domenica,Agosto 7 2022

Asp di Cosenza nel mirino dell’ufficio di Sorveglianza di Catanzaro: il retroscena

Secondo l'ufficio di Sorveglianza di Catanzaro, l'Asp di Cosenza non ha gestito al meglio la situazione epidemiologica in tribunale.

Asp di Cosenza nel mirino dell’ufficio di Sorveglianza di Catanzaro: il retroscena

Incidente diplomatico, causa coronavirus, tra l’ufficio di Sorveglianza di Catanzaro e l’Asp di Cosenza. E’ noto, infatti, che l’ufficio di Sorveglianza di Cosenza nei giorni scorsi ha fatto registrare tre casi di Covid-19, riferiti a un magistrato e a due impiegati. Situazione che ha allarmato, ovviamente (e giustamente), gli uffici situati nel tribunale di Catanzaro, che ha il compito di rispondere alle istanze di scarcerazione che gli avvocati presentano per conto dei loro assistiti. Insomma, un presidio di legalità che deve poter garantire i diritti dei detenuti.

Tuttavia, l’ufficio di Sorveglianza di Catanzaro, in una nota inviata al presidente del tribunale di Cosenza, Maria Luisa Mingrone, al procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo, al presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, Vittorio Gallucci, al presidente della Camera Penale di Cosenza, Pietro Perugini e per conoscenza al presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, ha messo a conoscenza i suddetti organi di quanto avvenuto nei giorni scorsi in riferimento ai casi di positività riscontrati tra il quarto e quinto piano del Palazzo di Giustizia di Cosenza.

Nel mirino finisce l’Asp di Cosenza

Nel mirino dei magistrati finisce l’Asp di Cosenza, e in particolare il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Salute Pubblica che, secondo quanto ricostruito dall’ufficio di Sorveglianza di Cosenza, «dopo aver sottoposto a tampone tutto l’ufficio di Sorveglianza di Cosenza» non ha disposto «quarantene fiduciarie fino all’esito dei tamponi». Due giorni dopo, però, il Dipartimento di Prevenzione ha comunicato l’esito alle persone che avevano fatto il test rino-farinego. Il problema, tuttavia, nasce dal fatto che le due dipendenti, poi risultate positive, «erano già rientrate in servizio, creando, quindi, la possibilità dell’insorgenza di una seconda catena di contagi».

«Anche all’esito di queste ulteriori positività» il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Salute Pubblica dell’Asp di Cosenza, «(il quale ha ribadito che l’attività lavorativa doveva continuare con l’uso dei DPI), non ha ritenuto di dover disporre quarantene fiduciarie». Ma il 31 ottobre, nel tardo pomeriggio, l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro riceve la notizia di un ulteriore caso di positività, relativo a un dipendente dell’ufficio di Sorveglianza di Cosenza, «risultato negativo al tampone del 26 ottobre 2020», ma «per l’insorgenza di sintomi si è sottoposto a test rapido, che è risultato positivo ed il cui risultato è stato portato a conoscenza del Direttore di Cancelleria».

Nel documento si legge anche che, «sembra si possa affermare che presso l’ufficio di Sorveglianza di Cosenza vi è un vero e proprio focolaio, che rischia di sfuggire ad ogni controllo». Pertanto, l’ufficio di Sorveglianza di Catanzaro ha chiesto al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza di prendere in carico la situazione, fornendo «immediatamente» al responsabile dell’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro, «le istruzioni sul se e come l’attività dell’ufficio debba continuare».

Dipendenti della Sorveglianza in smart-working

Inoltre, l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro ha richiesto che vengano fatti di nuovi i tamponi nei tempi prescritti dalle linee guida, «trattandosi di ufficio giudiziario in questa fase peraltro in prima linea, in quanto deputato alla concessione delle varate misure “sfollacarceri”, indispensabili per limitare la diffusione dei contagi negli istituti penitenziari». Ad oggi, l’ufficio di Sorveglianza di Cosenza, come disposto da Catanzaro, ha «un mero presidio», avendo posto quasi tutti i dipendenti in smart-working. Infine, nei giorni scorsi il presidente del tribunale di Cosenza aveva disposto la sanificazione dei locali dell’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza.

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