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Riesame Catanzaro dissequestra alcuni beni finiti nel mirino della Dda

I giudici del Riesame di Catanzaro hanno accolto la richiesta di dissequestro avanzata da un'imprenditrice di Cosenza: ecco i dettagli.

Riesame Catanzaro dissequestra alcuni beni finiti nel mirino della Dda

Il tribunale del Riesame di Catanzaro, all’esito dell’udienza camerale svoltasi lo scorso 17 dicembre, ha sciolto la riserva sul ricorso presentato da un’imprenditrice di Cosenza, A. F., che nelle scorse settimane aveva subito il sequestro dei beni su ordine del gip di Catanzaro, che a sua volta aveva accolto la richiesta della Dda di Catanzaro.

La vicenda giudiziaria in questione trae origine dall’inchiesta “Testa di Serpente”, scattata quasi un anno fa. Si tratta di un’indagine antimafia su usura ed estorsione che aveva colpito due gruppi criminali distinti. Tra le persone finite in carcere c’era Carlo Drago, accusato del reato di usura. La Dda di Catanzaro ritiene che la compagna abbia tratto profitto dalla presunta attività illecita del compagno e per questo motivo aveva ottenuto il sequestro preventivo di un appartamento e alcuni terreni.

Il Riesame di Catanzaro, tuttavia, ha accolto le istanze difensive presentate dall’avvocato Francesco Santelli, difensore della donna, che non risulta comunque indagata. Così i giudici hanno restituito i beni sequestrati alla signora cosentina che ha dimostrato come tutto il patrimonio derivasse dall’attività lecita svolta fino ad oggi.

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