabria Jole Santelli, manifestando forte preoccupazione per il futuro degli operatori del settore sul territorio.

Da quattro RCC riunisce decine di professionisti con lo scopo di favorire le collaborazioni sul territorio e creare un circuito virtuoso di confronto tra le imprese, i lavoratori del settore e le istituzioni regionali e nazionali.

Dalla Regione tutto tace

«Abbiamo avuto il piacere di scrivere privatamente al Suo Ufficio – è il contenuto della lettera aperta al governatore –  nel pieno dell’emergenza sanitaria e per ben due volte, per chiedere vicinanza ad un comparto, quello della cultura e dello spettacolo, che fin da subito si palesava tra i più colpiti dalle restrizioni imposte dai protocolli di sicurezza e dal cambio di abitudini all’interno delle nostre comunità.

Purtroppo, ad oggi, non è pervenuto alcun riscontro, benché ci siano state timide aperture ad un dialogo con i lavoratori del settore, ad esempio tramite Confartigianato, ma senza risposte definitive agli appelli
lanciati dai diversi collettivi ed associazioni di categoria regionale.

Ad oggi però, nostro malgrado, non possiamo che prendere atto di una volontà politica quantomeno discutibile. Allo stato delle cose, è nostro dovere farle notare come le misure regionali adottate per far fronte all’emergenza economica seguita a quella sanitaria, non abbiano avuto alcun riscontro per le realtà imprenditoriali ed associative e per gli operatori calabresi del settore cine-audiovisivo, a causa dei requisiti stringenti di alcune di esse o addirittura per dichiarata esclusione, da parte di altre, rispetto al nostro settore di appartenenza, isolando completamente il comparto calabrese e lasciandolo al suo ignoto destino.

Film Commission non ha più un presidente

A ciò, si aggiunga la preoccupante situazione della Fondazione Calabria Film Commission, a poche ore dalla scadenza di mandato dell’attuale Presidenza e di cui nulla ufficialmente si sa rispetto al suo futuro. Situazione, questa, che non farà che peggiorare la già drammatica situazione del settore in Calabria poiché, com’è noto, un mercato fragile che solo da pochi anni ha iniziato a seguire un percorso di crescita, se abbandonato a se stesso non può che risprofondare nell’indifferenza, ritornando alla desertificazione che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.

Gli ultimi anni, infatti, hanno visto la promulgazione di una Legge Cinema regionale, segno di una visione programmatica a lungo termine e di cui tante altre regioni italiane, solitamente indicate come esempio virtuoso, non possono vantare; ma vi è stata anche l’emanazione di molteplici bandi per il finanziamento di opere filmiche, oltre all’organizzazione di percorsi di formazione (Media Talents on Tour, in collaborazione con altre quattro Film Commission del Sud, e i prestigiosi Workshop MAIA) e l’attrazione di importanti produzioni internazionali di film e serie tv. La diversificazione dell’azione regionale, ad oggi, è riuscita a smuovere un sistema produttivo regionale di settore congelato e morente, ritrasmettendo entusiasmo a tanti professionisti e facendo scoprire la Calabria a produzioni grandi e piccole di altre zone d’Italia ed estere, affiancando la nostra regione a gestioni da sempre virtuose quale quella della Puglia con la sua Apulia Film Commission. Oltre alle grandi ricadute economiche sull’indotto regionale
(alberghi, ristoranti, etc.).

Molti sono stati i riconoscimenti internazionali al lavoro fatto in Calabria, con produzioni del territorio vincitrici dei più importanti Festival di settore quali i Premi David di Donatello.

Ma oggi ci sentiamo disarmati ed inascoltati rispetto ad un futuro a noi ignoto: chi gestirà la Film Commission dal prossimo lunedì? A chi potremo rivolgerci per confrontarci su criticità e proposte, per candidare i nostri progetti, per dare uno spunto ulteriore all’economia di questa regione? Per non parlare delle decine di produzioni nazionali da girare in Calabria, già calendarizzate e ad oggi sospese causa Covid-19, volenterose di riprendere le attività quanto prima: troveranno un ufficio funzionante e pronto a rispondere a richieste amministrative, di supporto logistico e tecnico? Ma, soprattutto, con che modalità saranno scelti i nominativi di coloro che gestiranno la Fondazione? Concorso pubblico per titoli o nomina politica?

La nostra profonda preoccupazione è che dove non ha colpito il virus, agirà l’inerzia politica, distruggendo il buono fatto finora e lasciando centinaia tra imprese e lavoratori calabresi del settore a mani vuote.

Che ne sarà dei bandi aperti?

Aggiungiamo, come a Lei è noto, che proprio in questa settimana scadono i termini di partecipazione all’ultimo bando indetto dalla Calabria Film Commission, a cui sappiamo che stanno partecipando decine e decine di colleghi produttori da tutta Italia. Chi valuterà quei progetti ma, soprattutto, con quali tempistiche?

Si potrebbe obiettare che in una situazione di emergenza le priorità siano altre rispetto al cinema, ma sappiamo tutti che solo una ricostruzione che parta dalla cultura potrà trasformare il dramma vissuto in un’esperienza di crescita collettiva. E, del resto, sembra che il Suo Governo condivida questa riflessione.

Difatti, ad esempio, non è stato difficile stanziare ingenti risorse economiche per appaltare operazioni di promozione territoriale ad un noto regista nazionale e per la realizzazione di “grandi eventi” che, per le caratteristiche di accesso a tali fondi, escludono in automatico quasi tutti i potenziali beneficiari regionali. Non possiamo, quindi, non chiederci e chiederLe: quale utilità diretta per il territorio possono avere interventi di tal fatta? 

Tutti noi da anni, in silenzio e con profondo senso di appartenenza al territorio, abbiamo affrontato con enormi sacrifici la costruzione di un percorso professionale votato anzitutto al bene della nostra regione. Abbiamo rinunciato ad emigrare altrove, come fanno in tanti, scegliendo di fare impresa culturale in Calabria, operazione forse folle ma di cui andiamo fieri.

Sarebbe, quindi, una vera beffa dover dare ragione a tutti coloro che ancora oggi alimentano lo stereotipo di una terra difficile, dove è impossibile lavorare con professionalità. Riteniamo, quindi, che qualunque siano le scelte sul tema che legittimamente compierà per dare seguito alla Sua visione politica, sia comunque indispensabile garantire la continua operatività della Film Commission, per non perdere altro tempo dopo tutti questi mesi di fermo forzato. E che possibilmente, tra un provvedimento e l’altro del Suo Governo, si ricordi di dare qualche risposta al “mondo del Cinema” calabrese, che esiste, è in crescita e che non ha voglia di tornare indietro».

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it
Close

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina