giovedì,Febbraio 22 2024

Minacce e percosse verso la moglie ed i figli minorenni: arrestato

I carabinieri di Corigliano hanno arrestato un 29enne. Minacce e percosse alla sua famiglia. Ora si trova agli arresti domiciliari.

Minacce e percosse verso la moglie ed i figli minorenni: arrestato

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano hanno eseguito nei confronti di un coriglianese di 29 anni la misura cautelare detentiva degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura. Tutto aveva inizio con la denuncia della donna, nella quale la stessa aveva esposto una grave e perdurante situazione di maltrattamenti familiari da parte di suo marito, che a far data dal lontano 2009 aveva sottoposto lei ed i suoi due figli minorenni a periodiche offese, minacce, percosse e violenze fisiche.

Minacce e percosse, le indagini dei carabinieri

Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Corigliano Scalo hanno acclarato come fin dall’inizio della vita coniugale il 29enne, per futili motivi, fosse solito aggredire verbalmente e fisicamente la consorte, incurante che le sue condotte avvenissero davanti ai figli minorenni. In uno degli ultimi episodi è arrivato a colpirla al torace e causargli grossi lividi per farla rincasare, solo perché stava giocando con i propri figli in giardino. La stessa aveva da sempre taciuto questa continua sopraffazione, fino a quando nel settembre scorso, dopo l’ennesimo gesto di violenza immotivata verso la sua persona, aveva deciso di scappare di casa con i propri figli e denunciare il tutto ai Carabinieri. La donna si è anche rivolta ai centri antiviolenza, che sono riusciti a portarli al sicuro in una località protetta.

Sulla base dei fatti descritti e del grave impianto accusatorio, fondato non solo sulla denuncia della vittima, ma anche sui riscontri dei messaggi e video contenenti gravi minacce da parte dell’uomo verso la donna e sulle dichiarazioni testimoniali, il gip di Castrovillari ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari all’uomo, con l’obbligo di non comunicare con persone diverse da quelle conviventi, ritenendo la stessa l’unica «proporzionata sia alla presunta entità della pena da erogaresia all’entità dei fatti contestati» che evidenziano la pericolosità sociale dell’indagato, ricavabile dalla continuità e durata della condotta illecita.

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