giovedì,Maggio 30 2024

Il presidente dei presidi italiani: «La vita degli studenti sarà sconvolta…»

«Se si fossero tenute in maggior conto le esigenze degli studenti non avremmo queste proteste» sostiene il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp), Antonello Giannelli, in un’intervista al Corriere della Sera. «Si fanno pagare solo alla scuola la rigidità e i ritardi nell’adeguamento del sistema dei trasporti. Si sarebbe potuto

Il presidente dei presidi italiani: «La vita degli studenti sarà sconvolta…»

«Se si fossero tenute in maggior conto le esigenze degli studenti non avremmo queste proteste» sostiene il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp), Antonello Giannelli, in un’intervista al Corriere della Sera.

«Si fanno pagare solo alla scuola la rigidità e i ritardi nell’adeguamento del sistema dei trasporti. Si sarebbe potuto scaglionare l’orario di inizio delle altre attività» afferma Giannelli, in quanto «la metà degli studenti italiani delle scuole superiori frequenta un istituto tecnico o un professionale: sono almeno 6 ore al giorno. L’organizzazione della loro vita sarà sconvolta. Escono alle 16.30, senza aver mangiato, prendono un bus o un treno, arrivano a casa affamati alle sei di sera. A che ora faranno i compiti? Alle 21…», sottolinea Giannelli. «La didattica dovrà tenere conto del cambio di orario. Compiti, direi che ce ne potranno essere pochi. Se si fosse rimasti su un doppio turno tra le 8 e le 9, questi problemi si sarebbero potuti risolvere. Tutti vogliamo che la scuola torni in presenza, ma è sbagliato far pagare questo prezzo. I presidi dovranno trovare soluzioni che non scontentino nessuno. Sarebbe stato meglio non arrivare qui».

Infine, Giannelli evidenzia che la situazione attuale «così non va. Dicono tutti che la scuola è centrale, è la casa degli italiani, è importante ma quando è ora di decidere come cambiare la scuola per adattarla all’emergenza del Covid, nessuno sente la necessità di ascoltare il mondo della scuola, di capire quali sono le esigenze degli adolescenti».

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