domenica,Maggio 29 2022

Pietrapaola, il Consiglio di Stato annulla le elezioni: Nigro in carica

E' definitiva la decisione del Consiglio di Stato sul Comune di Pietrapaola. Annullate le elezioni comunali. Nigro rimane in carica.

Pietrapaola, il Consiglio di Stato annulla le elezioni: Nigro in carica

La III Sezione del Consiglio di Stato, con Ordinanza cautelare (n. 5864/2020 depositata oggi, ha confermato l’illegittimità dello scioglimento del Consiglio Comunale di Pietrapaola con conseguente sospensione delle elezioni comunali ed il reintegro nella carica di sindaco di Pietro Nigro. (LEGGI QUI)

All’esito della Camera di Consiglio tenutasi ieri, il Consiglio di Stato, in accoglimento dell’istanza cautelare proposta da Pietro Nigro – ex sindaco del disciolto Comune di Pietrapaola – e dal Consigliere Domenico Albione – entrambi rappresentati e difesi in giudizio dall’avvocato Giovanni Spataro del foro di Cosenza – ha sospeso l’esecutività della sentenza 1440/2020 del 09 settembre 2020, con cui il Tar Calabria di Catanzaro aveva ritenuto legittimo lo scioglimento del Consiglio Comunale del Comune di Pietrapaola e conseguentemente aveva confermato il turno elettorale del 20-21 settembre scorso per il rinnovo dell’Amministrazione comunale ionica. Con il medesimo provvedimento il Consiglio di Stato ha altresì disposto che «il Consiglio Comunale di Pietrapaola proceda nell’immediato alla surroga dei cinque consiglieri comunali dimissionari».

Perché era stato sciolto il Consiglio Comunale di Pietrapaola: le motivazioni

Lo scioglimento del Consiglio comunale di Pietrapaola traeva origine dalle dimissioni di un consigliere comunale non surrogato con altro candidato della lista di appartenenza perché nell’apposita seduta di Consiglio Comunale, convocata per procedere all’obbligatorio adempimento di legge, la maggioranza dei consiglieri presenti aveva espresso voto sfavorevole.

Successivamente, altri 5 consiglieri protocollavano le proprie dimissioni, cosicchè la Prefettura di Cosenza ritenendo che fosse venuto meno il numero minimo di consiglieri previsto dalla normativa di riferimento per il legittimo funzionamento del consesso, aveva disposto lo scioglimento del consiglio Comunale di Pietrapaola con contestuale nomina di un commissario prefettizio. Provvedimenti questi ultimi che, però, non tenevano in debito conto che la surroga del consigliere dimissionario è un atto obbligatorio dovuto per legge e come tale sottratto alla discrezionalità dei singoli consiglieri a cui non poteva essere lasciata la possibilità per divergenze politiche, di vulnerare il diritto di elettorato passivo del consigliere surrogando, con la conseguenza di inficiare irrimediabilmente anche la volontà popolare. E senza dire, comunque, che per procedere alla surroga sussisteva, a norma di Statuto comunale, il numero minimo di consiglieri per la convocazione del Consiglio Comunale in seconda convocazione.

Pietrapaola, il Consiglio di Stato annulla le elezioni: Nigro in carica
L’avvocato Giiovanni Spataro

Le ragioni difensive dell’avvocato Giovanni Spataro

Per tali ragioni la sentenza del Tar Calabria è stata gravata innanzi al Consiglio di stato che, dapprima il 12 settembre scorso in accoglimento delle tesi difensive dell’avvocato Spataro, ha accolto l’istanza di misure cautelari monocratiche proposte da Nigro e Albidone e, poi, successivamente, ha confermato la sospensione dell’esecutorietà dei provvedimenti impugnati in primo grado e per l’effetto lo svolgimento delle elezioni comunali, disponendo, inoltre che «il Consiglio Comunale di Pietrapaola proceda nell’immediato alla surroga dei cinque consiglieri comunali dimissionari».

Colmato un vuoto normativo

L’avvocato Giovanni Spataro ha manifestato grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato, sottolineando l’importanza che la medesima decisione riveste anche in virtù dei fondamentali principi di diritto in essa espressi. Una decisione, secondo il noto amministrativista, che, colma una evidente lacuna nell’ambito del T.U. 276/00 degli Enti Locali e chiarisce la possibilità per i Comuni di convocare il Consiglio comunale in seconda convocazione anche se il numero di consiglieri in carica risulti inferiore a quello previsto dalla legge e dallo Statuto per riunirsi in prima convocazione.

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