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Manfredini, Cosenza-Chievo al contrario: «Segnai ai Lupi, ma al San Vito ho lasciato il cuore»

Manfredini, doppio ex, torna sulla sua esperienza da calciatore: «A Verona mi consacrai, a Cosenza gente splendida. Che gol mi annullarono a Genova!».

Un cuore diviso a metà. Da una parte Cosenza, dall’altra il Chievo. Cristian Manfredini è stato un pezzo di storia per entrambe le squadre. «Forse pendo un po’ di più per il Chievo – scherza al telefono – ma quell’annata lì in rossoblù mi ha permesso di farmi conoscere al grande pubblico. Fu una stagione fantastica soprattutto per le relazioni umane che riuscii ad intessere». Dopo l’ultima esperienza al Bassano, adesso l’ex esterno è a casa, senza pensieri, in attesa di una prossima chiamata.

Manfredini, lei vivrà da doppio ex questa sfida. Che partita sarà?

«Eh, risposta difficile. Le due squadre vengono da periodi non felicissimi, anche se il Chievo ha dalla sua una classifica che permette ancora un po’ di serenità rispetto al Cosenza. Prego con tutto il cuore che nessuna delle due perda punti per strada, anzi, spero che entrambe raggiungano i propri obiettivi stagionali».

A proposito di obiettivi stagionali, lei visse da protagonista un altra sfida fra le due compagini: quella del Bentegodi nel 2001…

«Come potrei dimenticarla, era una partita decisiva per la promozione. A quel punto della stagione, chi vinceva staccava il biglietto per la Serie A e tanti saluti alle altre contendenti. Andò in vantaggio il Cosenza a un quarto d’ora dalla fine, mi pare, e due minuti dopo segnai il pareggio. Poi vincemmo, fece gol… De Cesare».

Lei andò in A, il Cosenza rimase in B. E lei spiccò il volo.

«Non so neanche se quel Chievo fosse adatto a fare ciò che fece, ma fatto sta che arrivammo in zona Europa. Ci divertivamo, giocavamo bene: non avevamo fuoriclasse, questo no, ma ottimi giocatori che avrebbero potuto fare bene in altre squadre sì. E se hai una buona organizzazione, una buona idea, allora fai bene».

Torniamo alla sua esperienza in rossoblù: ricorda di un certo gol annullato a Genova?

«Mamma mia, sì! Feci tutto io, saltai praticamente mezza squadra e poi la passai a Tatti che era messo meglio di me. Il guardalinee annullò per fuorigioco, ma cos’avevo inventato… Devo avere anche il video da qualche parte, ma non ne avrei bisogno: ora che ne abbiamo parlato, ce l’ho nitidamente fotografato in testa».

E che annata fu quella ai piedi della Sila?

«Ribadisco, bellissima soprattutto da un punto di vista umano. L’anno scorso, per dirle, ho incontrato il magazziniere dell’epoca (Franco Venuto, ndr) che porta il nipote al centro federale per gli allenamenti. Lui pensava che non mi ricordassi… Ma come puoi dimenticare persone così belle? Stessa cosa mi accadde con Peppuccio Pagliuso, lo incontrai un po’ di tempo fa e ci fermammo a chiacchierare per lungo tempo».

Manfredini, un pronostico in chiusura? Ce lo fa?

«Ribadisco: vorrei che entrambe le squadre portino a casa punti. Non mi faccia dire altro, per favore: sono due formazioni che amo».

Francesco La Luna

Francesco La Luna è nato a Cosenza nel 1993. Laureato in Lettere Classiche all'Università della Calabria nel 2016 con una tesi sul giornalismo di Vincenzo Padula, ha iniziato la propria carriera giornalistica nel 2013 con il portale online _Ottoetrenta_. Dal 2015 collabora con la redazione sportiva de _Il Quotidiano del Sud_. Dal 2016 al 2018 è stato Ufficio Stampa del Cosenza Calcio, poi ha frequentato il XIV biennio alla Scuola di Giornalismo di Perugia, durante il quale ha collaborato, da stagista, anche con _La Gazzetta dello Sport_. È vincitore della sesta edizione del premio "Tonino Carino" per la sezione giornalismo sportivo.

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