lunedì,Luglio 4 2022

Salviamo il Tirreno dalla sporcizia, online una petizione. L’appello di Brunori

Anche quest’anno il sorriso è diventato una smorfia, almeno in riva al mare. Nella calura di luglio e agosto (ma anche di settembre) il Tirreno cosentino, com’è consuetudine, si è concesso a intermittenza a causa delle solite chiazze galleggianti. I bagnanti, hanno ormai imparato a interpretare i venti, parlare con le correnti, attaccati alla speranza

Salviamo il Tirreno dalla sporcizia, online una petizione. L’appello di Brunori

Anche quest’anno il sorriso è diventato una smorfia, almeno in riva al mare. Nella calura di luglio e agosto (ma anche di settembre) il Tirreno cosentino, com’è consuetudine, si è concesso a intermittenza a causa delle solite chiazze galleggianti. I bagnanti, hanno ormai imparato a interpretare i venti, parlare con le correnti, attaccati alla speranza che quelle macchie (a volte schiumose, a volte color fango) svaniscano prima o poi con un colpo di braccia e di Ponente. Ma la vicenda è antica e sebbene qualcuno cerchi di dare la colpa alle alghe (che in modo malandrino attaccano solo in certi orari e in certi giorni) l’odore marcescente e spesso anche residui organici visibili a vista, lasciano pochi dubbi. In alcune zone (come Fuscaldo e Amantea) per un po’ è stato affisso anche un bel divieto di balneazione.

Da poche settimane qualcuno ha deciso di rimboccarsi le maniche lanciando una raccolta di firme online e una pagina social molto attiva.

Da un’idea di Alessandro Ruvio, Luca Boccoli, Giuseppe Campana e Carlo Tansi ha preso vita la pagina fb Mare Pulito – Salviamo il Tirreno cosentino, composta da un gruppo di semplici cittadini che, coadiuvato da professionisti nel campo della depurazione, gestione delle acque e altri settori, ha chiesto ai responsabili politici un mare migliore, sano e pulito. La pagina non ha interessi partitici ed è aperta a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del territorio. L’intento è di creare un luogo in cui riunirsi, confrontarsi e dialogare con cognizione di causa sulla salute del nostro mare.

La petizione (per aderire basta cliccare qui) ha raccolto più di 5mila firme in pochi giorni e anche il cantautore Dario Brunori ha voluto appoggiare l’iniziativa con un videomessaggio.