mercoledì,Agosto 10 2022

PASSEPARTOUT | Tutti a processo, tranne Mario Occhiuto (prosciolto)

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto è stato prosciolto dall'accusa di corruzione. A processo vanno Oliverio, Adamo, Incarnato e Morrone.

PASSEPARTOUT | Tutti a processo, tranne Mario Occhiuto (prosciolto)

Il gup del tribunale di Catanzaro, Alfredo Ferraro ha prosciolto da ogni accusa il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in origine accusato di corruzione insieme a Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, e Luigi Zinno, dirigente regionale, per la realizzazione del Museo di Alarico (LEGGI QUI). Il primo cittadino bruzio non andrà a processo per questa fattispecie di reato, così come l’ex Governatore e per l’appunto Zinno. Cade anche il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione, contestata originariamente a Mario Oliverio, Nicola Adamo, Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura e Rocco Borgia. C’è da dire che la procura di Catanzaro aveva invocato il proscioglimento per tanti capi d’accusa, ma in sostanza il gup ha bocciato le richieste della pubblica accusa.

«Questa sentenza dimostra come il sindaco Mario Occhiuto abbia sempre lavorato per migliorare la città di Cosenza senza perseguire interessi personali. Il primo cittadino è molto soddisfatto del pronunciamento del tribunale di Catanzaro» dichiara a Cosenza Channel l’avvocato Nicola Carratelli.

A processo, dunque, vanno Mario Oliverio, Nicola Adamo, Luigi Incarnato, Giovanni Forciniti, Antonio Capristo, Giuseppe Trifirò, Santo Marazzita, Giulio Marchi, Armando Latini, Fortunato Varone, Pietro Ventura, Luigi Zinno e Luca Morrone. In abbreviato, invece, ci sono Tito Berti Nulli, Arturo Veltri, Pasquale Gidaro, Eugenio Montilla. Ad oggi l’unica parte civile costituita è rappresentata dall’avvocato Michele Filippelli. Il collegio difensivo è composto tra gli altri dagli avvocati Enzo Belvedere, Ugo Celestino, Franz Caruso, Vincenzo Adamo, Sergio Rotundo e Nicola Carratelli.

Ecco i capi d’accusa

All’apertura dell’istruttoria dibattimentale (ad eccezione delle posizioni finite in abbreviato), il collegio giudicante dovrà valutare i seguenti capi d’accusa:

  • realizzazione della Metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical (reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio, Antonio Capristo, Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura e Giuseppe Trifirò);
  • nomina di Luigi Incarnato quale commissario liquidatore della Sorical (reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio e Luigi Incarnato);
  • promessa fatta a Luca Morrone dopo aver firmato le dimissioni da consigliere comunale di Cosenza, causando la decadenza dell’allora sindaco Mario Occhiuto (reato contestato a Nicola Adamo, Mario Oliverio e Luca Morrone); (LEGGI QUI)
  • sponsorizzazione convegno ASTRA e Accordo di Programma (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Pietro Ventura);
  • presunta omessa segnalazione sulla pericolosità del Ponte Cannavino di Celico (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Luigi Zinno);
  • presunta frode nell’esecuzione e nell’adempimento degli obblighi previsti nel contratto pubblico per il “Sistema integrato manutenzione infrastrutture delle linee aziendali in esercizio di Ferrovie della Calabria Srl (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Pietro Ventura).
  • realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza (reato contestato a Mario Oliverio, Luigi Zinno, Pasquale Gidaro, Rocco Borgia, Giulio Marchi, Arturo Velri e Armando Latini);
  • apertura del tratto ferroviario San Nicola-Silvana Mansio in assenza del nulla Osta tecnico da parte del competente USTIF (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo, Santo Marazzita e Pietro Ventura);
  • mancanza del nulla Osta tecnico dell’USTIF circa l’apertura del tratto ferroviario San Nicola-Silvana Mansio (reato contestato a Giuseppe Lo Feudo e Santo Marazzita);
  • presunta turbativa d’asta per linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro (reato contestato a Tito Berti Nulli, Giuseppe Lo Feudo e Luigi Zinno);
  • nomina di Giovanni Forciniti quale nuovo direttore generale dell’Azienda “Calabria Lavoro” (reato contestato a Mario Oliverio, Giovanni Forciniti e Fortunato Varone);
  • «incarico dirigenziale ad Eugenio Montilla che avrebbe evitato l’obbligatoria e preliminare interrogazione presso Equitalia circa la correlativa situazione debitoria di Nicola Adamo (reato contestato a Nicola Adamo ed Eugenio Montilla)».

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