Cosenza Calcio

Pordenone-Cosenza, Baclet e la gara in meno. «Che furto quel match, punto su Occhiuzzi»

Pordenone-Cosenza per Baclet è una gara particolare, tre anni fa rischiò di rimanerci secco. «Sì alla salvezza, i Lupi possono restare in B».

È il 31 maggio 2017. Allo stadio, che poi sarebbe un velodromo, “Ottavio Bottecchia” di Pordenone si gioca l’andata dei quarti di finale dei play-off di Serie C fra i padroni di casa e il Cosenza. A quindici minuti dalla fine è entrato Allan Baclet, deputato a cambiare la partita, inchiodata da Pietro Perina, autore di diversi miracoli, sullo 0-0. Al 95’ il francese si avventa sul pallone, rincorrendolo nell’area avversaria. In un contrasto col portiere avversario Tomei frana per terra e sbatte la testa. Tutto buio. Viene portato fuori in ambulanza, trascorrerà la notte nell’ospedale di Udine e tornerà in città soltanto due giorni dopo. I Lupi, guidati da Stefano De Angelis, perderanno quella partita al 97’, con un tiro di Semenzato che befferà Perina, e non riusciranno a recuperare nel ritorno al “Marulla”, che finirà a reti inviolate.

Tre anni più tardi, Allan Baclet è ancora l’eroe di Cosenza, un marchio inventato fra Südtirol e Pescara. Il problema è che quella notte non si può dimenticare: «Tre anni fa – ci ha detto al telefono – è stata una cosa davvero particolare. Sono rimasto in ospedale a dormire, non ho potuto neanche giocare la partita di ritorno perché non riuscii a recuperare in tempo dal trauma che avevo subito. Ricordo che tutta la squadra percepì quella partita come rubata, perché prendemmo gol in dieci contro undici mentre i miei compagni erano preoccupati per me».

Balcet e l’infortunio di Pordenone

Baclet, quali ricordi hai di quei momenti?

«Ricordo pochissimo: ero appena entrato, mancavano venti minuti e volevamo fare il colpaccio per consentire al nostro pubblico di spingerci verso Firenze (dove si sarebbero disputate le Final Four poi vinte dal Parma, ndr). Sono andato a rincorrere quella palla, lanciata in area un po’ così, mi sono scontrato con Tomei… E buio. Non ho altre memorie».

E quello ti hanno raccontato, invece? 

«Secondo tutte le versioni, il primo a salvarmi è stato Criaco. Marco è una persona eccezionale, ancora oggi gli sono grato per quello che ha fatto e, nonostante sia a Malta, ci sentiamo comunque spesso: all’epoca c’era un gruppo molto forte, lottavamo l’uno per l’altro senza salvarci indietro. Anche Tomei, però, fu una grande persona perché intervenne subito dopo Marco, chiamando i rinforzi dalla panchina. Quest’anno abbiamo giocato contro, lui è a Teramo con Mimmo Mungo. Prima della partita ci siamo salutati e, per prendermi in giro, mi dice che mi ha salvato la vita. Ed è vero».

Già all’epoca Occhiuzzi sedeva sulla panchina, anche se in qualità di secondo: che impressione ti ha fatto in queste prime gare?

«Occhiuzzi secondo me potrà arrivare ad alti livelli, è una persona meticolosa e puntigliosa, non lascia nulla in sospeso. Sono stato due anni e mezzo con lui, lo conosco molto bene: nel periodo in cui ero un po’ in crisi, poco prima dei play-off vinti a Pescara, lui mi caricava e mi stava vicino e non mi mollava neanche un secondo, si impegnava tanto su questa cosa. Secondo me sarà un grandissimo allenatore così come Trocini (che Baclet ha avuto quest’anno a Francavilla, ndr), si tratta di tecnici giovani che possono arrivare. Basta che ci sia un bel concerto intorno». 

E a proposito di bel concerto, non è un momento facile per il Cosenza…

«Non mi aspettavo il crollo contro Trapani e Ascoli, devo essere sincero, ma finché non c’è l’aritmetica bisogna crederci. Ho visto la partita col Perugia, quella rossoblù è una squadra forte: bisogna far lavorare i ragazzi in modo sereno. Da quando c’è Roberto, poi, ho visto uno spirito diverso che ha unito tutti: sembrano uniti verso un unico obiettivo».

Baclet, passiamo a te: non è stata una stagione molto fortunata…

«Quest’anno non è andato bene a livello personale: pensavo di fare bene, invece mi sono operato alla caviglia a dicembre e a causa del Covid-19 non ho potuto finire la stagione. Sto molto bene e non vedo l’ora di iniziare la preparazione con la Reggina».

E a proposito di prossima stagione, Piero Braglia ha firmato ad Avellino: Braglia-Baclet, stessa iniziale…

«Con Braglia ho un bel rapporto, gli auguro il meglio per la sua avventura ad Avellino. Per quanto riguarda il mio futuro, inizierò il ritiro con la Reggina e valuterò al mio agente e alla società il da farsi. Quest’anno voglio ritornare protagonista, poi voglio rilanciarmi». (Francesco La Luna)

Mostra altro

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it
Close

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina