domenica,Dicembre 5 2021

SS106, Rapani: «Stasi è con le spalle al muro»

«Sul nuovo tracciato della Statale 106 da Sibari a Rossano è grave e preoccupante il silenzio del sindaco Stasi. Anas, probabilmente stanca di attendere invano, ha convocato la conferenza di servizi che metterà spalle al muro l’Amministrazione comunale». È quanto dichiara Ernesto Rapani, dirigente e membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia intervenendo nel dibattito sulla

SS106, Rapani: «Stasi è con le spalle al muro»

«Sul nuovo tracciato della Statale 106 da Sibari a Rossano è grave e preoccupante il silenzio del sindaco Stasi. Anas, probabilmente stanca di attendere invano, ha convocato la conferenza di servizi che metterà spalle al muro l’Amministrazione comunale».

È quanto dichiara Ernesto Rapani, dirigente e membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia intervenendo nel dibattito sulla strada statale 106.

«Anas, in attesa di un parere da parte di Stasi&C. da oltre 7-8 mesi, ha indetto la conferenza di servizi, stanca dell’inerzia e l’immobilismo ormai cronico nel quale è piombato il governo cittadino. Il sindaco adesso sarà costretto ad esprimersi su una posizione che si sarebbe dovuta condividere con la città, con le associazioni di categoria. Avrebbe avuto tutto il tempo di aprire un tavolo di confronto sulla progettazione della tratta che attraverserà il territorio di Corigliano Rossano. Adesso se ne assumerà le responsabilità».

«Sarebbe interessante capire anche se il sindaco parteciperà, o meno, alla conferenza. Dovesse decidere di non farlo – dice Rapani – sarebbe ancora peggio. E pur andando al tavolo con una presumibile posizione assolutamente personale, dimostrerà comunque grande incapacità di gestione della cosa pubblica, presunzione e arroganza politica. La statale 106, e così la città di Corigliano Rossano, non sono certo di proprietà di Flavio Stasi. Lui è e sarà solo di passaggio, una meteora. Presto – conclude il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia – sarà ricordato come quel tale affabulatore che ha avuto la fortuna di poter iniziare a costruire una grande città e non è stato in grado di farlo».

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