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Il caso dell’ospedale di Acri e la catena del comando ormai saltata

«Mentre la Regione aveva detto sì al trasferimento dei pazienti Covid nell'ospedale di Acri, la Bettelini trasferiva il personale sanitario».

Nella sanità cosentina si continua a procedere con totale inadeguatezza su vari fronti. Il più eclatante appare il “Caso Acri” dove il Sindaco, Pino Capalbo, con alto senso di responsabilità, nella riunione tenutasi a Roma presso il Ministero della Salute, ha chiesto – come già aveva fatto con nota ufficiale del 16 novembre – che l’Ospedale Sant’Angelo d’Acri fosse inserito nella rete covid con la realizzazione di 20 pl e 10 di terapia sub intensiva, adducendo una serie di motivazioni tra cui l’emergenza che sta intasando l’Hub di Cosenza. Accade che dopo qualche ora da quella riunione, il Delegato del Soggetto Attuatore per l’Emergenza Covid, dott. Antonio Belcastro, invii una propria nota con la quale, di fatto, conferma la fattibilità della proposta del Sindaco.

Ciò che stupisce, però, è l’atteggiamento dei vertici dell’Asp di Cosenza nella persona del commissario straordinario, Dott.ssa Bettelini, la quale, addirittura domenica scorsa, si è recata presso il nosocomio di Acri per un sopralluogo richiedendo le planimetrie per creare i percorsi ospedalieri. Una serie di elementi, dunque, lasciavano presagire, finalmente, una ritrovata ragionevolezza. Ma ci siamo illusi, perché nel frattempo quell’ospedale, che doveva ospitare pazienti covid e quindi sopperire alla carenza di posti letto ordinari, veniva interessato da trasferimenti di personale medico e infermieristico presso altri nosocomi. La confusione, dunque, regna sovrana perché – e lo diciamo da tempo – oltre all’inadeguatezza è saltata completamente la catena del comando per cui ci viene da chiedere che cosa ci sta a fare il delegato Belcastro se le sue disposizioni vengono puntualmente disattese? E cosa ci sta a fare il Presidente Spirlì se le sue ordinanze diventano carta straccia? (*consigliere regionale)

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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