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«Prevenzione e sicurezza per combattere davvero il coronavirus»

Katya Gentile, presidente dell'associazione LegittimaMente, chiede maggiore prevenzione e sicurezza per fermare la diffusione del coronavirus.

Bisogna dire che se non ci fossero stati i 28 pakistani positivi #sbarcati in Calabria, di cui 13 trasferiti nottetempo ad #Amantea, non ci sarebbe stata questa presa di coscienza da parte della popolazione e dei rappresentanti politici. È vero, ahinoi, che non ci si è mai ribellati, neanche dopo la scoperta della “nave dei veleni” affondata al largo della stessa costa, ma è vero pure che se la popolazione non fosse scesa in piazza a manifestare il proprio dissenso, la strada sarebbe stata segnata e avrebbero continuato a riempirci di migranti positivi al coronavirus, evitando, non si sa perchè, di utilizzare le navi quarantena com’è era già successo.

Di una cosa siamo certi, se la ridistribuzione dei migranti tra i paesi della #UnioneEuropea era una chimera anche prima dell’avvento del coronavirus, figuriamoci ora che ne sbarcano più di 600 al giorno, con una percentuale non trascurabile di portatori di malattie, tra cui il covid.
Stando ai fatti, secondo voi, chi si renderebbe disponibile ad accogliere migranti positivi al coronavirus negli altri Stati europei?

Atteso che la #Calabria rimane la regione meno attrezzata dello stivale ad affrontare questo tipo di emergenza dal punto di vista sanitario, non possiamo fingere che il potenziale contagio da #Covid19 sia una prerogativa dei migranti, mentre accogliamo ed “invitiamo a cena” turisti provenienti da zone ad alto tasso di contagio, come la Lombardia, l’Emilia Romagna o gli Usa, senza previo alcun tipo di controllo. Tutto è lasciato al buon senso ed al senso civico dei singoli.

Forse troppo poco per una regione che l’ha scampata bella, che vorrebbe, per la gran parte, continuare a scongiurare il pericolo e, per una volta, a mantenere un primato positivo, visti i tre mesi di sacrifici a cui siamo stati costretti tutti, causa di forza maggiore.

Dal momento della riapertura ad oggi, le maglie del controllo si sono visibilmente allargate fino a divenire quasi inesistenti, almeno a #Cosenza e dintorni, dove in molti si sentono autorizzati a non usare più le mascherine, dove sono tornati di moda gli assembramenti davanti ai locali come in spiaggia e la #pandemia sembra essere stata nuovamente declassata ad una banale influenza, come ai tempi degli aperitivi di #Zingaretti e compagni (facendo probabilmente affidamento su un destino che finora si è dimostrato benevolo).

Allora che ben venga il diniego ad accogliere i migranti infetti e la minaccia del blocco navale da parte della Presidente Jole Santelli, ma se vogliamo essere credibili e concreti attuiamo politiche di prevenzione e sicurezza serie ed efficaci a 360°. 

Si elabori un protocollo e si rendano obbligatori test sierologici e tamponi per tutti coloro che arrivano in Calabria, si riorganizzino le Asp e le Aziende ospedaliere che devono essere attrezzare e rifornite delle risorse umane e delle strumentazioni necessarie a fronteggiare questa nuova fase di prevenzione-monitoraggio e contemporaneamente i postumi deleteri del #lockdown (lunghissime liste di attesa) e un’eventuale nuova emergenza e si effuino i controlli previsti sul distanziamento e sull’uso dei dispositivi di prevenzione in tutti i locali pubblici. Siamo stati avvisati e graziati già una volta. Il resto ora dipende da noi e chi ha l’autorità di intervenire ha il dovere di farlo con discernimento. (*presidente Associazione LegittimaMente)

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