martedì,Agosto 9 2022

Argurio e la passione per lo scouting. Battitore libero, per questo piace a Guarascio

Christian Argurio e il Cosenza, un matrimonio che potrebbe celebrarsi a breve. La notizia fornita in esclusiva da Cosenza Channel e ripresa poi da altre fonti è l’altra faccia di una medaglia che vede la città ancora in contestazione. Stante comunque l’ininterrotta protesta in città, il patron Guarascio sembrerebbe (il condizionale rimane sempre obbligo nei

Argurio e la passione per lo scouting. Battitore libero, per questo piace a Guarascio

Christian Argurio e il Cosenza, un matrimonio che potrebbe celebrarsi a breve. La notizia fornita in esclusiva da Cosenza Channel e ripresa poi da altre fonti è l’altra faccia di una medaglia che vede la città ancora in contestazione. Stante comunque l’ininterrotta protesta in città, il patron Guarascio sembrerebbe (il condizionale rimane sempre obbligo nei confronti dei nostri lettori) aver sciolto le riserve sul ruolo di direttore sportivo. Per far sì che la scelta ricadesse sull’ex uomo-mercato del Catania sono stati necessari quaranta giorni, il che lo rende suo malgrado già doppio recordman. Come avevamo già spiegato qualche giorno fa. Un percorso, quello del possibile nuovo ds rossoblù, fatto soprattutto di tanta esperienza in Sicilia e nei Balcani.

Argurio, una difesa da Serie A

Alle pendici dell’Etna, Argurio inizia a reclutare come osservatore calciatori di prospettiva. Uno su tutti: Norbert Gyömbér, attuale perno della Salernitana neopromossa, all’epoca appena ventenne, preso proprio per la causa rossazzurra. Risultato? La Roma sborsa un milione e mezzo per assicurarsene le prestazioni. In realtà, tutta la retroguardia della formazione campana è stata in parte costruita da Argurio: sia Ramzy Aya sia Luka Bogdan, infatti, sono stati portati ad alti livelli proprio dal siciliano, che li ha voluti fortemente al “Massimino”. Proprio quest’ultimo fu preso a parametro zero e rivenduto ad un milione al Livorno.

Mercati intelligenti

Una carriera in ascesa quella di Argurio, che ha fatto anche da osservatore per la Croazia nella Juventus di Paratici e Marotta: la firma della relazione per Marco Pjaca fu sua. Il primo incarico da ds, però, risale al 2015/’16, quando costruisce il Messina che arriverà settimo in campionato. Pochissimi i soldi investiti, una rosa giovane con molte scommesse che comunque si piazzerà alle spalle delle sei potenze (Benevento, Foggia, Lecce, Casertana, Cosenza e Matera). Arrivò davanti a compagini come Juve Stabia e Catanzaro. Così si trasferisce a Catania, dove ha maggiore libertà di spesa, ma vede il sogno finale play-off svanire sul rigore sbagliato di Mazzarani e in B va il Cosenza. Una squadra che ha incrociato spesso il suo cammino.

Vicini, ma mai insieme. Adesso cosa succede?

Ecco, forse il rapporto con Guarascio è la curiosità più grande, anche se il presidente apprezza il fatto che non appartenga a nessuna parrocchia di procuratori e ds. In più parla diverse lingue, cosa che è piaciuta al patron. E’ un battitore libero e tra i due corre reciproca stima, tanto che il patron lo aveva cercato già al termine della stagione sportiva 2015/’16 dopo l’addio di Meluso. Argurio aveva già dato la parola a Lo Monaco e non se ne fece niente. Ciò che colpì il presidente silano fu la capacità di costruire con giovani e con una spesa quasi pari a zero. Adesso, il matrimonio potrebbe andare in porto: bisognerà aspettare.