Serie B

Chievo, la Figc pubblica le motivazioni dell’esclusione dalla Serie B

Con un comunicato di questa mattina, la Federazione ha spiegato le ragioni per cui il ricorso del Chievo è stato respinto.

La Figc ha reso pubbliche le motivazioni di respingimento del ricorso del Chievo. Con un comunicato ufficiale, il numero 12/A, pubblicato questa mattina, la Federazione ha messo nero su bianco il perché le richieste dei clivensi siano cadute nel vuoto.

Le premesse

Nella prima parte del comunicato si legge semplicemente della bocciatura della Covisoc alla società veneta per «mancato rispetto di alcuni dei criteri legali ed economico-finanziari previsti per l’ottenimento della Licenza Nazionale». Si aggiunge poi che non hanno piàù efficacia «le procedure di pagamento rateale relative all’Iva risultante dalle liquidazioni periodiche concernenti il primo e il secondo trimestre del periodo d’imposta 2019 e quelle concernenti l’Iva dovuta riferita ai periodi d’imposta 2014-2018».

I problemi

Ma perché il Chievo è stato escluso? Il problema è il mancato pagamento dei debiti fiscali relativi all’Iva del 2014, 2015, 2016, dei primi quattro trimestri del 2017 e del 2017 e del primo e del secondo trimestre 2019. Nonostante la rateazione in 72 rate per il periodo 2014-2018, si legge che «il competente Agente della Riscossione non ha in realtà ancora riscontrato in alcun modo tale istanza né ha trasmesso il rituale piano di ammortamento. Di talché – prosegue – al 28 giugno 2021, i menzionati debiti erariali non possono essere considerati oggetto di un rituale adempimento rateale tale da permettere di affermare la tempestività dei pertinenti obblighi di pagamento». La stessa cosa viene segnalata per il debito Iva 2019, anche se viene specificato che le rate scadute sono state corrisposte.

I motivi dell’esclusione del Chievo

Per quanto riguarda invece le ragioni della Figc, vengono esplicate nell’ultima parte: si spiega, in poche parole, che l’inadempimento contestato agli scaligeri risulta oggettivo in quanto «trae origine dalla pacifica intervenuta decadenza di talune procedure di rateizzazione già in itinere per le quali non sono stati adempiuti tutti gli obblighi di pagamento prescritti». A detta della Figc anche il ricorso degli avvocati di Campedelli avrebbe giocato a sfavore dei gialloblù, in quanto la rateizzazione è stata formulata come richiesta soltanto nell’ultimo giorno utile.

La conclusione

Prima della delibera di bocciatura, si legge: «[…]ciò che appare palese nella fattispecie concreta è l’avvenuta decadenza delle procedure di rateazione in serie». E ancora: «Da ciò consegue che lo sviluppo argomentativo del ricorso della Società in ordine agli adempimenti in materia di iscrizione a ruolo e successiva notifica delle cartelle di pagamento non esclude che alla data di riferimento i pertinenti debiti fiscali dovessero considerarsi irrimediabilmente scaduti, fatti salvi eventuali e successivi provvedimenti di rateazione da concedersi da parte dell’Agente della Riscossione (il quale, peraltro, per quanto consta documentalmente non parrebbe che si sia ancora espresso in proposito)».

Francesco La Luna

Francesco La Luna è nato a Cosenza nel 1993. Laureato in Lettere Classiche all'Università della Calabria nel 2016 con una tesi sul giornalismo di Vincenzo Padula, ha iniziato la propria carriera giornalistica nel 2013 con il portale online _Ottoetrenta_. Dal 2015 collabora con la redazione sportiva de _Il Quotidiano del Sud_. Dal 2016 al 2018 è stato Ufficio Stampa del Cosenza Calcio, poi ha frequentato il XIV biennio alla Scuola di Giornalismo di Perugia, durante il quale ha collaborato, da stagista, anche con _La Gazzetta dello Sport_. È vincitore della sesta edizione del premio "Tonino Carino" per la sezione giornalismo sportivo.

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