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La morte di Willy e la violenza inaudita dei suoi assassini: i possibili risvolti

I quattro ragazzi di Colleferro che hanno ucciso Willy Monteiro sono accusati di omicidio preterintenzionale. Ma la situazione può cambiare.

Rimane al momento un mistero la ragione che ha spinto quattro giovani, la notte tra sabato e domenica scorsa, a pestare fino alla morte Willy Monteiro Duarte, ragazzo esile e disarmato di 21 anni. Secondo le ultime indiscrezioni ci sarebbe anche una quinta persona indagata per l’omicidio oltre ai quattro arrestati: Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia.

Per ora, infatti, nonostante il gran parlare spesso inutile e fuori luogo, oltre che strumentale, gli investigatori escludono “categoricamente” qualsiasi movente e implicazione razziale o politica. I quattro, infatti, non sembra militino o frequentino organizzazioni politiche, non hanno palesato sui social idee particolari né mostrano tatuaggi riconducibili a ideologie specifiche. Si sa soltanto che la vittima, trattenutosi in un pub con dei colleghi subito dopo il lavoro, era intervenuta per separare due conoscenti che stavano litigando.

A quel punto, sarebbe arrivata l’auto con a bordo cinque persone, dalla quale sarebbero scesi i quattro presunti assassini, che avrebbero iniziato a picchiarlo. Certamente se le cose stanno così, si sarebbe di fronte ad uno scenario in cui la violenza immotivata del branco fa da padrona. Dinamiche inspiegabili per molti, ma che non sono né nuove, né purtroppo insolite. 

Al di là dei vari tentativi di cercare di trovare un perché, comprensibilmente per arrivare ad avere una spiegazione razionale all’uccisione barbara di un ragazzino indifeso, ciò che conta al momento è svolgere in modo attento le attività investigative necessarie ad accertare le varie responsabilità. Soprattutto l’apporto di ogni singolo soggetto alla vicenda criminosa. E questo è fondamentale per un motivo ben preciso: per ora gli indagati sono finiti in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, ma a mio avviso si tratta di una imputazione provvisoria, nell’attesa anche dei risultati dell’esame autoptico. 

Sostenere, infatti, che quattro uomini o anche soltanto due, ma atleti ed esperti in arti marziali si siano accaniti su un ragazzo esile e disarmato come Monteiro Duarte, con l’intenzione di cagionargli soltanto delle lesioni, mi sembra un po’ azzardato. Da tecnico, a meno che non emergano altri elementi importanti che possano offrire una diversa chiave di lettura della vicenda, da quanto emerge attualmente, ritengo che allo stato si sia ben oltre l’evento tragico verificatosi superando l’intenzione iniziale di voler solo cagionare delle lesioni. Si verserebbe, piuttosto, nell’ambito dell’omicidio volontario sorretto dal dolo eventuale. 

In sostanza, i soggetti si sarebbero rappresentati la possibilità del verificarsi dell’evento morte, ma avrebbero continuato ad agire, consapevoli delle loro capacità, accettando il rischio di ucciderlo. Chiaramente, però, i processi si svolgono in aula nel rispetto e nella tutela massima dei diritti di tutti gli indagati, quindi bisogna attendere quanto meno la conclusione delle indagini per esprimersi in modo compiuto sull’intera vicenda.

Per ora sarebbe soltanto più opportuno evitare di utilizzare la morte di un ragazzino a fini propagandistici o per fornire analisi sociologiche prive di riscontri, accusando serie tv, scuole, o come al solito la giovane generazione, troppo spesso tacciata ingiustamente di essere poco empatica per via dei social network. Si tratta di comportamenti violenti ed accusare quello o quell’altro personaggio, del cui parere potremmo in generale cominciare a fare volentieri a meno, non serve ad evitare che altri aventi analoghi si verifichino di nuovo, né a riportare in vita il povero Willy.

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Chiara Penna

Avvocato penalista e Criminologa, ha conseguito nel Marzo 2017 il titolo di Avvocato penalista specialista presso la Scuola di Alta formazione dell’Avvocato penalista dell’ Unione Camere Penali Italiane e nel 2012, il titolo di Master di II Livello in Scienze forensi presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Autrice di pubblicazioni scientifiche e dei libri: “La vera storia del mostro di Firenze” e “Suoni dal buio. Appunti di musica, cronaca a visioni”, è spesso ospite in qualità di esperta in programmi televisivi e radio nazionali.

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