domenica,Luglio 3 2022

“Kossa”, Forastefano rimane in carcere (ma cadono diversi capi d’accusa)

Pasquale Forastefano, presunto reggente dell'omonimo clan di Cassano all'Ionio, rimane in carcere ma cadono quattro capi d'imputazione.

“Kossa”, Forastefano rimane in carcere (ma cadono diversi capi d’accusa)

Il tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato la custodia cautelare in carcere per Pasquale Forastefano, ma sono caduti diversi capi d’accusa, contestati dalla Dda di Catanzaro. Nello specifico, si tratta dell’inchiesta “Kossa” che, nel mese di febbraio, ha portato all’arresto di alcuni presunti esponenti del clan Forastefano di Cassano all’Ionio, interessati a diverse aziende della Sibaritide. La Squadra Mobile di Cosenza infatti ritiene che le società erano state intestate fittiziamente ad altri soggetti, ma riconducibili a livello patrimoniale ai soggetti legati alla nota cosca di ‘ndrangheta di Cassano all’Ionio.

I giudici del Tdl hanno esaminato la posizione di Pasquale Forastefano, difeso dall’avvocato Cesare Badolato, annullando quattro capi d’accusa ascritti al presunto reggente del sodalizio mafioso. In un caso si tratta di un’estorsione (capo 5 della rubrica imputativa) mentre negli altri tre casi parliamo di intestazione fraudolenta di beni (capi 19, 25 e 27). Rispetto all’impostazione accusatoria iniziale, dunque, la posizione cautelare dell’indagato si è alleggerita. Rimane in carcere, tuttavia, per le altre contestazioni.

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