sabato,Maggio 18 2024

“Buongiorno Cosenza”, «e noi non ci arrendiamo…»

di Sergio Nucci* – Mentre il sindaco Occhiuto è occupato a smarcarsi dalle accuse di ogni genere che gli piovono addosso, i palazzi del Centro storico continuano a crollare e non vorremmo che lui continuasse a demolirne quel poco che ne rimane, ma si adoperasse, invece, per tentare di salvarli, per puntellarli, per consolidarli in

“Buongiorno Cosenza”, «e noi non ci arrendiamo…»

di Sergio Nucci* – Mentre il sindaco Occhiuto è occupato a smarcarsi dalle accuse di ogni genere che gli piovono addosso, i palazzi del Centro storico continuano a crollare e non vorremmo che lui continuasse a demolirne quel poco che ne rimane, ma si adoperasse, invece, per tentare di salvarli, per puntellarli, per consolidarli in vista di una loro ristrutturazione.

Ieri pomeriggio sono crollati i solai di un altro palazzo sito nei pressi della Piazzetta Totonno Chiappetta e non vogliamo, come abbiamo già scritto pubblicamente, che il nostro sindaco-architetto, accorgendosene, si precipitasse a demolire, come ha appena fatto a Santa Lucia, quel palazzo o altri nelle vicinanze con la solita scusa del pericolo e con la carta della “somma urgenza”. Deve finire, però, questo giochetto di emettere ordinanze di sgombero di moltissime case del Centro storico per poi poter usare la carta vincente, perché non presuppone alcuna autorizzazione da parte di altri Enti, della “somma urgenza” per demolire gli edifici che, secondo il suo insindacabile giudizio, erano da sgomberare.

La senatrice Margherita Corrado ha appena presentato l’interrogazione parlamentare, il link in calce, sulle demolizioni selvagge fatte da Occhiuto nel Centro storico pochi giorni fa. La senatrice chiede al Ministro Franceschini di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e sia in grado di riferire circa l’eventuale convocazione, prima delle demolizioni, da parte del segretario regionale del Ministero per la Calabria, della Co.Re.Pa.Cu., nonché sull’orientamento da questa espresso;

se possa spiegare perché sia stato consentito all’amministrazione Occhiuto di strappare un altro importante tassello della forma urbis di Cosenza, praticando una nuova e larga ferita nell’antico tessuto urbano, nonostante la palese incoerenza tra l’emergenza causata dal crollo dei solai di un palazzo e l’azione demolitoria intrapresa, indirizzata su immobili diversi e distanti da quello danneggiato;

se non ritenga necessaria e urgente la creazione di un tavolo tecnico tra il Comune e la competente Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio allo scopo di adottare una seria strategia di salvaguardia del tessuto urbano storico e per evitare, tra l’altro, che agli interventi finanziati con i 90 milioni di euro che proprio il ministro Franceschini destinò al centro storico cosentino, riservati però, per ragioni mai del tutto chiarite, all’edilizia pubblica, si accompagni la creazione, tutto intorno a quelli, di un esteso campo di rovine che potrebbe suscitare gli appetiti degli speculatori. (*Buongiorno Cosenza)

Articoli correlati