lunedì,Febbraio 6 2023

Cosenza, il gip scarcera la presunta cartomante (accusata di estorsione)

Il gip ritiene attendibile il racconto della presunta cartomante di Cosenza, che ha fornito un’altra versione dei fatti. Ecco quale.

Cosenza, il gip scarcera la presunta cartomante (accusata di estorsione)

Scarcerata la presunta cartomante di Cosenza. Secondo il gip di Cosenza, Letizia Benigno, che ha comunque convalidato l’arresto effettuato dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza, nel caso in esame non sussiste «un livello di solidità indiziaria che consenta l’applicazione della misura richiesta» dalla procura di Cosenza che, in sede di udienza di convalida, aveva invocato il carcere per P. L., «e che le indagini siano allo stato incomplete».

Per il giudice delle indagini preliminari, infatti, la versione della persona offesa non è autosufficiente «per via degli interessi non solo economici sottesi» ma non è in astratto «pienamente attendibile sul piano intrinseco», essendo «sguarnita di riscontri sul pianto estrinseco e che tutto questo la renda suscettibile di essere neutralizzata da dichiarazioni di segno contrario provenienti dall’indagata» scrive il gip di Cosenza.

La versione dell’indagata

La donna finita sotto accusa, infatti, nel corso dell’udienza di convalida ha dichiarato «di conoscere da molti anni» la presunta parte offesa «e di avere intrattenuto con questa un rapporto di scambio economico atteso che» la presunta vittima «le forniva olio e salumi di produzione familiare che poi» l’indagata «rivendeva a terzi così guadagnato qualcosa». Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, la presunta parte offesa «si era recata a casa» dell’indagata «piangendo e dicendo che le servivano con una certa urgenza circa 450 euro in quanto doveva restituirli a suo marito, cui li aveva sottratti, prima che l’uomo se ne accorgesse». L’indagata, secondo quanto raccontato al gip di Cosenza, «spinta da compassione, le aveva prestato il denaro richiesto» e «dopo qualche tempo glielo aveva iniziato a chiederne la restituzione, perché ne necessitava, ma la persona offesa l’aveva bloccato il contatto, rendendosi non rintracciabile».

Crollano le accuse

La donna accusata di estorsione «aveva cercato di contattare il marito della donna, cui aveva chiesto la restituzione dei soldi, senza scendere ovviamente nei particolari del prestito, e che, sentitasi presa in giro e nella rabbia del momento, aveva effettivamente proferito le frasi indicate nel capo d’imputazione». L’indagata, inoltre, «non aveva mai saputo che la vittima avesse una relazione extraconiugale, che suo marito era uscito da carcere per fine pena già a novembre del 2020 e che mai lo aveva coinvolto in questa vicenda» e infine «che mai aveva esercitato pratiche di cartomanzia, magia e attività similari». Insomma, le accuse, allo stato attuale, sono crollate nei confronti dell’indagata ma è evidente che l’inchiesta debba andare avanti per approfondire i reali motivi che hanno portato la presunta vittima a denunciare la donna che conosceva sin dal 2013. L’indagata, infine, è difesa dall’avvocato Antonio Quintieri.

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