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Cosenza, i Caraibi di Sueva: il diamante grezzo ha sconfitto il destino

«Stasera gioco», l'sms di Sueva al suo mentore Rosina dopo l'occhiolino di Occhiuzzi. Il golden boy del Cosenza ha la tempra di chi ne ha già viste tante e non vuole arrendersi nemmeno alle avversità del destino.

Un diamante grezzo. E’ sempre quello che si è pensato fin dall’inizio guardando le movenze di Gianluigi Sueva. Ieri il giovane calciatore classe 2001, dopo gli spezzoni contro Spal, Reggina, Lecce e Parma in Coppa Italia, ha esordito dal primo momento con la maglia del Cosenza nella trionfale trasferta di Ascoli. Il risultato sono stati 66 minuti di cose fatte tutte bene, o quasi. Fin quando i crampi, dovuti sia alla stanchezza, ma anche all’emozione per la sua prima da titolare, l’hanno fatta da padrone ed Occhiuzzi l’ha dovuto richiamare in panchina. Poco male perché prima Sueva ha fatto in tempo a: farsi ammonire, fornire un assist clamorosamente sprecato da Baez, entrare nell’azione del vantaggio dello stesso Baez, regalare un cioccolatino solo da spingere dentro a Gliozzi, fare ammonire un calciatore avversario e prendere tanti “bei” calcioni che gli hanno forse fatto rendere conto ancora di più, cosa vuol dire giocare a quei livelli. Finalmente un prodotto del settore giovanile del Cosenza, protagonista in prima squadra. Lo aspettavamo tutti con ansia.

A 8 ANNI GLI CAMBIA LA VITA

La storia del ragazzo di Cittadella del Capo, popolosa frazione marittima del comune di Bonifati, è molto particolare. Nasce all’ospedale di Cetraro il giorno di capodanno del 2001. Il padre, Angelo, è un commerciante con la passione per la pesca. La mamma, Ruleysa, invece è della Repubblica Dominicana. In Gianluigi scorre sangue caraibico come si nota tranquillamente anche dal suo fisico e dalla sua carnagione. La vita però non è tutta rosa e fiori e dopo pochi anni presenta un conto salatissimo al piccolo Gianluigi. Nel 2009 il papà Angelo, grandissimo appassionato di pesca come tutta la sua famiglia, si trova sulla sua piccola imbarcazione in alto mare. Ha un malore e purtroppo non riesce a tornare a riva. Il destino è lì ed in un attimo tutto cambia. Perché da un giorno all’altro il padre non c’è più ed a soli 8 anni Gianluigi diventa il capo famiglia. C’è da pensare non solo alla mamma, ma anche ai suoi due fratellini, Francesco ed Ottavio, con i quali ha da sempre un rapporto viscerale.

SOTTO IL SEGNO DI ROSINA

Il calcio comincia ad entrare nella sua vita ed a riempire le sue giornate fin da piccolissimo. Si iscrive alla scuola calcio di Alessandro Rosina, altro ex calciatore originario di Cittadella del Capo che non ha nemmeno bisogno di presentazioni. Il talento e la passione di Sueva per il pallone si notano da lontano un miglio. Gianluigi viene preso sotto l’egida protezione di Fabrizio Rosina, fratello dell’ex calciatore del Torino che negli anni è sempre stato una sorta di fratello maggiore oltreché l’ attuale procuratore del numero 79 del Cosenza. Calcisticamente viene affidato agli insegnamenti dei mister Aldo e Domenico Antonucci, due specialisti per la crescita dei giovani talenti. I miglioramenti sono netti e nell’estate del 2014 il Cosenza mette le mani sull’allora tredicenne che in quegli anni stravede per Neymar. L’intuizione è quella di Enzo Patania, allora responsabile del settore giovanile dei lupi. Il passaggio da Cittadella del Capo a Cosenza non è però molto semplice. Gianluigi infatti, nonostante il potenziale importante che si nota fin da subito e che lo fa passare in poco tempo dalla formazione Under 15, alla formazione Under 17 allenata già da Occhiuzzi, lega poco con la città.

