domenica,Agosto 7 2022

Un Governo in stato confusionale che ora chiede aiuto al Parlamento

Il Governo tenta la via del terzo DPCM nel giro di qualche settimana per abbassare la curva dei contagi. In Calabria la situazione è critica.

Un Governo in stato confusionale che ora chiede aiuto al Parlamento

Che il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte fosse in stato confusionale, lo si era capito nelle ultime settimane, quando nel giro di una settimana ha emanato due DPCM che, allo stato dei fatti, non hanno portato nessun miglioramento della curva epidemica. D’altronde, le misure adottate erano “acqua fresca” per il coronavirus che, a differenza dei nostri politicanti, non va mai a dormire e si replica migliaia di volte al giorno in tutta Italia. Misure dunque inefficaci che ora saranno “corrette” da un nuovo DPCM che, così com’è stato presentato da Conte alla Camera dei Deputati, e a breve lo farà anche al Senato, lascia parecchie perplessità nel mondo scientifico.

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/videos/2698677660383678

Italia (e non solo) impreparata alla seconda ondata dei contagi

Questi mesi di pandemia, infatti, non hanno insegnato nulla a chi ci governa. Se nella prima ondata, quella da marzo a maggio, c’erano tantissime giustificazione per una malattia virale di cui non si conosceva granché, soprattutto come curarla e quali farmaci somministrare ai pazienti, oggi, che siamo nel clou della seconda ondata (attesa da tutti), ci troviamo di fronte a una situazione drammatica dal punto di vista della pressione ospedaliera. Ieri l’Ordine dei medici del Piemonte ha chiesto il lockdown nazionale, ma Conte (e anche il comitato tecnico-scientifico) sono orientati a fare un coprifuoco nazionale dalle 21, come vuole il Governo, e non dalle 18, come vorrebbero gli scienziati.

Covid, Italia in semi-lockdown: Conte firma il nuovo DPCM

Conte propone il coprifuoco dalle 21, “zone rosse” decise secondo l’indice Rt, chiusura dei centri commerciali nel week-end e DAD al 100% per le Superiori.

Rispetto al mese di marzo (e aprile), il vero problema di questa seconda ondata di contagi sono i ricoveri che si susseguono ogni giorno. Anche in questo campo, l’Italia si è fatta trovare impreparata mente gli altri Paesi, che hanno cercato di resistere il più possibile, si sono arresi applicando il lockdown, seppur in Francia e in Inghilterra le scuole e le università sono rimaste aperte. L’Italia invece manda a casa le scuole di secondo grado, tentenna sulle medie e lascia in classe Primaria e Infanzia. Sarebbe il caso di ragionare in prospettiva, ritenendo che ulteriori aumenti esponenziali dei casi Covid-19 porterebbero a una crescita (inevitabile) di ricoveri, con la speranza che siano contenuti i numeri delle Terapie Intensive.

Calabria rischia la “zona rossa”. Preoccupano Cosenza e Reggio Calabria

Altro argomento sul tavolo delle “trattative” tra Governo e regioni è quello delle chiusure delle “zone rosse”. E’ ormai risaputo che la Calabria rientra in questo elenco, avendo un indice Rt molto alto, causa un aumento esponenziale dei casi soprattutto nell’ultima settimana. Una situazione che peggiora nonostante coprifuoco, misure anti-contagio e altre disposizioni in materia di prevenzione da coronavirus. (CONTE ALLA CAMERA: ECCO IL VIDEO)

Le zone più critiche sono la provincia di Cosenza e quella di Reggio Calabria. Due territori fortemente violentati dal coronavirus. Basti pensare che solo ieri, e si spera che oggi i dati siano migliori, presso l’azienda ospedaliera di Cosenza c’erano 63 persone ricoverate, con un incremento di 9 ricoveri in più rispetto al giorno precedente. Come spiegato dall’azienda ospedaliera di Cosenza, attualmente, sono 70 i posti letto Covid all’Annunziata, mentre altri 10 si trovano al Covid center di Rossano, aperto da qualche giorno, con i trasferimenti di una parte degli ospiti della casa di cura per anziani di San Pietro in Guarano.

Il 25% dei posti attualmente occupati rientrano in pazienti residenti nel comune di Cosenza, mentre la percentuale scende al 22% se si tiene conto dei posti disponibili. Proprio la città dei bruzi è una zona particolarmente “attenzionata” dalle autorità sanitarie, visto che i contagi sono in crescita.

Conte si ricorda del Parlamento (e delle opposizioni)

Per evitare il patatrac governativo, il premier Conte oggi si è rivolto anche alle opposizioni che non hanno la minima intenzione di far cadere il Governo, trovandosi tra le mani una patata bollentissima da dover gestire. Oggi Salvini, Meloni e Berlusconi si limitano a proporre idee come forza di minoranza, ottenendo quantomeno il risultato di farsi ascoltare dal premier Conte che, rispetto ad altri DPCM, questa volta si è presentato alla Camere per cercare la più ampia condivisione delle misure restrittive.

Ultimo dettaglio, ma non meno importante degli altri, è quello sul coprifuoco alle 21. Vien da chiedersi allora perché una settimana fa il Governo Conte, disponendo la chiusura di bar e ristoranti alle 18, riteneva che il Covid-19 fosse pericoloso dalle 18.01 in poi e oggi torna indietro, dando la possibilità ai locali pubblici, dopo che sono state devastate diverse città italiane, di allungare l’attività lavorativa fino a un orario più consono alla ristorazione. In definitiva ci si augura che questo nuovo DPCM possa portare benefici agli italiani, ma c’è il rischio di ritrovarsi tra una settimana a scrivere di nuovo delle stesse cose. E, forse, sarà tremendamente tardi per uscire dalla crisi sanitaria, e, ovviamente, economica.

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