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Irreperibile per i giudici, ma ora ottiene la revisione del giudicato: la sentenza

Un imprenditore di Cosenza ottiene la revisione del giudicato a distanza di anni dalla sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta.

Nella mattinata di oggi, la Corte di Appello di Catanzaro, investita dal ricorso per la revisione del giudicato, ha accolto le motivazioni presentate dall’avvocato Francesco Acciardi in favore del proprio assistito e ha annullato la sentenza di condanna divenuta irrevocabile alla pena di 3 anni e tre mesi di reclusione, nonostante il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro ne avesse richiesto l’inammissibilità. 

Quando nasce la vicenda processuale

La vicenda trae origine dalla condanna emessa dal tribunale di Cosenza, in composizione collegiale, per il reato di bancarotta fraudolenta comminata all’amministratore unico della società “Sea Village S.r.L”. La Procura della Repubblica di Cosenza, difatti, aveva contestato la condotta illecita all’amministratore della suddetta società poiché a parere della pubblica accusa lo stesso aveva distratto dal patrimonio aziendale beni costituenti immobilizzazioni materiali per un importo pari ad euro 20.317 euro ed inoltre aveva sottratto i libri contabili e le altre scritture contabili della suindicata società. 

Imputato processato da irreperibile

Tuttavia, sia il Tribunale di Cosenza che la Corte di Appello di Catanzaro hanno processato e condannato l’imputato da irreperibile, senza applicare la normativa vigente all’epoca della celebrazione della prima udienza del giudizio di primo grado e successivamente nel giudizio di appello. Specificatamente, il 7 maggio del 2015 l’imputato veniva dichiarato irreperibile in fase di indagini preliminari, previe ricerche esperite su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza il 3 dicembre del 2014 di conseguenza, al termine delle indagini preliminari, veniva notificato al difensore d’ufficio, nominato in sede di 415 bis c.p.p., il decreto di fissazione dell’udienza preliminare per l’udienza del 14 ottobre del 2015, unitamente alla richiesta di rinvio a giudizio. All’udienza del 18 novembre 2015, il giudice dell’udienza preliminare, a seguito della discussione delle parti, emetteva il decreto che disponeva il giudizio dinnanzi ai Collegio presso il Tribunale di Cosenza. 

Nel 2016 la prima sentenza di condanna

Il processo di primo grado si concludeva il 10 novembre 2016 all’esito del quale l’imputato veniva dichiarato colpevole del reato di bancarotta fraudolenta e condannato alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione oltre la pena accessoria di 10 anni dell’interdizione dall’esercizio d’impresa, condanna poi confermata dalla Corte di Appello il 13 giugno del 2019 che aveva rideterminato la pena accessoria dell’interdizione a 3 anni.

Condanna notificata in Inghilterra

L’imputato, dunque, veniva giudicato e condannato da irreperibile nei diversi gradi di giudizio in chiara violazione del diritto di difesa e nello specifico in violazione della legge processuale di cui all’art. 420 quater comma 2 e 420 quinquies c.p.p. già vigente all’epoca della celebrazione del processo che impone la sospensione del procedimento nell’ipotesi di imputato irreperibile.

L’imputato veniva a conoscenza del procedimento penale celebratosi nei suoi confronti e di conseguenza della sentenza di condanna ad anni tre mesi tre di reclusione solo a seguito di notifica a quest’ultimo in Inghilterra, dell’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso nell’ambito del procedimento di esecuzione dalla Procura della Repubblica presso II Tribunale di Cosenza. 

Nullo l’intero procedimento penale

L’imputato, infatti si era regolarmente trasferito in Inghilterra già dal 2018. Il difensore ha dunque proposto ricorso per la revisione del giudicato dinnanzi la Corte di Appello di Catanzaro richiedendo la nullità dell’intero procedimento penale celebratosi nei confronti del proprio assistito e del quale procedimento l’imputato non ha mai avuto conoscenza per sua incolpevole condotta.

La Corte di Appello di Catanzaro, seconda sezione penale, in totale accoglimento dei motivi presentati dal difensore ha annullato la sentenza irrevocabile emessa dal Tribunale di Cosenza e l’ordine di esecuzione emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza, disponendo la trasmissione degli atti al giudice di primo grado per la celebrazione di un nuovo processo. Termina così un incubo per l’imprenditore che potrà finalmente difendersi nel processo che sarà celebrato nuovamente presso il Tribunale di Cosenza. 

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