SassaIOLE (la parola è un'arma)

Finale di “Ballando con le stelle” a ritmo di colpi di scena e cambi di passo

Gilles Rocca supera allo spareggio il favorito Daniele Scardina e vince un’edizione tribolata che ha dovuto fare i conti con il Covid-19. Dalla mutazione di Alessandra Mussolini agli errori della sempre perfetta Carlucci, cala il sipario sullo show del sabato sera

Ha regalato un crescendo emotivo degno di una finale di Champions League l’ultima puntata di “Ballando con le stelle”. Lo show del sabato sera di Raiuno – nell’edizione più tribolata ed entusiasmante della storia – si è congedato dai telespettatori (e dalle sfighe settimanali dell’anno di pandemia) non facendo mancare colpi di scena di quelli che uno s’aspetterebbe di fronte alla Juve che al novantesimo batte il Real Madrid. Un po’ come il sogno vissuto da Gilles Rocca, vincitore ufficiale di questa stagione conclamato dalla mega coppa alzata al cielo tra una serie di vincitori morali stile i cinquanta e dispari premi di consolazione a Sanremo. Ma che puntatona, e che patemi d’animo a ogni spareggio e contatore. Quando ormai Milly Carlucci era indecisa se chiedere l’allestimento di un ospedale da campo nei pressi dei camerini, i concorrenti sopravvissuti finalmente senza infortuni al taglio del traguardo le hanno fatto tirare un sospiro di sollievo.

Qualcun altro invece, leggi Selvaggia Lucarelli, più che un sospiro stava per tirare una scarpa a un “tribuno del popolo”, leggi Rossella Erra, colpevole di aver dato il tesoretto ad Alessandra Mussolini anziché a Daniele Scardina clamorosamente eliminato dal podio (e in parte ripagato dai premi speciali della giuria e dei social). In questo clima così tranquillo e senza tensioni di sorta si è quindi creata l’atmosfera “leggera” e “spensierata” tipica dello spettacolo di varietà basato su una gara per non ballerini che persino Costantino della Gherardesca giunto miracolosamente alla finalissima si era incaponito di voler vincere in base ai suoi giganteschi progressi quale ad esempio il fatto che adesso riesce a compiere un balzo in avanti senza schiacciare il tronco di Sara Di Vaira. Certo, Tullio Solenghi meritava di più e dalla sua esclusione si riprenderà giustamente nel 2025.

Fra le notizie di rilievo che resteranno negli annali della trasmissione, c’è che Alessandra Mussolini sulla pista ha subito una mutazione genetica. Per alcuni, addirittura, una specie di esorcismo a opera di Maykel Fonts: oggi, grazie a un casquè e a una presa in aria, la nipote di Sophya Loren entrando in una stanza non è più preceduta dal suo vecchio sguardo indemoniato ma dal sorriso dolce della fatina di una fiaba. Che paura! Riferendosi alla sua nemica “giurata” Lucarelli, l’ex parlamentare (diversi chili e vite fa) ospite a “Domenica in” dirà: “Si cambia Selvaggia, l’unica a non cambiare sei stata tu”. Meno male, perché avesse finito con l’andare d’accordo pure con lei oltre che con Fabio Canino sarebbe stato troppo. Una classica risposta piccata, la sua, per ribattere a quanto la stessa Lucarelli aveva ironicamente sottolineato: “Hanno ballato insieme una Mussolini e un Peron, la democrazia è salva”.

Incredibile resterà il percorso di Samuel Peron messo ai box dal covid a settembre (doveva essere partner di Rosalinda Celentano), e rimesso poi “in ballo” per il rotto della cuffia nella puntata finale per sostituire il collega Fonts positivo guarda caso al covid. Che storia. Tornando a come si è sviluppata questa “pacifica” finale, negli occhi impietriti del favoritissimo e super bravo Paolo Conticini arrivato al secondo posto, resterà per sempre riassunta la delusione dell’intero creato. Per non parlare della “felicità” sul volto di Elisa Isoardi, che ai nastri di partenza era data per vincitrice indiscussa dai bookmakers e pure da Antonella Clerici, mentre si è ritrovata a ritirare la medaglia del quarto posto ex aequo che pare abbia poi gettato dietro le quinte. Per dire quanto nessuno insomma ci tenesse a quel trofeo.

Ma questa scoppiettante edizione sarà ricordata soprattutto perché sua maestà la sovrana Milly Carlucci ha dimostrato di essere umana come possiamo esserlo noi quando ci sbecchiamo un’unghia. Ci voleva solo una pandemia in fondo. Fra una parola incespicata e un lancio al momento sbagliato, la presentatrice dal ritmo veloce e dall’eloquio impeccabile è scesa tra i comuni mortali dimostrando che si può essere perfette anche quando si sbaglia. Di più: Milly ha pure pianto. Le sue lacrime di commozione durante l’esibizione di Gilles Rocca nel ballo a sorpresa con la madre hanno benedetto il futuro campione come l’olio sacro che unse la regina Elisabetta il giorno dell’incoronazione. Tutto bello, fino alle parole del vincitore partito claudicante e passato dal sorpasso al trofeo: “Se non ci fossero le persone che ti amano le vittorie non avrebbero senso”. Insomma, fra sentimenti, un tot indefinito di tamponi, magnifiche rivelazioni e tulle che gridano vendetta, è calato il sipario sulla quindicesima edizione di “Ballando con le stelle”. Mentre non sparisce un dubbio in sospeso: ma che cosa ha patito quest’anno Guillermo Mariotto? Che gli sarà mai accaduto? Boh

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Iole Perito

Sono una giornalista di strada, oggi nella trincea politico-istituzionale. Ho sogni impossibili: condurre il Tg1, diventare inviata di guerra, imparare a cucinare. Fino al 2008 per dieci anni nella redazione di un quotidiano di carta stampata (La Provincia Cosentina) quando esisteva solo la carta stampata. Quindi radio, tv, un numero incalcolabile di interviste, conferenze, presentazioni di libri. Coraggiosa al punto da introdurre concertoni di Capodanno davanti a 50mila persone (che tradotto significa  ora chiamatemi per il concertone del primo maggio a Roma e volendo  restare umile anche per fare Sanremo). Il valore della libertà è la mia fede religiosa insieme al culto d’ogni giorno del rispetto verso gli altri. Disprezzo i mafiosi e quelli che hanno atteggiamenti mafiosi, non sopporto gli uomini che fischiettano. Il senso di giustizia me lo sento sulla pelle, tipo il caldo e il freddo. M’incanto a guardare i cieli mentre con le vetrine di scarpe ho smesso (ma non  lo posso giurare). Ho fame di vita, nella mia taglia 38. In estrema sintesi: una ragazza per sempre.

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