Cosenza Calcio

Mirabelli: «Occhiuzzi ha preso un po’ da tutti i suoi tecnici. Sacko, bravo Trinchera»

Massimiliano Mirabelli fale pulci al derby Reggina-Cosenza: «Toscano è Stakanov, Occhiuzzi toccherà livelli non raggiunti da calciatore. Sul mercato...».

Toscano-Napoli contro Occhiuzzi-Moschella. No, non è soltanto una partita, e qui il fatto che sia un derby c’entra poco. Per tutti i tifosi rossoblù la partita di domani sera sarà un tuffo al cuore e nei ricordi, fra il 4-3 con l’Angri e il 2-0 col Bacoli. Da una parte il tecnico e il suo vice negli anni del doppio salto D-C1, dall’altra due degli artefici di quelle promozioni nel rettangolo verde. E dietro la scrivania c’era Massimiliano Mirabelli, che domani, giura, guarderà il derby senza tifare: «Non posso, non riuscirei: signifcherebbe andare o contro l’uno o contro l’altro, non è una cosa che posso fare».

Mirabelli, anche per lei un bel viaggio nel tempo…

«Sono quattro ragazzi che hanno segnato le nostre carriere. Michele Napoli era l’attaccante che portavo ovunque per vincere i campionati, poi si è aggiunto Moschella, infine sono arrivati Occhiuzzi e Toscano. Loro tre, addirittura, hanno giocato insieme e adesso il destino li ha messi contro in un derby che manca soltanto del pubblico».

Quattro mesi fa aveva detto che Occhiuzzi le ricordava Toscano in molti tratti: conferma?

«Roberto e Mimmo sono due maniaci del lavoro, stakanovisti fino al midollo. Tuttavia, penso che Occhiuzzi sia stato abilissimo a rubare un po’ a tutti gli allenatori che ha avuto, compreso Toscano, ma senza mai snaturare il proprio credo calcistico. Secondo me è stato proprio questo a renderlo un ottimo allenatore, la capacità di intercettare visivamente alcune cose per poi farle proprie».

Parliamo di mercato: come giudica l’operato di Taibi e Trinchera?

«Sia Reggina che Cosenza hanno sviluppato un ottimo mercato, certo con risorse e obiettivi diversi. La scelta dei rossoblù, da qualche anno a questa parte, è quella di guardare il bilancio. Stefano, come avevo detto già l’ultima volta, è un ottimo direttore sportivo e ha fatto un lavoro straordinario, mettendo su una squadra competitiva con possibilità economiche non illimitate».

E gli amaranto, invece?

«L’anno scorso hanno stravinto un campionato non semplice. Quest’anno il loro mercato è stato sontuoso, hanno preso anche giocatori di categorie superiori e hanno dichiarato subito di puntare alla promozione. Mi auguro che questo possa avvenire con tutto il cuore, sia per Mimmo sia per tutta la regione, ma attenzione: la Serie B è forse il campionato più complesso»

Intanto il calcio, causa pandemia, è cambiato: che idea si è fatto?

«L’argomento Covid è molto delicato: sono ignorante in materia e non mi esprimo, mi limito ad ascoltare chi ne sa più di me. Una cosa mi ha colpito: dei tanti calciatori positivi al tampone, nessuno si è dovuto fermare definitivamente. Guardate Ibra: fuori per Coronavirus, ha deciso il derby. A questo punto, vorrei lanciare una provocazione: perché non far stare le squadre in ritiro e far giocare anche i positivi?»

In che senso?

«Beh, se le squadre stanno in ritiro, l’unica problematica sarebbe il tampone prima di rientrare a casa dalle famiglie. Ma se i fisici dei calciatori riescono a reggere questo virus senza problemi, perché non farli giocare? Ripeto, si tratta di una provocazione»

Cosa pensa Mirabelli dell’assenza di pubblico e degli ingressi contingentati?

«Lì sono pienamente d’accordo su quello che hanno fatto. Forse si potrebbe sciogliere un po’ di più. Le faccio un esempio: il “Marulla” fa ventimila posti? Perfetto, almeno cinquemila persone potranno andare. Con questa pandemia dovremo convicere. La cosa che non dobbiamo mai pensare è una chiusura, non si può pensare a una cosa del genere»

Perché?

«L’industria calcio, per il Paese Italia, muove un’economia gigantesca. Puoi chiudere un’industria nella quale non ci sono stati problemi?»

Torniamo al calcio giocato. Che futuro immagina per Occhiuzzi?

«Roberto è talmente tanto giovane che ha davanti a sé una marea di possibilità. Facendo una battuta, i palcoscenici che non è riuscito a raggiungere da calciatore li vedrà come allenatore»

Il futuro di Mirabelli?

«Beh, il Covid non ci ha aiutato, però voglio rientrare nelle condizioni giust: se devo riprendere una poltrona dove non c’è progettualità e tanto per prenderla è inutile farlo. In questi mesi Sto usando tantissimo Wyscout e da lì mi tengo aggiornato sui tanti campionati. Quando tornerò in pista, sarò pronto»

Domandona finale: chi potrebbe essere la sorpresa di questa B?

«Fra quelli che conosco, credo Nino Sacko».

Mostra altro

Francesco La Luna

Francesco La Luna è nato a Cosenza nel 1993. Laureato in Lettere Classiche all'Università della Calabria nel 2016 con una tesi sul giornalismo di Vincenzo Padula, ha iniziato la propria carriera giornalistica nel 2013 con il portale online _Ottoetrenta_. Dal 2015 collabora con la redazione sportiva de _Il Quotidiano del Sud_. Dal 2016 al 2018 è stato Ufficio Stampa del Cosenza Calcio, poi ha frequentato il XIV biennio alla Scuola di Giornalismo di Perugia, durante il quale ha collaborato, da stagista, anche con _La Gazzetta dello Sport_. È vincitore della sesta edizione del premio "Tonino Carino" per la sezione giornalismo sportivo.

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina