sabato,Maggio 18 2024

«Perché il cinema teatro “Aroldo Tieri” dovrà essere gestito da un privato?»

Sergio Nucci (Buongiorno Cosenza) chiede all’amministrazione comunale quale siano i motivi che hanno portato a far gestire il Cinema “Tieri” a un privato.

«Perché il cinema teatro “Aroldo Tieri” dovrà essere gestito da un privato?»

di Sergio Nucci* – Nell’indifferenza generale, segno di sconforto e rassegnazione, l’attuale Amministrazione di Cosenza, con la delibera n. 63 del 23 giugno del 2021, intenderebbe individuare un soggetto privato che possa garantire alla vasta (?) utenza un’adeguata offerta culturale per la concessione temporanea dei servizi di gestione tecnica, artistica ed organizzativa del cinema Teatro Italia “Aroldo Tieri”. La durata della concessione, secondo il bando di gara, è di 5 anni e la “congrua” cifra per la “locazione” dell’immobile sarebbe fissata in 1.700 euro mensili.

Perché un Cinema Teatro di proprietà della Regione – che il Comune di Cosenza ha in concessione d’uso in virtù di una convenzione trentennale stipulata in data 19 febbraio 1997 – viene dato in gestione ad un privato invece di essere usato e fatto vivere, come sarebbe normale, dall’Amministrazione comunale? Perché, recita la delibera, “il regime di dissesto finanziario non consente di destinare alla struttura le risorse necessarie ad allestire una programmazione costante e di qualità; l’Amministrazione comunale non dispone di una struttura tecnica in grado di curare la gestione diretta dell’attività di spettacolo cinematografico e culturale”.

Alcune urgenti e gravi domande sorgono spontanee: chi ha provocato questo dissesto finanziario? Chi ha governato la città negli ultimi dieci anni senza dotarsi di una struttura tecnica adeguata? Dopo aver lasciato marcire, senza nessuna programmazione, il Cinema Teatro “Italia-Tieri” l’Amministrazione comunale in ‘prorogatio’ vuole dare in gestione, per due lire, uno dei più pregiati pezzi del suo patrimonio per i prossimi 5 anni? Chi ci assicura che l’”Italia-Tieri” non faccia la stessa fine del Castello svevo trasformato in lounge bar e “location” per feste e matrimoni?

E se il prossimo Sindaco e la sua Giunta volessero fare diversamente, perché le politiche future devono essere ipotecate, in ‘articulo mortis’, da un’Amministrazione che sta deliberando ben oltre il termine della sua scadenza naturale? (*Buongiorno Cosenza)

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