Sostenibilità

Il vademecum green amico del Pianeta

Spesa senza sprechi, consumi in casa contenuti e pulizie green. Il Wwf Italia mette a disposizione eco-consigli salva clima per tutti quelli che vogliono fare la loro parte per contenere gli effetti negativi delle nostre abitudini quotidiane sulla salute del Pianeta.  

D’altro canto gli italiani sono consapevoli dei problemi ambientali. Secondo il Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes, più di un quarto degli italiani (26,6%) considera il riscaldamento globale il problema più urgente relativo all’ambiente. A seguire, la gestione dei rifiuti (20,7%), l’inquinamento atmosferico (16,4%), il dissesto idrogeologico (11,3%) e il problema energetico (11,2%). Solo una minima parte considera non gravi i problemi ambientali (5,4%).  

C’è la consapevolezza, dunque, e anche la disponibilità a mettere in atto buone pratiche. Per più di un terzo del campione (34,7%) della rilevazione Eurispes, ridurre i consumi quotidiani per limitare il riscaldamento terrestre è un comportamento giusto; un altro terzo (33,2%) crede possa servire se lo fanno in tanti tutti i giorni. L’ultimo terzo si divide tra chi crede sia un problema troppo grande da risolvere (17%), chi è poco disposto a cambiare le proprie abitudini (9,7%) e chi crede non serva a niente (5,4%). 

Ecco quindi alcuni degli ‘ecotips’, suggerimenti green per uno stile di vita ecosostenibile amico dell’ambiente, elaborati dal Wwf Italia.  

Privilegiare prodotti locali e di stagione, mangiare più cereali, legumi, ortaggi e frutta che carne, prediligere prodotti provenienti da agricoltura biologica, scegliere il pesce giusto, consumando pesce adulto e specie meno conosciute, mangiare cibi sani e nutrienti e ridurre al minimo gli alimenti eccessivamente trasformati, diversificare la dieta, ridurre gli sprechi. Tra le dritte per evitare il food waste: pianificare la spesa con una lista degli acquisti, conservare in modo corretto gli alimenti (in frigorifero, quando serve e nel corretto ripiano), gestire le porzioni a tavola e conservare gli avanzi.  

Per ottimizzare i consumi domestici di energia, oltre a spegnere la luce e a scegliere elettrodomestici ad alta efficienza energetica, il Wwf suggerisce: cucinare con il Sole, costruendo un forno solare; utilizzare i cestelli a vapore impilati su altre pentole in uso per cuocere altri ingredienti; utilizzare il forno a microonde in alternativa al forno tutte le volte che è possibile. 

In bagno chiudere il rubinetto mentre ci si insapona le mani, lo stesso per denti e barba. Si risparmiano almeno 6 litri d’acqua al minuto. Preferire, nell’igiene quotidiana, docce rapide (considerando che si consumano almeno 10 litri al minuto) all’uso della vasca, e i suoi 150 litri per riempirla. Con gli elettrodomestici effettuare lavaggi a pieno carico per lavatrice e lavastoviglie, si risparmiano acqua, energia e quindi denaro (fino a 30 euro all’anno ed emissioni ridotte del 50%). Evitare il prelavaggio; pulire guarnizioni e filtri; usare cicli rapidi e a basse temperature. Il frigorifero va collocato nella parte più fresca della cucina, lontano da fonti di calore (dai fornelli, dal forno) e ad almeno 5 cm dal muro. Attenzione al termostato: impostare temperature sotto i 4°C non giova alla conservazione degli alimenti e aumenta il consumo energetico.  

Il Wwf suggerisce di evitare insetticidi, disinfettanti, battericidi, dannosi per noi e l’ambiente. Pochi saponi, solo ecologici, e tanti rimedi tradizionali come aceto, limone e bicarbonato.  

Per differenziare al meglio la plastica, ridurre correttamente il volume degli imballaggi, appiattendo per esempio le bottiglie orizzontalmente, e non mettere gli imballaggi uno dentro l’altro. Il lavaggio dei contenitori per eliminare eventuali residui di prodotto non è necessario, basta svuotarli da residui principali. Biro, pennarelli, giocattoli, ecc… non sono imballaggi e quindi non vanno nella raccolta differenziata.  

Per quanto riguarda il vetro, solo bottiglie e vasetti vanno nella raccolta dedicata. Occorre togliere tutto quello che è facilmente asportabile: tappi, collarini, etichette non incollate. Tutti quegli oggetti in vetro che non sono imballaggi (bicchieri, piatti, ciotole) devono essere conferiti nell’indifferenziata. Grandi lastre o specchi vanno all’isola ecologica. Cristallo, pyrex, ceramica e porcellana non vanno nella raccolta del vetro. Lampade, lampadine e neon sono Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettrici ed Elettronici) e vanno conferiti all’isola ecologica o nei negozi che effettuano la raccolta.  

Con carta e cartone si riciclano giornali, riviste, libri, quaderni, scatole di prodotti alimentari e imballaggi in cartone (piegati e schiacciati). Vanno nella carta (ma dipende dal Comune) i poliaccoppiati (Tetra pak, brik del latte e del succo di frutta), privati delle parti in plastica.  

“La diffusione del contagio da Covid-19 ha determinato, per motivi sanitari, il ricorso massiccio alla plastica monouso quale difesa dal virus (dai dispositivi di protezione individuale, agli imballaggi alimentari, al divieto di uso nei food service di contenitori riutilizzabili in favore dell’usa e getta). Queste misure preventive hanno messo un freno ai recenti progressi fatti in materia di sostenibilità e gestione dei rifiuti da parte anche dei cittadini”, sottolinea all’Adnkronos Eva Alessi, responsabile consumi sostenibili e risorse naturali del Wwf Italia.  

Inoltre “la pandemia ha stimolato l’aumento degli acquisti online e con esso degli imballaggi plastici dei prodotti. Le richieste di servizi di consegna di cibo, per esempio, sono aumentate fino al 50%, a seconda dell’azienda: la presenza di imballaggi protettivi aumenta la fiducia delle persone nella sicurezza del proprio pasto. Non solo on line, anche al supermercato. L’emergenza sanitaria legata al Covid ha peggiorato il quadro, confondendo i consumatori sulla presunta maggiore sicurezza delle confezioni in plastica rispetto allo sfuso”. E “ciò che si è dimostrato spesso necessario per la tutela della nostra salute ha avuto però un caro prezzo. E a pagarlo è stato l’ambiente”.  

Da qui l’invito “a riacquistare fiducia verso i prodotti sfusi e abbandonare quando possibile quelli confezionati” e nel fare acquisti on line a privilegiare “quelle aziende che minimizzano gli imballaggi di consegna, usano materiali riciclati e/o facilmente riciclabili”.  

Più in generale, per la plastica (e per tutti i materiali, inclusi vetro, carta e cartone e metalli) che portiamo in casa è fondamentale fare la racconta differenziata.  

Fonte: AdnKronos

Redazione Cosenza Channel

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