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Salviamo il Tirreno dalla sporcizia, online una petizione. L’appello di Brunori

Nasce sui social un movimento per chiedere alle istituzioni di risolvere l'annosa questione del mare inquinato

Anche quest’anno il sorriso è diventato una smorfia, almeno in riva al mare. Nella calura di luglio e agosto (ma anche di settembre) il Tirreno cosentino, com’è consuetudine, si è concesso a intermittenza a causa delle solite chiazze galleggianti. I bagnanti, hanno ormai imparato a interpretare i venti, parlare con le correnti, attaccati alla speranza che quelle macchie (a volte schiumose, a volte color fango) svaniscano prima o poi con un colpo di braccia e di Ponente. Ma la vicenda è antica e sebbene qualcuno cerchi di dare la colpa alle alghe (che in modo malandrino attaccano solo in certi orari e in certi giorni) l’odore marcescente e spesso anche residui organici visibili a vista, lasciano pochi dubbi. In alcune zone (come Fuscaldo e Amantea) per un po’ è stato affisso anche un bel divieto di balneazione.

Da poche settimane qualcuno ha deciso di rimboccarsi le maniche lanciando una raccolta di firme online e una pagina social molto attiva.

Da un’idea di Alessandro Ruvio, Luca Boccoli, Giuseppe Campana e Carlo Tansi ha preso vita la pagina fb Mare Pulito – Salviamo il Tirreno cosentino, composta da un gruppo di semplici cittadini che, coadiuvato da professionisti nel campo della depurazione, gestione delle acque e altri settori, ha chiesto ai responsabili politici un mare migliore, sano e pulito. La pagina non ha interessi partitici ed è aperta a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del territorio. L’intento è di creare un luogo in cui riunirsi, confrontarsi e dialogare con cognizione di causa sulla salute del nostro mare.

La petizione (per aderire basta cliccare qui) ha raccolto più di 5mila firme in pochi giorni e anche il cantautore Dario Brunori ha voluto appoggiare l’iniziativa con un videomessaggio.

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