lunedì,Agosto 15 2022

Gdf, concluse le indagini sul fallimento della “Banca dei due mari di Calabria”

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza,al termine di indagini di Polizia Giudiziaria,delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillarie dirette dal PM Dott. Antonio IANNOTTA, hanno proceduto allanotifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari,ex art. 415 bis c.p.p.,nei confronti di 33 soggetti indagati, a vario titolo,per reatidi

Gdf, concluse le indagini sul fallimento della “Banca dei due mari di Calabria”

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza,al termine di indagini di Polizia Giudiziaria,delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillarie dirette dal PM Dott. Antonio IANNOTTA, hanno proceduto allanotifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari,ex art. 415 bis c.p.p.,nei confronti di 33 soggetti indagati, a vario titolo,per reatidi “bancarotta fraudolenta”ed accusati di avercausato ilfallimento della BANCA DEI DUE MARI DI CALABRIA CREDITO COOPERATIVO.La contestazione riguarda la reiterata concessioneed erogazione,negli ultimi 10 anni,di numerose linee di credito, finanziamenti e sconfinamenti di conto corrente a favore di clienti,pur nella consapevolezza di conclamate difficoltà finanziarie e dell’incapacità di adempiere alle obbligazioni assunteper la restituzione,con conseguente distrazione di ingenti somme dal patrimonio dell’istituto di credito.Gli indagati,anziché intraprendere con determinazione le iniziative,delineate nel piano di risanamento avviato a gennaio 2011,hannocontinuato a perseguire una crescita poco rigorosa degli impieghi,assicurando incondizionato sostegno finanziario a clientela insolvente o in palese difficoltà.

L’istituto di credito cooperativo,nato a Villapiana (CS) nel 2003, avente sportelli dislocati su tutto il territorio calabrese,era statosottoposto,nelmarzo 2013,ad amministrazione straordinariae, successivamente, nell’ottobre 2014,a liquidazione coatta amministrativa,per poi essere ceduto a BANCA SVILUPPOal prezzo simbolico di 1euro,con contestuale cessione delle perdite su creditiad altro soggetto giuridico,per un ammontare pari a circa 113 milioni di euro.Nel corso delle meticolose e complesse indagini di Polizia Giudiziaria,è stato accertato che,prima dello stato di insolvenzadichiarato dal Tribunale di Castrovillari nell’ottobre 2016, i crediti in sofferenzadella banca fallita erano stati venduti al FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI,per un ammontare pari ad euro 30,5 milioni di euro.Tra l’altro, la Banca d’Italia avevaeseguito,dal 2005 al 2012nei confronti della BANCA DEI DUE MARI DI CALABRIA CREDITO COOPERATIVO,tre ispezioni,tutte conclusesi con esito negativo,con l’irrogazione di sanzioni amministrative a carico dei componenti gli organi direttivie di controllo della banca fallita e con la proposizione alle Autorità Giudiziarie competenti di due azioni di responsabilità nei confronti della governance.Pagina 2La fallita,inoltre,era stata,negli anni,destinataria di ingenti prestiti subordinati,da parte del FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI DELLA BCC,a sostegno di un’azione di immediata patrimonializzazione della medesima banca;iniziativa vanificata dalle condotte oggetto di contestazione.

A riguardo, nel corso della procedura fallimentare, istruita presso il Tribunale di Castrovillari, sono stati ammessi al passivodebitiper circa322 milionidi euro,tra i quali anche somme destinatealle casse dello Stato.Le investigazioni,condottedal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza hannocosì permesso di individuarele ripetute concessionidi linee di credito e la successiva erogazionedi ingenti somme di denaro a clienti con conseguente:-marcato degrado del portafoglio prestitiespresso da partite deteriorate;-ripercussione sulla capacità presuntiva di redditoper effetto degli elevati oneri di funzionamentocon cost/income pari al 90,5%;-sofferenza del portafoglio creditiche hanno portato alla cessione delle perdite di crediti per circa € 113 milioni;-riduzione della dotazione patrimoniale di vigilanzadella fallitacon elevata concentrazione della raccolta e il rischio di notevoli deflussi nella raccoltaanche di somme destinate all’Erario;-inefficiente ed inefficacia organizzazioneinternaanche in materia di antiriciclaggio.Le numerose operazioni bancarie,individuate dagli investigatori delle Fiamme Giallecome anti-economiche -dissipative del patrimonio della stessa banca-caratterizzateda conflitti di interesse, erano state autorizzate dagli indagati non osservando i vincoli imposti dalla normativa di settore vigente edalle puntuali istruzioni operative emanate dallaBanca d’Italia,nel corso delle tre ispezioni,asalvaguardia ed a tutela del credito.Conseguentemente, le cause dello stato di insolvenzasono state individuate nell’imprudente e spregiudicata azione direttiva e di controllo dellagovernance,che ha continuato negli anni ad erogare numerose linee di credito senza garanzie reali,con istruttorie carenti e poco trasparentima, soprattutto, non rispondenti alle ordinarie logiche creditiziee bancarie.

Particolare attenzione è stata posta alla palese inosservanza degli obblighicreditizi edalla eccessiva esposizione al rischio di perditeprocurato dal costanteeripetutosconfinamentoa favore di numerosi clientidella banca: le condotte poste in essere,sia dai componenti dell’organo gestorio che dell’organo di controllo,hanno cosìdeterminato gravi responsabilità penali di natura omissiva,equiparabilialla causazione dell’evento che si aveva l’obbligo giuridico di impedire.La meticolosa investigazione economico-finanziaria degli specialisti della Guardia di Finanza ha,definitivamente,fatto luce sulle ragioni del fallimento della citata banca sulla cui operatività avevano mal posto la loro fiducia imprese e risparmiatori.Prosegue incessante l’attività della Procura della Repubblica, a contrasto degli illeciti societari e fallimentari a garanzia del corretto funzionamento del mercato, della libera concorrenza ed a tutela degli operatori economici che operano nel rispetto della legge.

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