lunedì,Giugno 27 2022

Estorsione, droga e incendi: pesante condanna per Giuseppe Lo Fiego

Condannato in primo grado Giuseppe Lo Fiego: per lui oltre 8 anni di carcere. Va decisamente meglio a Salmena. Ecco la sentenza nel dettaglio

Estorsione, droga e incendi: pesante condanna per Giuseppe Lo Fiego

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Castrovillari, Biagio Politano, ha condannato Giuseppe Lo Fiego alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione (e 3400 euro di multa) per i reati a lui ascritti nell’ambito di una operazione anti-criminalità condotta dai carabinieri della Compagnia di Corigliano nei comune di Trebisacce e Cassano all’Ionio. L’imputato ha scelto il rito abbreviato.

Condanna, seppur il gup non abbia accolto in toto le richieste della procura di Castrovillari, anche per Federico Salmena, che ha ottenuto la riqualificazione giuridica del reato contestato dai pm. In questo caso, il gup Politano ha inflitto un anno e 3 mesi di carcere (e 1.500 euro di multa) a fronte di una richiesta di 4 anni. Per Lo Fiego, invece, la procura di Castrovillari aveva chiesto 10 anni di reclusione. Giuseppe Lo Fiego è difeso dall’avvocato Michele Donadio, mentre Federico Salmena è assistito dal penalista, Antonio Ingrosso.

Le indagini

Secondo l’accusa, Lo Fiego, attraverso una rete di fidati complici ed, in particolare, della “manodopera” criminale di un ragazzo 17enne, avrebbe posto in essere ritorsioni di varia natura, creando un clima di terrore e sopraffazione in quel territorio mediante la consumazione di incendi ed altri reati. Come documentato nel corso dell’indagine, proprio un minore, nel rivolgersi ad una delle vittime, si sarebbe vantato di amicizie con pregiudicati di spessore, dicendo «io ho amici che hanno i mitra e vi faccio a pezzettini» e, nel fare riferimento a Lo Fiego e agli altri complici, in un’altra occasione affermava che «a Trebisacce comandano loro».

La sensazione di protezione avuta da Lo Fiego avrebbe generato nel minore una sorta di libertà nel delinquere, anche al di fuori degli “ordini” del capo: il giovane infatti si sarebbe reso, tra l’altro, responsabile dell’incendio delle vetture di un commerciante e di una collaboratrice scolastica, nonché di un furto in appartamento nello stesso centro urbano, come documentato dai carabinieri a seguito dell’acquisizione di filmati di videosorveglianza e di una perquisizione in casa del minore che si è conclusa con il rinvenimento di alcuni indumenti utilizzati durante il furto.

Il ruolo di Salmena

Federico Salmena e un altro imputato, che ha scelto il rito ordinario, si sarebbero resi responsabili anche della detenzione e plurimi episodi di cessione di sostanze stupefacenti a tossicodipendenti del luogo, come riscontrato nel corso di una attività condotta dai carabinieri di Trebisacce che ha portato anche all’arresto di una persona dello stesso centro.

Articoli correlati