lunedì,Agosto 15 2022

Aieta: “Stop all’idea di essere anche Ministri, senza un faticoso percorso alle spalle”

* di Giuseppe Aieta, Consigliere Regionale Oggi la stampa nazionale ci offre il meglio di sé attraverso le più prestigiose firme di analisti ed intellettuali.Di lunedì è sempre così. Leggere qualche spunto aiuta ad orientarsi nella complicata fase politica che stiamo vivendo. Lo stereotipo secondo cui è finita la politica dopo la caduta del Governo,

Aieta: “Stop all’idea di essere anche Ministri, senza un faticoso percorso alle spalle”

* di Giuseppe Aieta, Consigliere Regionale


Oggi la stampa nazionale ci offre il meglio di sé attraverso le più prestigiose firme di analisti ed intellettuali.Di lunedì è sempre così. Leggere qualche spunto aiuta ad orientarsi nella complicata fase politica che stiamo vivendo. Lo stereotipo secondo cui è finita la politica dopo la caduta del Governo, sembra affievolirsi a fronte della consapevolezza che quella politica era pervasa da incompetenza con molti dei protagonisti che non avevano mai frequentato neanche un Consiglio comunale e che si sono ritrovati Ministri per di più in una fase drammatica che avrebbe richiesto “Visione” che è, appunto, la capacità di vedere prima ciò che potrebbe accadere dopo.

Il punto vero è la selezione della classe dirigente che in questi anni è avvenuta attraverso la pancia di un Paese a cui è mancato un vero riferimento riformista troppo spesso allineato e nascosto per paura di perdere consensi. C’è voluto un Presidente della Repubblica formatosi alla scuola dei partiti e, quindi, del ragionamento e non della pancia, per mettervi un punto individuando un uomo di visione come Mario Draghi abituato alla fatica della mediazione e del compromesso virtuoso tra le cancellerie più ostiche d’Europa.

Da Valdo Spini su “La Repubblica”, a Giuseppe De Rita su “Il Corriere della Sera”, senza dimenticare Massimo Cacciari su “La Stampa” o Angelo Panebianco sempre su “Il Corriere della Sera”, solo per fare qualche esempio. Tutti hanno lo stesso punto di vista su quello che è stato e quello che sarà da oggi in avanti.

Insomma, la prima percezione che si ha, è relativa al ritrovato “gusto” di tornare ad occuparsi di politica, di leggere i giornali, di guardare gli approfondimenti in tv, di discutere con gli amici, di confrontarsi con gli amministratori locali. Non era per nulla scontato.

Si ha l’impressione che quella inaccettabile idea, per cui si può pensare di diventare addirittura Ministro della Repubblica senza un faticoso percorso alle spalle, sembra finalmente giunta al termine. Abbiamo avuto l’impressione che si corresse a fari spenti nella notte rasentando il precipizio. Sergio Mattarella ha ripristinato l’ordine, ha acceso le luci ed ha salvato la coscienza di una classe dirigente senza sale che, come avrebbe detto mia nonna, è risultata troppo spesso sciapita.

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