CITTADELLA DEL CAPO CAPUT MUNDI

Il suo centro del mondo è Cittadella del Capo, il suo piccolo borgo sul Tirreno, i suoi amici, le sue cose ed ovviamente la sua famiglia. Messa sempre al centro di ogni suo pensiero. Come se sentisse già da piccolissimo la responsabilità di far sì che vada tutto bene per la mamma e per i fratelli. Capita spesso e volentieri che Gianluigi si alleni a Cosenza nel primo pomeriggio ed anziché rientrare negli spogliatoi, corra alla stazione di Vaglio Lise senza nemmeno cambiarsi, prenda il primo treno, torni a Cittadella del Capo dove ad attenderlo ci sono i suoi amici che hanno magari organizzato una partitella sul lungomare. C’è da migliorare tanto sotto questo punto di vista. Forse nemmeno lui capisce il potenziale che madre natura gli ha messo a disposizione. Occhiuzzi in campo lo tartassa. Stesse origine altotirreniche, stesso ruolo. Ammetterà in una conferenza stampa recente, dopo il derby con la Reggina, che calcisticamente si rivede in lui e molto probabilmente già da allora il pensiero è quello. Il lavoro che si fa sul ragazzo è soprattutto mentale. Fabrizio Rosina non lo lascia un attimo. Gli mettono in testa che sì, lui il calciatore lo può fare per davvero. Il Cosenza gli propone di trasferirsi in città insieme a tutta la famiglia, ma il tentativo non andrà a buon fine.

LA CONSACRAZIONE DI SUEVA LO SCORSO ANNO

Però in campo i risultati iniziano ad arrivare. Viene convocato con le rappresentative nazionali Under 17 di Serie C e segna pure. Lo aggregano alla prima squadra già tre anni fa, l’anno della cavalcata ai play-off. Inizia la spola tra Primavera ed allenamenti con i grandi. Nel 2018/2019 fa 14 presenze e 5 gol con la Primavera di De Angelis. Ma la consacrazione definita arriva la scorsa stagione. Sueva è l’attaccante titolare della formazione Primavera allenata questa volta da Ferraro. I gol messi a segno sono 11 in 16 presenze. Iniziano ad accorgersi di lui in molti. Ci provano sia il Napoli che il Torino. I due stage organizzati vanno bene, ma non si trova l’accordo con il Cosenza. Sueva dopo il lokcdown è ormai aggregato stabilmente alla prima squadra.

IN 4 MESI DA “E’ BRUTTO ESORDIRE COSI” A “STASERA GIOCHI”

Ma l’esordio non arriva. Lo sfiora a La Spezia. Ma in quella brutta serata, in quel brutto 5-1, Occhiuzzi preferisce non farlo debuttare giusto per dargli il contentino: «E’ brutto esordire oggi». Sueva ci rimane male ma continua a lavorare sodo. Sempre con Fabrizio Rosina a rassicurarlo ed a dargli tranquillità. La testa è diversa e le prosettive cambiano quest’estate già nel ritiro. Occhiuzzi gli comunica che farà parte della rosa su cui puntare. Lui sceglie la 79 in onore della mamma Ruleysa nata in quell’anno. A Ferrara, contro la Spal, quando c’è da rimontare un gol, Occhiuzzi non ci pensa su due volte e lo fa esordire. Giocherà anche nel convulso finale di Reggio Calabria e contro il Lecce. Non si vedrà per un po’ fino agli ultimi minuti contro il Parma in Coppa Italia. Ieri a sorpresa la maglia da titolare. Nel primo pomeriggo Occhiuzzi gli comunica che sarebbe toccato a lui contro l’Ascoli. Il cuore batte forte La prima chiamata proprio a Fabrizio Rosina: «Stasera gioco». «Vai tranquillo, fai le cose semplici ed andrà tutto bene». Il resto è cronaca.

SUEVA, LA CONFERMA E GLI OBIETTIVI

Adesso però viene il bello. Bisogna confermarsi. Con il lavoro e volando sempre bassi. Perché gli obiettivi in campo (un contratto vero, visto che per ora ha solo un precontratto a cifre bassissime) e fuori dal campo (il diploma dopo la patente magari…) restano tanti. Il primo passo è stato fatto. Ora dipende davvero tutto da lui. Il diamante forse non è più grezzo come prima.

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Alessandro Storino

Sono nato a Cetraro nel 1983, dove vivo ancora oggi. Maturità scientifica e studi universitari lasciati a metà in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato per anni con le maggiori testate giornalistiche locali (La Provincia, Calabria Ora, Il Quotidiano della Calabria). In passato ho collaborato con Gianluca Di Marzio e diversi siti nazionali che si occupano di calcio. Radiocronista per diletto. Sono terribilmente affascinato dallo storytelling sportivo. Con Cosenza Channel dal 2015. Mi occupo principalmente del calcio dilettantistico della nostra provincia. Nella vita di tutti i giorni sono un impiegato amministrativo. Sposato con Federica e papà di due splendide bambine: Giulia e Sofia.

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