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Mondello, il maestro di Occhiuzzi: “Ecco perché Roberto arriverà in alto”

L'allenatore cetrarese è stato colui che ha formato Occhiuzzi sia come calciatore che come allenatore. "Spero che posso arrivare ad allenare in Serie A".

Straordinario scopritore di talenti. Istruttore di scuola calcio. Pioniere sul territorio nella formazione calcistica fin dalla fine degli anni 80. Santino Mondello non è solo questo ma è anche il primo maestro di Roberto Occhiuzzi. Sia come calciatore che poi, giusto qualche anno fa, come allenatore. Il tecnico cetrarese, classe 1956, dopo aver concluso una carriera da calciatore davvero importante che lo ha portato tra l’altro anche a giocare e segnare in Serie A con la maglia del Catanzaro ed a vincere una Serie C con il Messina da capocannoniere della squadra, dal 1989 in poi, con l’apertura della sua prima scuola calcio, si è dedicato alla formazione di giovani calciatori. A metà degli anni 90 diventa anche supervisore ed allenatore del settore giovanile del Cosenza dove, in compagnia di Ciccio Marino e Gianni Di Marzio, forgerà quella generazione di calciatori nati tra il 1979 ed il 1983 che darà tante soddisfazioni alla “cantera” rossoblù. Non solo Occhiuzzi. Ma sotto il suo sguardo sono cresciuti calciatori del calibro di Rosina, Pellicori, Tricarico. Fu lui a portare a Cosenza per pochi mesi Calaiò (“Giocò un tempo con noi un’amichevole. Lo feci uscire e gli feci firmare il cartellino a fine primo tempo negli spogliatoi. Avevo paura che qualcuno lo avesse potuto vedere e ce lo portasse via”).

Mondello, si aspettava che Roberto Occhiuzzi potesse arrivare ad allenare una squadra di Serie B?
“Roberto aveva doti di leader naturali che lo portavano fin da bambino ad essere la guida in campo per i suoi compagni. Fin da piccolissimo faceva tante domande e si applicava tantissimo per provare a capire ogni minimo esercizio ed ogni piccola cosa. Era già un allenatore in campo. Quindi non mi meraviglia minimamente che sia arrivato a farlo. Certo per arrivare a sedere su una panchina come quella del Cosenza ci vogliono anche una serie di circostanze giuste. Diciamo che la situazione era matura affinché i rossoblù facessero questo passo dopo quello che Roberto ha dimostrato in tanti anni prima da calciatore e poi da allenatore”.

Cosa le è piaciuto e cosa non le è piaciuto di queste sue prime quattro partite che comunque hanno portato 7 punti in carniere al Cosenza.
“Mi è piaciuta tantissimo la sua calma. Anche venerdì, nonostante un ko immeritato, Roberto non ha mai perso il controllo della situazione. Ma diciamo che me l’aspettavo conoscendo il suo carattere e conoscendolo comunque anche come allenatore. E’ rimasto sempre se stesso anche in un contesto diverso come la Serie B. La squadra mi è piaciuta tanto perché ha giocato con molto entusiasmo e, cosa importantissima, non ha mai perso gli equilibri. L’unica cosa che non mi è piaciuto è stato il risultato con l’Ascoli. Il Cosenza ha preso un gol da polli e sono sicuro che Roberto starà già lavorando tantissimo per evitare che si ripetano in futuro situazioni simili”.

Quante chance ha il Cosenza di salvarsi secondo lei?
“Credo che la situazione fosse già difficile prima. E’ scontato dire che ora non si può sbaglire davvero più. Ma qualsiasi sia il risultato finale, non credo che il lavoro di Roberto possa essere sminuito in nessuna maniera”.

Vede differenze tra il Cosenza del suo amico Braglia e quello attuale?
“Non mi piace fare paragoni. Anche perché Piero è un amico (hanno giocato insieme a Catanzaro, ndr). Certo, quando mancano i risultati poi viene a mancare anche l’entusiasmo ed è quello che forse è successo al Cosenza nella prima parte di campionato. Ma sono certo che Braglia si rifarà prestissimo dall’alto della sua esperienza. Colgo l’occasione per mandargli i miei più cari saluti”.

Un episodio, un aneddoto di quando Roberto muoveva i primi passi come calciatore e dove, secondo lei, può arrivare come allenatore.
“Di episodi ce ne sarebbero tantissimi. Roberto è sempre stato un ragazzo molto sensibile. Sentiva molto emotivamente ogni mio rimprovero ma da ogni allenamento traeva qualcosa. Giocavamo nel campionato Allievi, intorno al 1993 e Roberto lo piazzavo al centro della difesa. All’epoca erano gli anni in cui il fuorigioco anche ossessivo di Sacchi era un modello da seguire. Lui era il mio Baresi. Faceva salire perfettamente la difesa. Bastava uno sguardo per far allineare perfettamente tutti i suoi compagni. Ha lavorato tanto fin da bambino. Lo mandai in palestra per fargli allargare le spalle visto che le aveva molto strette. In lui vedevo doti straordinarie. Penso che da calciatore, anche se ha fatto un’ottima carriera, avrebbe meritato molto di più. Come allenatore, all’inizio, quando ha mosso i primi passi cone me qui a Cetraro prima di trasferirsi a Cosenza, lo ha sempre animato una grandissima voglia di aggiornarsi e di essere sempre sul pezzo. Aveva una fame che ho visto in pochi, anzi in nessuno, tra quelli che vogliono imparare a fare questo mestiere. Tra l’altro mi lega a lui ed alla sua famiglia un sentimento di grandissimo affetto. E, rifacendomi alla domanda sul dove può arrivare, non mi meraviglierebbe vederlo allenare anche in Serie A. Ne ha tutte le doti e – spiega Mondello – sarei felicissimo se anche la fortuna che non ha avuto da calciatore, questa volta lo aiutasse.

Ha un consiglio da dare a Roberto Occhiuzzi per il proseguo della sua carriera da allenatore?
“Io ho solo un consiglio da dargli. Quello di non fidarsi tanto facilmente degli altri, visto che il mondo del calcio è un mondo sporco fatto di tanti personaggi che pensano soltanto ai loro interessi. Ma sotto questo punto di vista so anche che Roberto non è certo un ingenuo e sa benissimo quello che fa. Su di me, per qualsiasi cosa, sa bene di poterci contare in ogni momento del giorno e della notte”.

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Alessandro Storino

Sono nato a Cetraro nel 1983, dove vivo ancora oggi. Maturità scientifica e studi universitari lasciati a metà in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato per anni con le maggiori testate giornalistiche locali (La Provincia, Calabria Ora, Il Quotidiano della Calabria). In passato ho collaborato con Gianluca Di Marzio e diversi siti nazionali che si occupano di calcio. Radiocronista per diletto. Sono terribilmente affascinato dallo storytelling sportivo. Con Cosenza Channel dal 2015. Mi occupo principalmente del calcio dilettantistico della nostra provincia. Nella vita di tutti i giorni sono un impiegato amministrativo. Sposato con Federica e papà di due splendide bambine: Giulia e Sofia.

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